domenica 10 giugno 2012

la pittura è terapeutica

Qualche giorno fa mi è successa una cosa spiacevole. 
Io sono molto brava ad affrontare le cose spiacevoli e a buttarmele dietro le spalle. 
Molto brava davvero.
Devo però confessare che sul fondo persisteva un po' d'amarezza.
Poi mi sono ricordata che c'è una cosa che posso fare e che mi fa stare bene.
L'ho fatta e, come sempre, ha funzionato.


lalla
































"Autoritratto con sciarpa di seta", olio su masonite, 50x41 cm.

domenica 13 maggio 2012

far contenti tutti è un difettaccio, le mamme lo sanno

Durante le ultime settimane piovose ho distillato una verità su me stessa, ed essendo notoriamente metereopatica, non è stata una bella scoperta. 
La verità in questione è che il motore propulsore di tutta la mia esistenza è cercare di fare tutti contenti qualunque cosa faccia.
"Qualunque cosa" significa anche comprare il pane, e questo non è un pregio.
Primo, perchè mi condanna ad un'eterna ansia da prestazione ed ad una perpetua frustrazione da fallimento (è matematicamente impossibile fare contenti tutti). 
Secondo, andando un po' più a fondo nella questione, perchè si tratta solo di un bisogno egoistico. Io sopravvivo grazie ai sorrisi della gente, agli sguardi di approvazione, ai complimenti. Mi sento contenta ed in pace con me stessa solo quando sento di aver soddisfatto gli altri, non ho abbastanza autostima per fregarmene nemmeno del giudizio della fornaia. Basterebbe un suo sguardo di disapprovazione per rovinarmi l'intera settimana. Le critiche mi distruggono. E' la sindrome della secchiona che mi perseguita da decenni: mi sento brava solo se raccatto un buon voto.
Ne ho parlato con Theo, il discorso gli tornava, ma mi ha detto di stare tranquilla: tutte le persone del mondo fanno ciò che fanno per un tornaconto personale, per un piccolo premio emotivo o monetario, e magari non è un atteggiamento troppo dannoso quando il premio che cercano è "sentirsi buone" o "sentirsi brave".
Ma c'è un terzo motivo per cui tutto ciò non solo non è un pregio, ma un vero difettaccio. Un motivo più grave: parecchie volte questa caratteristica mi impedisce di comportarmi nel modo giusto. Mi sono specializzata nel piacere, nel farmi amare da tutti e questo mi rende pericolosa e spesso inadeguata. Intendiamoci: ci sono volte in cui fare la cosa giusta coinciderebbe proprio con l'essere sgradevoli agli occhi degli altri, scontentarli e deluderli. Ecco, io ci patisco come una bestia, e alla fine, sbagliando, non ce la faccio quasi mai. Il proverbio "il medico pietoso fa la piaga puzzolente" sembra creato apposta per me.
Quest'anno insegnare è stata durissima. Ho sempre vissuto nell'illusione che per fare bene il mio lavoro dovessi essere coerente, puntuale nell'orario e nelle consegne degli elaborati corretti, giusta nelle valutazioni, ma soprattutto partecipe ed interessante nelle spiegazioni. Insomma, ho sempre creduto che chi da il buon esempio e ce la mette tutta fosse meritevole di rispetto. Non è vero, non sempre. Mi sono ritrovata a contatto con tre prime con evidenti e gravi problemi di disciplina (atti di bullismo, sospensioni scolastiche, valutazioni dello psicologo...). Ce l'ho messa tutta per essere all'altezza, ma i ragazzi ti guardano dentro e lo sentono subito che stai soffrendo più di loro mentre gli scrivi un rapporto, che non sei tu quella da temere, perchè in fondo in fondo vorresti solo piacergli. Ho sofferto molto quando mi sono resa conto che non riuscivo ad essere quella che professionalmente sarebbe stata la persona migliore per loro: un sergente dell'esercito.
Ne ho parlato con Theo, il discorso gli tornava, ma mi ha di nuovo detto di stare tranquilla: nessuna persona al mondo è professionalmente adatta a qualsiasi tipo o ambiente di lavoro, pur impegnandosi al massimo non potrebbe mai rendere allo stesso livello in ruoli diversi. Non è un caso che io abbia sposato Theo, sa dirmi sempre la cosa giusta.
E una volta che uno ha capito i suoi difetti, che fa? Si mette a combattere l'ansia da prestazione, la sindrome della secchiona e diventa sgradevole al punto giusto? 

Credete che non tenti di farlo da quando sono nata? 
Ovviamente continuerò a tentare, in modo che questo lato oscuro non prenda il sopravvento, ma sono abbastanza certa di non poterlo sconfiggere mai. Le persone non migliorano, diciamo che al massimo possono ritersi contente se non peggiorano ed imparano a convivere con i propri difetti.
Quindi un po' di allegria, per altro è tornato il sole e qualche pregio ce l'ho, qualche cosa di buono so farla davvero. Quando mi affidano una classe "scolarizzata", sono la persona giusta nel posto giusto. Con quattro classi quest'anno è andata così, le ho fatte lavorare tantissimo, col sorriso da entrambe le parti, divertendomi e divertendole, passando delle belle mattinate che mi mancheranno, e forse anche a loro.
E soprattutto mi rende serena una consapevolezza: esiste una persona al mondo per cui so essere migliore e superare me stessa. So essere dura, sopportarne lo sguardo arrabbiato e non aver paura di fare la cosa giusta, per sgradevole che sia. Sento forte un fine più alto, non ci penso proprio a ricevere un premio, penso solo a lui. Non c'è ruolo che io sappia interpretare meglio di questo: il ruolo della mamma del Re dei Sugolini.
E succede una cosa strana, che il piccolo Elia sappia intuire ciò che è giusto oltre l'apparenza e alla fine gratificarmi ancora di più.

lalla 

P.S. Se nel mestiere più importante del mondo faccio qualcosa di buono è perchè ho avuto una buona maestra. Auguri mamma.

martedì 20 marzo 2012

20 anni più giovane in 7 mesi

Sembra che ultimamente io abbia apportato, piuttosto casualmente, alcune sostanziali migliorie al mio aspetto fisico.
Prima di tutto, da settembre ho definitivamente detto addio ai grassi saturi e cioè a ogni tipo di cibo allettante, saporito e sfizioso. Adattarsi al mio nuovo regime alimentare non è stato facile (ancora faccio sogni erotici  di schiacciate bisunte e fumanti ripiene di mortadella) però i miei sacrifici non solo mi hanno fatto ottenere il mio obiettivo primario, ma anche piacevoli effetti collaterali. 
Obiettivo primario: da 7 mesi mi sento piena di energia, non ho più pesantezza, sonnolenza, stanchezza, difficoltà digestive, carenza di difese immunitarie, coliche e le mie analisi del sangue sono perfette. 
Piacevoli effetti collaterali: in 7 mesi sono dimagrita 8 chili, un evento a dir poco inaspettato e quanto mai gradito.
Alcuni conoscenti che mi hanno rivisto dopo qualche mese hanno commentato con la frase: "Come stai bene: sembri ringiovanita di 10 anni!".
E io: "Grazie, grazie"... però è strano, non si dice sempre che un po' di ciccia in più aiuta a spianare le rughe? Diciamo che per adesso la pelle regge, ma sarà meglio farla finita di calare di peso altrimenti quest'estate sembrerò un abito cadente su una gruccia, altro che ringiovanita...
detto ciò, qualche giorno fa, prima di lavarmi i capelli, mi sono incattivita contro il mio eccesso di doppie punte. Colta da raptus omicida ho cominciato a scalare/accorciare i capelli sul davanti (quelli che si sfibrano di più)... a forza di scalare m'è venuta la frangetta. Lì per lì, mi guardo, non mi riconosco e mi facco quasi paura.
Non la portavo dai tempi del liceo, ricordo che dovetti toglierla perchè favoriva il proliferare di bolllicini sulla fronte, beata gioventù, per lo meno a questo punto un inconveniente del genere penso sia da escludere.
Tempo due/tre giorni ci sto facendo l'occhio, diciamo che ho scongiurato l'effetto Maria Maddalena, o Gioconda che dir si voglia, precipitando in quello Cleopatra. Evviva la modernità! Hai voglia a tagliare, col viso ovale, il naso dritto, i capelli lisci come spaghi e la pelle olivastra, non c'è verso che riesca a sfuggire a qualche stereotipo stra-datato...
Alcuni conoscenti che mi hanno rivisto dopo qualche giorno (perfino gli stessi dell'altra volta) hanno commentato con la frase: "Come stai bene: sembri ringiovanita di 10 anni!".
E io: "Grazie, grazie"... però è sempre più strano, sorgono ipotesi grottesche:
1) I miei parenti sono dischi incantati e la suddetta frase è di pura circostanza.
2) Facendo un breve calcolo: oggi come oggi dimostro appena sedici anni.
3) Oppure: stai a vedere che fino a sette mesi fa ne dimostravo circa cinquanta e nessuno s'era preso la briga d'avvertirmi!
La prima è probabile, la seconda allettante, ma protendo per la terza: ecco perchè quelle merdaccie di commesse adolescenti sogghignavano passandomi delle brache informi taglia 46/48 e chiamandomi Signora...
Hi-hi-hi, l'altra settimana, nello stesso negozio, ho quasi avuto un'orgasmo acquistando un paio di jeans taglia 42.
Come siamo sceme noi donne: è proprio vero che un po' di shopping ben fatto può regalare a una trentenne attempata più autostima di 1 anno di analisi!


lalla

venerdì 24 febbraio 2012

i bambini vagano un po' troppo con la mente, e meno male

E' qualche tempo che sono un po' combattuta sull'eventualità o meno di scrivere un post tanto odioso.
Non biasimatemi, ho resistito a lungo nel tentativo di non inimicarmi i miei esigui lettori facendo sempre la parte della mamma che si loda e si imbroda del proprio figlio. Tutti avranno ormai maturato nei confronti del Re una sacrosanta antipatia solo a causa della mia smelensaggine. Così ad esempio, a Natale, non ho subito ammorbato il mondo col racconto della recitina-canora scolastica, dove sono quasi svenuta scoprendo in diretta che c'era una sola voce solista ed era Elia...
... e adesso cedo, clamorosamente.
Ma chi se ne frega! Ne avrò di occasioni di lamentarmi e rodermi il fegato quando da adolescente mi darà solo tormenti, tanto vale che mi goda le mie soddisfazioni adesso.
E poi mi piace riflettere sul fatto che questo piccolo figlio continui sempre a meravigliarmi.
Sono più di sei anni che conosco Elia, ormai dovrei essere preparata, dovrei averlo capito, ed invece accade ancora, che mi prenda alla sprovvista. E' assurdo quanto sia, in ogni occasione, sempre migliore di me. 
La cosa non mi dispiace per niente, veramente, però mi sconcerta, questo sì.
Ci casco sempre come una pera, ma per lo meno non sono l'unica, mi considero in buona compagnia. Osservando con attenzione, mi sembra così palese che anche i figli delle altre coppie che conosco siano migliori dei genitori e che abbiano sempre ragione nei loro confronti.
Lo so, lo so, noi "grandi" siamo tutti più istruiti, più educati, sappiamo come gira il mondo... ma allora com'è che poi ci fregano sempre?
Non c'è da prendersela, anzi, forse per merito loro non è ancora detto che si vada tutti a rotoli come sembra. Sotto ogni prospettiva potremmo considerarlo un buon segno, incoraggiante per il futuro dell'umanità. Salvo valutare che i bambini di oggi dovranno per forza trasformarsi nei grandi di domani, sbiadendo i loro colori, mortificando la loro creatività, incasellando le loro stranezze, crescendo... e peggiorando.
Comunque, veniamo al dunque: cosa avevo tanto da meravigliarmi per poi gonfiarmi d'insano orgoglio materno?
Elia ha ricevuto la sua prima pagella. Delle elementari, quindi non ci voleva un genio perchè andasse bene, ma conoscevate i miei timori a riguardo...
... e, alla faccia di una mamma studente delle elementari dislessica e semi-disadattata che solo 7 post fa l'aveva chiamato Pinocchio, è stato bravissimo.
E come fa, vi domanderete voi, con una mamma studente delle elementari dislessica e semi-disadattata, ad essere bravissimo?
Facile: il furbo ha vinto al super-enalotto con una improbabile quanto meravigliosa combinazione genetica. Non si sa come cavolo abbia fatto, ma è riuscito a scartare tutte le caratteristiche mediocri/noiose/ordinarie di mammalalla e babbotheo, selezionando solo le qualità migliori per distillare se stesso: il Re di tutti i Sugolini. 
Un po' di sale in zucca l'ha preso da entrambi i genitori, io credo. L'estro ed un bel po' di esibizionismo li riconosco: sono i miei. La creatività è di Theo. Ma dal babbo ha soprattutto preso il fascino, c'è poco da fare, io quello non ce l'ho mai avuto.
Va detto quindi che tutte le valutazioni sono palesemente falsate: la maestra d'Italiano era già cotta dopo una settimana, quella di matematica ha resistito più a lungo, stoicamente, ma alla fine ha ceduto. Cedono tutti al Re dei Sugolini.
Nel giudizio, esagerato, c'è scritto "maturo ed equilibrato, curioso ed interessato, veloce ed intuitivo, notevoli capacità logiche, ottime proprietà di linguaggio, apprende con facilità
, autonomo, corretto e preciso" ....
va bene, va bene, in realtà non sono state solo rose e fiori,  c'è anche scritto che "è talvolta lento nel portare a termine il lavoro".
Ho chiesto chiarimenti, la maestra di matematica mi ha spiegato che ogni tanto "si perde" perchè vaga con la mente e "si fa troppo i fatti suoi", quella d'italiano (ormai suddita devota) ha puntualizzato che è una sua caratteristica essere uno spirito libero. In poche parole: è un po' svogliato.
A Theo è spiaciuto molto questo appunto.
A me è piaciuto molto questo appunto.
Non lo voglio incasellato, secchione e studente modello come divenni poi io fin troppo presto. Non lo voglio cresciuto prima del tempo.Voglio che con la mente vaghi lontano e "si faccia troppo i fatti suoi" più a lungo possibile. Che rimanga ancora migliore di noi per parecchi anni.


lalla

martedì 24 gennaio 2012

"plastiche seduzioni"

Qualche mese fa avevo già capito che una pseudo-carriera artistica sarebbe stata impossibile. Mi ci è voluto un po' di tempo per digerire l'incofutabile verità che passo molto del mio tempo compiendo gesti inutili.
Scrivendo sceneggiature per fumetti che faranno schifo agli editori, realizzando tavole che non saranno mai pubblicate, dipingendo quadri che non saranno mai acquistati e scrivendo racconti che non verranno mai letti....
Mentre tentavo di buttar giù l'amaro boccone trovai per caso questo video, volevo metterlo qua sopra, poi me ne sono scordata.
Oggi ci sono inciampata di nuovo così ho pensato che fosse il momento giusto per postarlo.
Non so, non riesco a capire neanche se conosco l'autore.
Però fa davvero un effetto strano pensare che da qualche parte di questo stranissimo mondo uno sconosciuto si sia messo lì, per il gusto di niente, a compiere anch'esso un'inutile gesto: montare della musica con i miei nudi... 
che dire?
Grazie sconosciuto, visto che siamo qui sulla terra a perdere tempo tanto vale divertirci!


lalla

mercoledì 18 gennaio 2012

negli occhi di E.

Il nuovo anno si è aperto con il ritorno ad un vecchio e caro amore: il ritratto.
E' stato il miglior regalo che ho scartato per le feste, il merito è del mio mecenate, della sua paziente consorte e della sua dolcissima infanta, ma anche della mia prolungata astinenza.
Quanto mi mancava la pittura!
Scrivere è molto bello, ma prende tanto tempo e per la gratificazione del risultato devi attendere a lungo.
La pittura è più immediata.
E quanto mi mancava un bel ritratto!
La pittura "di genere" è più serena. Non c'è niente da dimostrare, niente da inventare, nè alcun particolare messaggio da lanciare. Che sollievo per un pittore.
Alle fine tutto si risolve soltanto in una profonda immersione nelle pieghe, nelle curve e soprattutto negli occhi di un'altra persona. Teatralità a parte, in un viaggio nella sua anima.


I tre giorni passati sprofondando negli occhi di E. sono stati quindi meravigliosi, come sempre. Forse anche più di sempre, trattandosi degli occhi coraggiosi, puri e intelligenti di una bambina di soli due anni.
E nei bambini non sono solo gli occhi ad essere speciali: la loro pelle è così liscia, turgida ed elastica... luccica! Una delizia per il mio pennello. 


Eccezion fatta per il mio "grillo parlante" Theo sempre pronto ad istillarmi dubbi, dare consigli, sottolineare carenze ed imperfezioni, sono state ore liete e spensierate. Che spasso, tanto mi sono divertita da chiedermi come abbia fatto nell'ultimo anno a vivere senza ritrarre nessun altro. Perchè ho lasciato passare così tanto tempo... avevo scordato come fosse bello?














Poi, quando ho finito, è riaffiorata la paura... anche quella l'avevo rimossa, ma l'ho riconosciuta subito.
E' la paura di aver male interpretato i segnali, di aver frainteso la lettura. La paura che ciò che hai visto scrutando quegli occhi non sia quello che il soggetto vede guardando se stesso allo specchio o, in questo caso, ciò che vedono i suoi genitori.
Quindi, un po' intimorita, ho invitato a pranzo il mio mecenate e famiglia per mostrargli il lavoro.
Non so, forse è stato più merito del mio strudel di mele che della pittura se poi si è dichiarato pienamente soddisfatto. Ricordo una frase sulle altre: "E' commovente". Probabilmente anche la birra alsaziana c'ha messo del suo.
Nel salutarlo ho sperato che una digestione un po' difficoltosa non favorisse poi un ripensamento nei confronti del ritratto (cinque fette di strudel con panna non sono da tutti!). Fortunatamente deve avere uno stomaco d'accaio perchè non si è fatto più risentire... od il mio quadro lo soddisfa davvero?
Stando così le cose, mi sento ottimista.


lalla


P.S. Grazie ancora W. e P. per l'opportunità e scusate se come sempre faccio un po' d'ironia.

venerdì 6 gennaio 2012

per Natale non ci siamo fatti mancare niente

A Elia piace molto farsi dire quali parti del corpo ha preso da chi per poi declamare tutto l’elenco ad ignari compagni che lo guardano come un alieno: “il mio naso è del babbo, la mia bocca è della mamma, i miei dentoni davanti sono della mamma...” Lo scanner dell’intera figura dura 2 minuti buoni. 
Per Natale non ci siamo fatti mancare proprio niente...
... Theo è arrivato al 24 dopo una settimana di febbre, ma ci siamo goduti lo stesso il cenone della vigilia con una marea dei regali ed Elia che cantava poesie o canzoni già esibite a scuola, la nottata in campagna e poi un piccolo diversivo il 25, tanto per essere originali.
Eravamo appena rientrati a casa, Elia era molto ansioso perchè sapeva che i regali chiesti a Babbo Natale con la letterina sarebbero arrivati nel nostro appartamento durante la nottata e quindi ancora non aveva avuto modo di sapere se le sue richieste erano andate a buon fine. Per fortuna il santo uomo aveva provveduto ad esaudire ogni desiderio con particolare lena (anche se non è stato furbo a delegare me per allestire la “valigia del fumettista” richiesta dal piccolo Re, ho gioiosamente sperperato 100 euro in pastelli ad olio, pennarelli che scrivono d’oro e d’argento, glitter, una gomma elettrica ed altri irrinunciabili strumenti di piacere).
Dopo aver scartato tutto quel ben di Dio Elia era felicissimo, ma soprattuttto sovraeccitato come un criceto russo. Theo aveva caricato le pile ad una macchinina telecomandata e stava facendola girare, Elia nitriva come un cavallino imbizzarrito.
Così, eseguendo una piroetta di gioia, ha perso l’equilibrio ed è cascato a pelle di leone. 
E’ stato un attimo, ma nel vederlo scivolare così stupidamente ho pensato immediatamente che si sarebbe spezzato i denti (io che passo le giornate a prevedere catastrofi più o meno probabili che potrebbero accadergli). L’incisivo sinistro ha tenuto fede al suo nome e prima di perire ha eroicamente “inciso” la mattonella di cotto in mezzo al salone. Se chiudo gli occhi posso ancora rivedere l’immagine del suo viso che si schianta sul pavimento e di due pezzi bianchi che schizzano in avanti.
Theo si è disperato, Elia si è preso un po’ paura (ma niente dolore per fortuna) ed io ho cercato di sdrammatizzare. Quindi, molto originalmente, abbiamo interpretato “Natale al Meyer 2011” e dire che lì non sapevano proprio che pesci prendere...
per farla breve: il nostro gentilissimo dentista, col cappone lesso sullo stomaco, ha visitato Elia il 25 stesso, escludendo che il nervo del dente fosse intaccato o le barbe lesionate (il 27 ha poi ricostruito un bel dente finto).
Elia ha acconsentito tranquillamente a tutta la procedura senza lamentarsi, non sembrava neanche troppo turbato, poi la sera di Natale, una volta a letto, mi ha fatto tre domande:
1) “Mamma, il dente rotto mi diveterà nero come successe alla nonna da piccola?”
“No amore, il dentista ha detto che dovrebbe restare bianco. Vedrai che lo rifarà bello come prima. Poi se non ti piace da grande ci metteremo una bella placchetta di ceramica come fanno gli attori di Hollywood”
2) Cos’è Hollywood mamma?”
“Il  posto dove girano i film con gli effetti speciali... ma insomma, ti sono piaciuti i ragali che ti ha portato Babbo Natale?”
Silenzio.
“Allora? Hai ricevuto tutto ciò che volevi, no?”.
3) “...secondo te Mamma, Babbo Natale lo sa che mi sono rotto un dente?”
Ma certo! Così adesso lo scanner della figura di Elia risulterà meno monotono e più accattivante: “il mio naso è del babbo, la mia bocca è della mamma, il mio incisivo sinistro è del Dentista...”

Allego numero 2 pensierini dal quaderno di italiano di Elia;

il primo è un resoconto molto più sintetico ed efficace del mio post (ho spiegato ad Elia che il nuovo dente è in pasta odontoiatrica, lui ha spiegato a me che “cristallo trasparente” faceva più scena... e poi dice di non conoscere Hollywood!), 


il secondo è uno dei molti scritti nella settimana successiva... siamo stati in viaggio a Madrid!
Aereo, musei, passeggiate, tempo primaverile, pattinaggio sul ghiaccio, barchetta a remi, parchi, metro, parrucche colorate e chicchi d'uva sotto Puerta del Sol... è proprio vero che per Natale non ci siamo fatti mancare niente!









lalla

sabato 17 dicembre 2011

la fortuna si prende le sue piccole rivincite

Per adesso il Natale, con poca orginalità, ci ha portato l'influenza....
ricordo che era da poco iniziato il 2011 ed io ero bloccata a casa con la polmonite quando ricevetti la telefonata di una tipa tutta entusiasta: "Signora, congratulazioni, lei è davvero fortunata!"
Mah, questa mi giunge nuova, pensai, "se lo dice lei..."
"Ma certo! Fortunatissima! Il numero del suo scontrino è stato estratto tra tutti quelli delle persone che hanno fatto la spesa al mercato di Sant'Ambrogio nel mese di dicembre e così ha vinto una notte in albergo 4 stelle con colazione a buffet, per lei e la sua famiglia, in una città italiana a sua scelta, da utilizzare entro il 31 dicembre 2011!"
Cavolo, ma guarda che strana coincidenza, che sorprese mette insieme il caso!
Io non vinco mai niente, non perchè non sia "fortunata" (come diceva la signora), ma perchè non gioco mai, nemmeno con i "gratta e vinci". Non ho la mentalità dell'imprenditore, figuriamoci quella dello scommettitore!  
Se agli esami ho sempre studiato tutto il programma non era solo per pura secchionaggine, ma soprattutto per il terrore che mi andassero a chiedere proprio ciò che avevo saltato. Altri invece si presentavano con la metà degli argomenti e poi magari gli andava pure bene. Io sono una che non rischia, alla fortuna non credo, e nemmeno alle superstizioni e alla jella.
Diciamo che non amo delegare al caso ciò che posso decidere personalmente.
Per questo odio volare e ho odiato l'anestesia totale, perchè in questi casi ti devi affidare agli altri e, soprattutto, al caso. Per questo non amo vivere sotto il livello dell'Arno, perchè anche la metereologia è molto, molto casuale e credo che se la pioggia un giorno decidesse di nuovo di mettercela tutta, come nel '66 potremmo farci ben poco e io mi ritroverei sott'acqua.
Ok, mi sto lasciando predere dal catastrofismo e sto uscendo fuori tema...
torniamo a noi ed alla vincita "fortunata".
Siamo a circa un anno fa, con in mano il coupon, incredula, feci un giro sul sito per verificare le mete disponibili e non ebbi dubbi... Roma, che meraviglia!
Come week-end ho scelto il 17/18 dicembre per varie ragioni. La meno romantica delle quali è che Theo era sempre impegnato con la squadra di calcio. La più romantica delle quali è che, nel dicembre 1997, io e Theo festeggiammo il primo anno d'amore proprio a Roma; sempre a Roma abbiamo fatto il nostro piccolo viaggio di nozze nel 2002... insommma, mese e luogo perfetti per festeggiare i nostri primi 15 anni insieme ("che teneri", starete pensando, ed anche "che fortuna questo bel viaggetto").
In quest'anno scolastico non ci eravamo mai ammalati e negli ultimi tempi stavo giusto pensando: "stai a vedere che ci siamo fatti un po' di anticorpi, finalmente!". Sarebbe meglio non pensare mai assurdità simili. Se avessi creduto nella fortuna, avrei anche pensato che simili congetture potessero perfino portarmi jella.
Ed eccoci a domenica 11 dicembre, prima di cena Elia mi sembra calduccio, gli provo la febbre, ahi, 38.2°. Da lunedì la febbre di Elia sale a 39,6°.
Martedì 13 sto maluccio anche io, ma non voglio crederci, vado a scuola piena di brividi e quando torno sto davvero da cani, ho la febbre a 38.2°. Sono immediatamente disperata perchè dovrò saltare la scuola di mercoledì, in mattinata i ragazzi avevano un compito da fare e nel pomeriggio c'era il ricevimento genitori. Sensi di colpa.
Un attimo dopo mi chiama Chiara e mi rendo conto che, porca la miseria, il sabato successivo ho il treno per Roma... "ma figurati" mi schernisce Chiara "ce la fate di certo a guarire, siamo a martedì!"
Cominciate a temere anche voi quello che temevo io? 
Però mi sembrava assurdo... sarebbe stata proprio una beffa!
Ed infatti giovedì la febbre cala, siamo entrambi praticamente sfebbrati, è giusto: va bene il caso, ma la jella è troppo.
Ed infatti ieri, venerdì, la febbre risale ed oggi siamo tutti e due di nuovo malatissimi (Elia oltre i 39°, io sui 38°), ed anche questo è giusto: il caso concerne ogni possibilità, anche quella più assurda.
La morale è che la mia "vincita fortunata" mi è costata 40 euro di treno (il rimborso della freccia rossa è solo dell'80%). Poca roba, ma non sapete come mi girano le scatole. 
Il fatto è che comincio a sospettare che la fortuna esista davvero e che sia stata lei a volermi beffare... non l'avevo capito subito che era tutto un suo ardito piano, una sua vendetta per il mio atteggiamento indifferente di una vita, per non aver mai contato su di lei. 
A questo punto mi piacerebbe riparlarne al telefono con la donnina di Sant'Ambrogio (esperta di fortuna), per sentire un po' lei cosa ne pensa...


lalla

mercoledì 7 dicembre 2011

chissà cosa ci porterà il Natale

Non manca mica tanto a Natale.
Magari quest'anno le vetrine saranno un po' meno strabilianti e le strade un po' meno luccicanti, ma insomma, crisi o non crisi, è sempre Natale.
Mi piacciono le decorazioni, mi piace fare una lunga lista e poi il giro dei negozi per cercare i regali (lo so, sono l'unica!), mi piace spendere per gli altri (io che per me sono così tirchia), mi piace pensare a loro mentre acquisto qualcosa che a me sembra perfetto e che con ogni probabilità al destinatario farà pena, mi piacciono le maratone in famiglia caratterizzate soprattutto da abbuffate culinarie (pranzoni/cenoni, etc. che quest'anno potrò a mala pena assaggiare), mi piace il clima "siamo tutti più buoni", mi piace la curiosità che sento prima di aprire un pacco (chissà che cosa ci sarà in serbo per me...) e mi piacciono perfino le canzoni.... insomma: il Natale mi piace.
Però devo confessare che non è merito/colpa del periodo se sono felice.
Sono felice perchè ho preso un decisione allegra, e spensierata.
Ho allegramente, e spensieratamente (perchè queste due qualità sono essenziali in una decisione del genere) deciso di provare ad avere un altro figlio. Il perchè ed il come di questa decisione son presto detti. Il nostro "ménage à trois" è molto bello, sereno, facile... fa appunto parte della natura umana complicare le cose semplici.
Sono tre anni che io e Theo abbiamo deciso, non sempre tutto va liscio al primo tentativo, ma adesso il fegato è a posto, il momento è giusto.
Quindi ho deciso di riprovarci, ma mi rimaneva un po' di paura.
Non avevo paura di rischiare di lasciarci le penne nel parto (come per Elia), non  avevo paura che qualcosa andasse storto e che alla fine dovessi annegare nella delusione (come per la seconda gravidanza). Non c'è mai tempo per pensare a cose così razionali e giuste quando si prendono queste decisioni.
Ci vorrebbero appunto allegria e spensieratezza. Però, un po' di paura l'avevo.
Avevo paura di desiderare un'altra figlia soltanto per sostituire quella mancata. Di volere una rivincita, non un bambino. Avevo paura di proiettare su quel piccolo esserrino innocente l'immagine irrisolta di quella bambina con le treccine che non ho conosciuto mai. E se fosse stato maschio? Avevo paura di non saper più essere una buona mamma, di non saper gestire un altro "fidanzato" (ne ho già due). Avevo paura della reazione di Elia, della sua gelosia fisiologica, della sofferenza che proverei, che proverò, quando lui ce l'avrà con me e mi scaccerà via per aver creato il suo rivale.
Mi stavo appunto torturando con tutte queste paure quando, la scorsa settimana, ho scoperto cos'è una gravidanza biochimica. Niente di speciale, solo una nozione che mi mancava. E' proprio vero che nella vita non si finisce mai di imparare.
E mi è passata la paura.
Ho finalmente sgombrato la mente da tutti i fantasmi e riaperto la porta.
Io non so quando, o se, arriverà un altro figlio. Come il Natale "quando arriva, arriva" e se sarà femmina o maschio, non mi interessa più. Se un giorno deciderà di entrare nella nostra piccola famiglia, sarà il benvenuto. Farà un gran casino, è chiaro, scompiglierà tutti gli equilibri. Creerà il primo giusto allontanamento tra Elia e me, il primo giustissimo limite al suo regno. 
Elia soffrirà e crescerà, lo stesso farò io. 
E dire che lo chiede tanto, un fratellino... povero ignaro mio piccolo Re, lo aspettano tempi duri.
Ma siamo bravi noi tre, siamo in gamba, in qualche modo ce la caveremo.
Però, che emozione concedersi il lusso di una nuova avventura! Che curiosità di scoprire che cosa c'è in serbo per noi, che ebbrezza mettersi alla finestra ad aspettare...
Alla fine è bastato aprire una porta per essere ancora più felici.



lalla

venerdì 4 novembre 2011

la perfetta padrona di casa

Innanzi tutto devo fare la spesa.
Lo scrivo subito, così mi convinco e non finisce come con la lavatrice e il riordino dei cassetti e cioè che rimanda rimanda poi non ne faccio di niente.
Il giovedì ed il venerdì a scuola non lavoro (a proposito, da quando ho ricominciato mi sento rinata, evviva!). "Fortunata" penserete voi, chissà quanto tempo a disposizione per fare un girino al mercato o riordinare la casa prima del fine settimana. Orrore!
Al mercato non ci vado per presa di posizione. E' uno di quei luoghi dove vai per comprare un tozzo di pane in dieci minuti, ritorni carica di borse con viveri di ogni genere, inutili golfini in pura vera lana/plastica che si infeltriranno al primo lavaggio e un sacco di altre cose che non ti servivano, c'hai schiacciato un'oretta buona e il pane te lo sei pure scordato.
Diciamolo: è colpa mia, non c'è proprio verso che io sia una "perfetta padrona di casa".
Nel tempo libero invece di dedicarmi a consone occupazioni divago scrivendo, disegnando, fantasticando... per tutte le cose pratiche sono disordinata, disinteressata, approssimativa. 
Un disastro.
E mi vesto pure male. Perchè per giunta odio fare shopping, anche e soprattutto nei negozi, non solo al mercato. Odio vedere uno splendido e colorato abitino sul manichino in vetrina, entrare per provarlo (e sorvoliamo sul prezzo) per scoprire che sì, miracolosamente hanno anche le mia taglia, ma che poi addosso a me mi fa sembrare una pentolaccia da abbattere a bastonate. E odio quelle commesse poco più che adolescenti taglia 40/42, che spergiurano sulla propria mamma che stai benissimo col sudetto abitino, anche se in realtà non ti conveniva mettertelo neanche quando frequentavi il liceo. Così finisce che non mi compro nulla e vado avanti mesi con infeltriti e sformati golfoni prevalentemente neri.
Odio vestirmi al mattino, aprire cassetti ed armadio ed osservare i desolati grovigli di abiti obsoleti nel gusto o nelle taglie, robaccia importabile, di cui sarebbe meglio mi liberassi, ma rimanda rimanda...
e non parliamo della cosmesi. Cos'è? Mi lavo la faccia ed il corpo col sapone e festa finita.
Le profumerie di tutto il mondo andrebbero in rovina se dipendessero da me. Vale lo stesso per i parruchieri, i miei capelli sono tutti dritti e crescono velocemente, li lavo ogni due giorni (niente balsamo, troppa fatica) e li pettino, quando sono cresciuti troppo me li faccio tagliare tutti pari da Theo.
Che donna! Per lo meno sono economica.
Eppure me la cavo bene lo stesso. C'è da non crederci, ma il bilancio è in positivo.
Certo, non è il tram tram di tutti i giorni che mi distingue, ma gli sporadici fuochi d'artificio, quelli sì!
Se Theo mi rimane accanto, se gli amici accorrono, è perchè adoro il travestimento. All'occorrenza posso trasformarmi in avvenente compagna, in premurosa ospite e cuoca sopraffina. Adoro l'ospitalità. Mi rende orgogliosa, mi diverte. Alle feste do il meglio di me. E alla fine non sono poche le occasioni per festeggiare, ogni scusa va bene per stare in allegria.
Accadrà nel pomeriggio, stasera e nel Week-end.
Tra una settimana per festeggiare il mio compleanno (il 36°) la casa sarà perfetta, l'atmosfera originale, la cena luculliana e io sprizzerò allegria e beltà da ogni poro!
Bene, in attesa di questi lieti eventi, adesso è giunto il momento di fare la spesa.
Vado alla coop ad arraffare un po' di viveri per riuscire a sfamare famiglia ed amici.
E prometto che quando il cassetto sarà completamente privo di biancheria intima, gioco forza, farò anche una lavatrice.


lalla