Oggi
compio 44 anni e sono ancora una bambina, infatti la prima cosa che mi viene da
pensare (o meglio, fischiettare) a riguardo è “44 gatti in fila per sei col
resto di due, col resto di DueeeeeEEEE!!! ZAM ZAM!”
La seconda è che, se le donne in Italia vivono in media 83 anni, da oggi posso
finalmente definirmi “una donna di mezz’età”. Che culo.
Ed ecco subito il terzo pensiero “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi
ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita…” Che culo per
la seconda volta, io non voglio smarrire proprio niente! Banalissima “crisi di
mezz’età” via da me che sarò pure un po’
pazza, ma banale proprio per niente!
Va bene, niente crisi, ma un po’ di dubbi esistenziali ce li avrai, no?
Allora ci penso meglio… trovato!
Ecco un dilemma che mi ha sempre tormentato: perché tutti dicono di togliere il nero dai
peperoni grigliati dato che le verdure sbruciacchiate sono cancerogene e poi in
farmacia ti vendono il carbone vegetale? E’ il peperone a essere
particolarmente assassino o lo sono i farmacisti?
E anche, quando negli anni ’90 (da certe citazioni temporali i 44 si
percepiscono tutti) c’erano le bancarelle che vendevano le pseudo Lacoste con
la codina del logo girata male, fu adottato il termine “tarocchi=falsi”, perché?
La lettura delle carte è forse una fregatura più grande di una borsa di Cucci?
Allora, se potete, datemi una mano a risolvere questi gravissimi dubbi
esistenziali, invece non ho bisogno di aiuto riguardo a perché si dica “fare il
portoghese” quando vuoi entrare senza pagare o altre cose così, in questa mia
mezza età sui fondamentali mi sono informata!
Scherzi a parte, anche se li ho compiuti solo alle 7.30 di stamani, avere 44
anni mi piace molto.
Non solo perché mi piacciono graficamente i due quattro uguali e il suono che
fanno quando lo dico.
In generale mi piacciono i miei compleanni perché mi piace ricordare e misurare
il tempo che passa. Mi piace crescere e quindi, in sostanza, mi piace anche
invecchiare.
Non è una cosa strana, è una cosa giusta.
Molte persone si vergognano di invecchiare, soprattutto molte donne. Un po’ perché
“gli uomini quando invecchiano diventano più interessanti”, “come sono
affascinanti gli uomini brizzolati!” E le donne? Le donne invece quando invecchiano diventano una schifezza e tanto per tirarle su di
morale fioriscono i modi di dire simpatici e burloni tipo “hai il sale e pepe
nei capelli”, “hai le zampe di gallina intorno agli occhi”… ma cosa ho al posto
della faccia: l’occorrente per fare il brodo? Evidentemente sì e l’hai appena
acquistato al supermercato, infatti sulla bocca ti sta venendo “un codice a barre”. Ma che carini!
Cosa dovrebbero fare allora questi poveri sacchetti della spesa ambulanti? Ma che
domande! Dovrebbero immediatamente correre ai ripari attuando tutta
una serie di interventi più o meno invasivi, dallo scontato tingersi i capelli
grigi, al quotidiano stuccarsi la faccia di intonaco, fino allo stirarsi le rughe
e tutti i lineamenti (con il bisturi, quando l’intonaco non basta più) e alla
definitiva mummificazione iniettandosi il botulino… altro dubbio esistenziale:
ma il botulino non era un batterio che se avevi la sfiga di mangiartelo ti spediva
allegramente all’altro mondo? Siamo sicuri che faccia tanto bene iniettarselo
nella faccia? Solo se lo ingurgiti nell’esofago è particolarmente
assassino o lo sono i chirurghi estetici?
Ma io mi chiedo: perché? Perché donne sottostate a tutto questo? Possibile che
ancora pensiate che un segno del tempo possa in qualche modo svalutarvi? Ma ribellatevi,
porca miseria!
Certo, anche a me piace truccarmi un po’, ma essendo ancora una bambina lo
faccio come un gioco di travestimento, come lo facevo a 8 anni con i
Truccosetti e cioè mettendomi un po’ di rossetto scintillante, la riga nera e l’azzurrino
sugli occhi. Io mi rifiuto di stuccarmi la faccia, la pelle è mia, le rughe
sono mie e guai a chi le tocca!
In questa foto purtroppo non si vedono abbastanza i miei splendidi capelli
bianchi, ma ero appena uscita dalla doccia e le mani sono avvizzite dall’acqua
calda: si vede la mia pelle. Io non sono una statua di cera, io sono vera, io sono viva, io sono fatta di tessuto biologico che (nonostante
un giornaliero ricambio) deve per forza portare i segni di questi 44 anni.
E mi fa piacere perché io li ho vissuti intensamente e sono fiera di ricordarmeli tutti,
in ogni minimo dettaglio, uno per uno.
lalla
P.S. La ricerca della zampa non è stata così facile e dal Pollaiolo io e
Matilde siamo state più di 30’ in coda. “Signora, dopo le cosce e le alette
desidera altro?”
“sì, grazie, vorrei una zampa di gallina”.
Le altre persone che ci guardano stupite neanche avessi chiesto la Luna e lui,
sulla difensiva: “no, non posso vendergliela”.
“Perché no? Questi polli avranno avuto dei piedi o erano tutti mutanti? Per favore…”.
“Va bene, aspetti qui” scappa sul retro e poi mi passa un pacchettino
sottobanco, neanche stessi acquistando della droga, e mi sussurra: “ma mi
scusi, a lei cosa serve una zampa di gallina?”
E io, a voce alta: “Ma è chiaro, no? Per farci una pozione magica!”.
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