venerdì 28 marzo 2014

ho vinto una stupida maratona

Due anni fa, dopo molti di silenzio, è stato bandito un nuovo Concorso Docenti Nazionale (non è che i posti esistessero davvero, più che altro si trattava di uno spot politico dell’allora Ministro: “Il nuovo concorso premierà i giovani pronti ad arrichire la scuola italiana con una dimensione europea dell’insegnamento, abili nell’uso delle nuove tecnologie e in una lingua straniera, tutto sarà svolto all’insegna della trasparenza e dell'efficienza e durerà meno di un anno”.
(A dire il vero è durato molto più di lui e non è ancora finito).

Io non sono più così giovane e non parlavo una parola di ingelse, ma ho comunque deciso di partecipare.
Devo ammettere che lo spirito con cui mi sono iscritta non differiva molto da quello di quei cinquantenni un po’ patetici, con poca pancetta e tanta paura di invecchiare, che si iscrivono alla maratona per dimostrare al mondo e a se stessi che, sotto un bello strato di polvere, c'è ancora un po' di smalto.
Quando qualcuno veniva a sapere che in Toscana ci saremmo contesi 8 posti (virtuali) tra circa 1000 partecipanti, mi chiedeva: “ma che ti sei iscritta a fare a questo concorso?”
“Per vincerlo!” Immancabilmente l’interlocutore alzava il sopracciglio e mi guardava un po’ strano...
Cos’è? Non è “politically correct” dire la verità? Perchè ci si deve prendere in giro? Che si sono iscritti a fare gli altri 999, per perderlo?

Le carte in tavola sono totalmente cambiate 8 mesi fa, quando a sorpresa è inziata un’altra avventura, non una patetica maratona per dimostrare a me stessa e agli altri chissà chè, una cosa seria dove in gioco non c’era solo il mio stupido orgoglio, ma la mia vita e quella di tutte le persone che amo.
E allora gareggiare è diventato davvero difficile, perchè la mia piccola Principessa ha iniziato a diventare ogni giorno più reale, ad abitare il mio corpo e soprattutto ad ossessionare la mia mente. Ha sgomitato prepotentemente e ha scavalcato tutto il resto.
Alla fine è salita lassù, nel posto più in alto, accanto al piccolo Re.
Che fatica non far rotolare l’interesse per questa farsa di concorso sotto i piedi....
e la gestione del Miur dell’intera faccenda non è che mi desse una mano, lunghe attese di mesi tra una prova e l’altra senza sapere niente, pause, defezioni dei membri della commissione, il caos totale, alla faccia dell’efficenza...

poi, alla fine, un mesetto fa sono stata convocata per sostenere l’orale a Pistoia.
Ho fatto un po’ di conti, sarei stata incinta di 8 mesi, vabbè, i rischi legati ad un parto prematuro ormai erano scongiurati, semmai sarebbe nata pistoiese!
La strizza di essere giudicata ha fatto il resto, ha combattuto contro le tonnellate di progesterone che impastavano la mia mente e mi ha dato quel tanto di forza necessaria per la praparazione finale (su leggi/definizioni/inglese).
Il problema è che insegno da 10 anni e da 10 anni valuto i miei studenti. E se mi evessero giudicato mediocre, che fine avrebbe fatto la mia credibilità? Chi me lo dava il diritto di continuare a dire ad altri cosa è giusto (scolasticamente parlando) o cosa è sbagliato?
Pochi giorni prima un amico è stato a vedere i primi orali: “Non preoccuparti, cominci con una presentazione in power-point di 30’, poi ti fanno sedere e ti interrogano su St.Arte, Disegno, Legislazione, Informatica, Inglese... sembra un esame di maturità”
“Ma cos’è? Il classico incubo ricorrente di dover rifare l’esame di maturità dopo 20 anni?”.
Che orrore! Che paura terribile ho avuto all’esame di maturità! Ricordo ancora la sensazione che tutta la mia esistenza fosse arrivata ad un momento catartico, che tutto stesse per essere deciso...
Che sciocca! Qualcosa per fortuna è cambiato, sono andata all’orale molto più rilassata, la mia vita va ben oltre il giudizio di una commisisone esaminatrice, ho cose più importanti a cui pensare!
E adesso che ricordo meglio, 20 anni fa feci un bellissimo orale, perfino divertente, quasi un colloquio tra pari, non un'interrogazione, alla fine mi strinsero la mano... lo stesso è accaduto due giorni fa.
Che potessi imbastire una bella lezione e un’orale brillante di Storia dell’Arte e Geometria Descrittiva me lo aspettavo, ma la cosa più stupefacente è il miracolo che si è verificato: ho parlato in inglese ad un livello B2! (l’esaminatrice mi ha fatto i complimenti) Questo, devo ammetterlo, non me l'aspettavo proprio e mi ha fatto gonfiare d’orgoglio come un pallone aereostatico.
Ho combattuto con l’inglese tutta la vita, l’ho ostentatamente disprezzato, l’ho clinicamente evitato, l’ho volutamente dimenticato... 
e adesso, arrugginita e vecchiotta come sono, con la sola forza della volontà ed in soli due anni ce l’ho fatta a sbloccarmi, a colmare una vita di rifuto. Me la cavo a mala pena, per carità, ma per me è comunque una conquista enorme!
Non conosco ancora la classifica finale, ma non importa, sono uscita da quell’aula allegra come una rondine di primavera e leggera come una piuma, felice di aver vinto la mia stupida maratona e finalmente libera di lasciar posto nella mia testa solo al mio piccolo Re e alla mia dolce Principessa.
Ci conosceremo presto piccola mia, lo so che “gli esami non finiscono mai”, ma non ho intenzione di fare altre esperienze del genere nella vita, un giorno potrò raccontarti che l’ultima volta con me c’eri anche tu.

Lalla

P.S. Adesso, come da copione, a settembre mi toccerà rifiutare un posto a Massa Carrara...

giovedì 6 marzo 2014

ultime di Carnevale

Elia odia il calcio e pure giocarci, il perchè non s’è mai capito del tutto.
Forse il calcio piace troppo a BabboTheo? Ma non funziona così per i fumetti che sono la sua vita e che anche Elia adora...
Forse il calcio fa schifissimo a me? Ma non funziona così per i gatti che io adoro e che Elia cordialmente detesta...
più probabilmente ad Elia non piace giocare a calcio perché ha paura di farsi male...
Domenica 23 febbraio, ore 15.30, Elia e Theo inforcano le loro bici, mi salutano allegramente e si dirigono in una grande palestra per la festa di compleannno di un compagno di classe.
Ogni tanto messaggio Theo su WhatsApp: “come va? Si diverte?” “Si, sono sudati fradici, provano tutti gli sport”... verso le 19.00 comincio a sorprendermi di non vederli rientrare, nuovo messaggio: “E’ buio, che fate? Non è ancora stanco?” “Giocano a bandierina, non riusciamo a sganciarci”...ma...
Ore 19.30, tutti si stanno rivestendo, un amico propone l’ulimo rigore, Elia, completamente ottenebrato dall’adrenalina, si offre come portiere, il super bomber tira... e l’eroico portierino para! Evviva, penserete, si è spezzato per sempre il suo pregiudizio sul calcio!
NO, si è spezzato il radio del braccio sinistro, ed Elia è mancino, ovviamente...
non se la meritava proprio questa fregatura, pochi giorni prima aveva anche conquistato una pagella da urlo... le maestre sono innamorate di lui come tutti noi. Non c’è al mondo nessuno capace di resistere al fascino del piccolo Re.
E quando sta male è perfino più amabile, dopo il trauma, all’ospedale, non si è lamentato e non ha pianto, solo una lacrima e un velo di tristezza al momento di andare a letto, quando si è reso conto che non avrebbe potuto correre alla festa di carnevale indossando il suo meraviglioso vestito da “Sonic the hedgehog”. Ma alla fine, con un po’ di spirito, ha fatto anche quello...
 

Lunedì 3 marzo abbiamo fatto la 3° ecografia di II livello. In realtà è da quando ho superato le 30 settimane che mi sento piuttosto serena e tranquilla, ma devo ammettere che mentre la Dottoressa ispezionava l’encefalo per l’ultima volta in evidente ricerca di magagne, brividi gelidi mi attraversavano la schiena. Non c’era motivo perchè la mia Principessa è perfetta, perfetta, perfetta!!! In quella testolina pelosa c’è già una mente capace di pensare, una mente che diventerà grande e meravigliosa come quella del piccolo Re.
La dottoressa ci ha visto particolarmente emozionati e alla fine di tutti i controlli “seri” ci ha regalato qualche visione 3D, del tutto inutile a livello medico, ma molto gratificante sul piano umano. La piccina stava giocando con le manine davanti al mento, ha la bocca carnosa e un bel nasotto da pugile schiacciato contro le pareti dell’utero... è stupenda!
Sono davvero molto felice e so che da adesso tutto andrà bene:
1)Il braccio di Elia si riattaccherà alla perfezione senza ulteriori sofferenze.
2)La nostra piccola Principessa nascerà sana come un pesce, irromperà in casa a distruggere tutti i nostri equilibri, a toglierci sonno e tranquillità, a scomporre e ricomporre la nostra famiglia rendendola ancora più bella di prima!
3)Io dovrò partorirla... ok, non è detto che sia una passeggiata di salute, con Elia non lo è stata affatto... questa incredibile foto dei miei genitori in attesa da circa 8 ore che uscissi dalla sala parto, viva o morta, mi intenerisce per due motivi: primo, il mio Babbo sfodera ancora con una certa spavalderia il suo mitologico pancione, secondo, l'immagine dice tutto sullo stato di disperazione vera in cui solo una madre può precipitare.
Scusa Mamma, perdonami per averti rimesso ancora una volta in questa situazione, ma te lo ripeto e ci credo davvero: da adesso tutto andrà bene!


lalla


P.S. Quasi dimenticavo, martedì 25 febbraio sono uscite le convocazioni del Concorsone, dovrò sostenere la prova orale il 26 marzo comodamente a Pistoia. E' da Natale che praticamente non risalgo in auto e sarò di otto mesi... vabbè, semmai nascerà pistoiese! Sinceramente, come andrà l’esame io non lo so e dalle tre righe dedicate all’argomento si evince il mio reale coinvolgimento. Mettetevi nei miei panni, allo stato dei fatti, questa è certamente la variabile della mia vita meno interessante...

domenica 19 gennaio 2014

ognuno ha il corpo che si merita

Caro corpo, 
non mi rendi la vita molto facile, lo sai
Per certi versi, e in certi momenti, hai fatto anche bene, mi hai costretto a qualche rinuncia e mi hai insegnato a vivere con i miei limiti. Tante piccole lezioni per mettere bene in fila le priorità nella vita.
Vuoi evitare di cascare svenuta e romperti il cranio ogni volta che la temperatura supera i 30° causa ipotensione ortostatica? D'estate devi bere di più, bagnarti la testa continuamente, distenderti per terra al primo capogiro anche se stai camminando su un marciapiede cosparso di cacche di cane... e io, che odio le cacche di cane, l'ho fatto e senza vergognarmi neanche tanto.
Vuoi passare i tuoi pomeriggi senza contorgerti dal dolore allo stomaco causa esofagite da reflusso? Devi rinuciare da qui all'eternità a caffè, spezie, pomodori, arance, bibite gassate... e io, che adoro le arance e anche il caffè, l'ho fatto e senza smettere di alzarmi all'alba.
Vuoi vivere senza coliche al fegato causa sofferenza epatica cronica? Devi rinuciare a tutti i sapori sfiziosi  e adottare in modo irreversibile una dieta ospedaliero/insipida senza grassi saturi e nessun tipo di alcolico... e io, golosissima buon gustaia, l'ho fatto e senza rimpiangere troppo i manicaretti.
Vuoi evitare di perdere il tuo bambino causa incontinenza uterina? Devi stare distesa come una mummia per tre mesi, imbottirti di velenosissimo Adalat e sperare... e io l'ho fatto. Lo sai che l'ho fatto, senza un lamento, senza un rimorso, senza paura. La gravidanza del piccolo Re ci è quasi costata la vita, l'allettamento e i medicinali ci hanno debilitato irreversibilmente, durante il parto
, povero corpo, sei stato letteralmente martoriato, hai perso 2 litri di sangue, ci hanno ripreso per i capelli (e meno male che li portavo già lunghi).
Non ti sto rimproverando, hai fatto del tuo meglio, alla fine la gravidanza di Elia è stata un seccesso e io ti ringrazio.
E', appunto, solo una questione di priorità.
Però, io questa volta una gravidanza fisiologica credevo di meritarmela.
Caro corpo, ho capito la lezione, non c'era bisogno di farmi venire le contrazioni al quinto mese di gravidanza anche questa volta...
io razionalmente non lo volevo un altro figlio, lo sai, avevo troppo paura, mi ci hai portato tu qui con i tuoi ormoni... ho mantenuto le distanze il più a lungo possibile, giusto due mesi a dire il vero, dopo di che come si fa a non innamorarsi e a non perdere la testa?
Dal 21 dicembre vivo quasi reclusa, praticamente in orizzontale e imbottita di pasticche, non importa, va bene così, lei scalcia e a ogni sussulto mi spedisce in paradiso, poi arriva una contrazione a riportarmi sulla terra.
Va bene, ho capito, ma non credere corpo che ti lascerò fare quello che vuoi della mia vita. Se dovrò legarmi il collo dell'utero con lo spago da polli e stare appesa a testa in giù come un prosciutto, io lo farò, se dovrò farmi sventrare come un coniglio al macello per farla venire alla luce, io lo farò.
Alla fine di tutto questo alzerò la mia testa vittoriosa e raccatterò tutti i pezzi di quello che resta di te. Ti rimetterò in forma, andiamo anche in palestra se vuoi (e lo sai quanto io la odi) perchè te lo devo, perchè non ce l'ho con te.
Mi hai portato fino a qui, mi dai la possibilità di vivere la mia vita, hai costruito Elia, cellula per cellula, e adesso stai facendo lo stesso con la mia splendida principessa.
Caro corpo, è l'ultima volta che ti chiedo uno sforzo così grande, dammi una mano e te ne sarò grata per sempre.
Se rovini tutto, non ti perdonerò mai.

lalla 


P.S. le ore orizzontali sembrano eterne, studiare è difficilissimo, questa settimana mi ha fatto compagnia anche un bel virus gastrointestinale... venerdì ho gettato i libri lontani da me e mi son concessa un po' di pace. E' stato fin troppo semplice immaginare Sofia con i capelli neri come l'ebano, le labbra rosse come il sangue e la carnagione bianca come la neve...

 "Biancaneve", matite colorate su carta cotone. Dalla serie "bambini eroi e bambine principesse".

giovedì 19 dicembre 2013

ecografia morfologica natalizia

C'era una volta una bambina che passeggiava per le strade innevate pochi giorni prima della vigilia di Natale. Era avvolta in un caldo cappottino celeste e indossava guanti e capello di lana bianca.
Ancora non aveva scritto la sua letterina, non era facile scegliere un regalo perché era una bambina molto felice, amata dalla sua famiglia e per niente attratta da oggetti costosi e alla moda. A dire il vero in fondo al cuore ogni tanto avvertiva della malinconia e sentiva di desiderare qualcosa, solo che non sapeva bene cosa.
Passeggiava da tanto tempo in mezzo alla neve e al freddo e ad un certo punto si sentì un po' scoraggiata, avrebbe quasi voluto rientrare a casa e accettare di convivere con quella malinconia per il resto delle feste. Poi, casualmente, fu attratta dalla luce calda di una piccola vetrina. Proprio nel mezzo a una montagna colorata di trenini, bambole e cavalli a dondolo intagliati a mano, vide il regalo dei suoi sogni.

All'inizio era spaventata, sembrava così fragile e delicato, ora che l'aveva trovato forse non avrebbe potuto averlo, forse era chiedere troppo. Poi guardò bene l'etichetta scritta a mano in bella calligrafia: "questo regalo è per te Lalla, dovrai meritarlo dimostrando di essere coraggiosa e pazientare ancora a lungo prima di scartarlo, gli elfi e le fatine dei boschi ci lavoreranno con impegno per altri quattro mesi, ma non temere: tutto sta andando alla perfezione".
Soprattutto quell'ultima frase "tutto sta andando alla perfezione" le piacque da morire. Si sentì così fortunata... rimase alla vetrina, col naso spiaccicato contro il vetro tutto appannato, incantata da quel dono meraviglioso per almeno una ventina di minuti...

Le cose stanno così: tra cinque giorni è Natale,

lo so che festeggeremo tutti la nascita di Mitra e non di Gesù bambino che probabilmente è nato in primavera,
lo so che Babbo Natale non esiste ed è vestito di rosso e bianco solo per far pubblicità alla Coca-Cola,
lo so che una marea di persone si appresta a mangiare e spendere troppo sia per il proprio stomaco che per il proprio portafoglio,
lo so, ma non importa perchè stò mettendo sù una pancia come quella di Babbo Natale, mi sento sfasata come la Befana e felice come una Pasqua, quest'anno sono avvolta dalla magia e faccio l'en-plein di festività!
Tanti auguri, ognuno si goda i suoi miracoli.

lalla

P.S. Siamo stati ammessi in 38 all’orale del concorsone, Massa Carrara si avvicina, fortunatamente  sono ancora in tempo per rovinare tutto con l’inglese… la mia vita è molto cambiata in questo lunghissimo anno, non sarà facile racimolare un po' di voglia di studiare.

lunedì 2 dicembre 2013

46, XX

Il mio apparato digerente, causa ormoni in eccesso, ha definitivamente dato forfait. 
Qualsiasi cosa faccia, ho almeno tre emicranie a settimana.
Ogni volta che sto seduta per più di mezz'oretta avverto una forte fitta alla pancia in basso a sinistra, sospetto sia un'ansa dell'intestino che mal si è adatta alla situazione corrente. Scendendo dall'auto, dopo aver guidato per circa un'ora, zoppico, poi, camminando pian piano, il dolore si attenua. Alla faccia di chi dice che in gravidanza si sta bene.
Oggi stavo appunto rientrando da scuola, zoppicante ed affamata, quando, passando di fronte alla cassetta delle lettere, ho avuto l'intuizione di guardarci dentro perchè ci avrei trovato le risposte della villocentesi.
E infatti eccola lì: la bustarella dell'azienda ospedaliera Careggi.
In verità io non ho dovuto aspettare le risposte postali, essendo un caso un po' particolare, sono rimasta in contatto telefonico con la genetista e ho potuto sapere subito i risultati appena i referti sono stati pronti (cioè solo 6 giorni fa). 
Ho aspettato un tempo interminabile, 5 settiamne d'inferno, ma va bene così, l'importante è che E' TUTTO PERFETTAMENTE NELLA NORMA.
Detto questo, della bustarella allora che me ne facevo?
Be, in effetti sapevo che ci sarebbe stata scritta nero su bianco un'informazione a cui non ho voluto pensare fino ad adesso. Mi sono seduta sul divano, ancora tutta intabardata col piumino, indecisa se fosse il caso di aprirla o meno.
I controlli andavano avanti e tutti mi chiedevano: "E allora cos'è? Un maschietto o una femminuccia?"
"Ma chi se ne frega cos'è! Spero solo che sia sano/a, va bene maschio, femmina o mezzo e mezzo".

Non osavo distogliere la mia mente da cose tanto imporatnti per soffermarmi su un dettaglio così stupido. L'unica cosa che contava e che conta è la salute del piccolo gattino cha scalcia nella mia pancia. 
E a dire il vero, soprattutto all'inzio, lo immaginavo maschio.
Il cervello umano procede per esperienza e associazioni, nel 2005 ho partorito un meraviglioso bambino sano e nel 2009 ho perso una povera bambina malata. Questa volta speravo stesse bene, quindi: maschio.

Però, negli ultimi tempi, immaginavo più una gattina che un micetto. E mi vergognavo, mi sembrava di sperare troppo, portare a compimento un sogno che 5 anni fa mi si era sbriciolato tra le dita. Solo chi ha perso un figlio dopo 6 mesi di gravidanza può capire cosa sia successo nella mia testa. E' successo che ho continuato a sentirmi in attesa di qualcuno che non avvrivava mai, in attesa che mi venisse reso qualcosa che mi era stato tolto. Da quando ho saputo che forse la mia eterna "gravidanza" avrebbe potuto concludersi, vivo nella paura di una nuova delusione.
Non so se passerà mai, ci sono ancora 1000 cose che potrebbero andare storte, non basta partire con un corredo genetico perfetto...
però almeno è un buon modo di partire! 
Adesso rilassati Lalla, porca miseria, hai superato il 4° mese, comincia a pensare alle cose futili, a quelle meno importanti, come fanno tutte le mamme, concediti anche di comprare una tutina e magari del colore giusto!
Mi sono fatta coraggio e ho aperto la busta.
46, XX
E ho cominciato a piangere... di commozione, di gioa, di tensione, di speranza, di vergogna, di paura, di felicità. Di tutto, maledetti ormoni che mi rendono così fragile!
Poi ho chiamato Theo, e quello per poco non credeva che fosse successa una tragedia.
E invece per una volta è successa una cosa bellissima: che sono incinta, che sembra andare tutto bene... che va tutto bene... che andrà tutto bene... e che conoscerò una splendida principessa!

lalla

lunedì 28 ottobre 2013

in attesa

In questi ultimi mesi ho faticano come una bestia.
Il fatto è che non mi piace (e non so) mentire. Alcuni potrebbero obiettare che si trattava solo di "dover tenere un segreto", ma sinceramente: non è più o meno della stessa cosa? Ho cercato di limitare il numero delle menzogne al minimo e anche per questo ho preferito non aggiornare queste pagine. Farà pure schifo quello che scrivo, ma almeno è vero.
Le bugie servivano a proteggere tutti gli altri dal partecipare alla difficile situazione in cui mi trovo. La situazione di chi aspetta, di chi è in attesa. In attesa di qualcuno che ti dica se è il caso di essere felice o disperata. In attesa, affamata, davanti a una pentola d'acqua che non bolle mai.  Ho fissato da sola la pentola per quasi tre mesi, ancora non bolle, ma è cresciuta troppo perchè gli altri non cominciassero a notarla, così ho dovuto vuotare il sacco. E adesso il peso ricadrà su tutti gli altri e se c'è una cosa che proprio non sopporto è rompere le palle al mondo.
Non condivido il sentire comune secondo il quale ognuno ha diritto di scegliere come vivere, col cavolo! Quelle scelte le pagheranno tutti gli altri, nella fattispecie: la mia famiglia, i miei studenti e i miei amici. Le pagherò io, se alla fine quella pentola bollente dovesse decidere di scoppiarmi in faccia.
L'ultima volta che ho visto il Dottore mi passava il sensore gelido sulla pancia, meno di dieci minuti prima mi aveva trapassato l'addome con un ago di venti centimetri, stantuffando e risucchiando sangue, aveva ancora il camice insozzato e sentenziava compiaciuto: "Va tutto bene...".
"Per ora" ho aggiunto io.
Allora lui, sarcastico: "Accidenti Signora, lei è proprio un bell'esempio di ottimismo!".
Caro Dottore, sarò pure sotto shock, ma non mi sono ancora bevuta il cervello: ricordo il mio nome e la mia storia, mi creda: ottimismo e pessimismo non c'entrano proprio nulla.

lalla

P.S. Sto aspettando, anche, i risultati della "Prova Pratica" del Concorsone.
Potrei stare qui a raccontarvi tutto di quel 4 settembre, ad esempio di come inizialmente, quando ci hanno distribuito i fogli 50x70cm su banchetti 50x50cm, abbia creduto di trovarmi in una scena di "Men in Black"; oppure di come in quella malefica palestra ci fossero 40° e che per poco alla fine della sesta ora io non abbia avuto le stesse visioni di "Fantozzi"... ma in verità vi dico che non me ne frega più niente.
Sapevo già di non essere sola quel 4 settembre, ma non sapevo per quanto ancora non lo sarei stata, perciò ho stretto i denti e ho fatto quello che mi veniva chiesto. Prima o poi qualcuno avrà il buon gusto di farmi sapere quando e se la commissione desidera conoscermi di persona, allora mi rimboccherò le maniche, mi metterò a studiare leggi e definizioni e vedrò di limitare i danni.
Che non aspettino troppo però, potrei, sinceramente, avere cose più importanti da fare.

domenica 1 settembre 2013

come finiscono le vacanze?

Il viaggio in Portogallo è stato bellissimo (sole e aria fresca, escursioni nei boschi, monasteri manuelini incantati, azuleios, tuffi nell'oceano agitato, freddo e cristallino, viste mozzafiato, pastarelle alla crema, zero zanzare, quintali di pesce grigliato...), ma è durato solo 15gg e sono tornata il 5 agosto, così mi sembra di averlo fatto l'anno scorso.
Il soggiorno all'Elba insieme alla mia famiglia è volato (sole e caldo, escursioni in mare, qualche zanzara, altri quintali di pesce grigliato...), è durato solo 10gg, Theo è tornato il 14, io ed Elia il 19 e così mi sembra di esserci stata una stagione fa.
Quindi sono seguiti 10gg chiusi in casa a Firenze con quintali di zanzare e febbre influenzale (5 per me, 7 per Elia con bronchite ed antibiotici). Quelli proprio non ci volevano, hanno cancellato tutto il riposo fisico e mentale delle avventure precedenti, mi sembra di aver passato l'estate chiusa in casa ammalata!
Comunque, causa malattia e relativa clausura, ho ripiegato su alcune attività da ritenersi del tutto improprie durante delle normali vacanze: per esempio riordinare la camera del Re e alcuni ripiani della casa cronicamente sommersi dalla polvere, oppure dedicarsi alla preparazione della prova pratica del concorsone. Ho iniziato andando a rispolverare il vecchio materiale da disegno tecnico, i fogli 50x70cm all'inzio mi sembravano lenzuoli, le squadre erano spuntate, il portamine latitante e la terrificante "riga a T" del tutto introvabile. Così, coperta di vergogna, ne ho comprata una nuova (appena ho fatto la prova di mercoledì 4 la butto), ho prepararto tutto il necessario e ho provato a svolgere un po' di esercizi di Geometria Descrittiva (Proiezioni Ortogonali, Assonometrie e Prospettive con ombre).
Inizialmente è stato terribile constatare quanto la mia mano sia invecchiata in questo senso, ero così brava e precisa al liceo e all'università... mi sono ritrovata un tratto pesante come una zappa!
Ho fatto 4 tavole, la mano è tornata abbastanza ubbidiente e ho deciso che mi ero rotta le scatole abbastanza. Ieri ho pensato di meritarmi un po' di svago e così ho fatto questo disegno della piccola Elena (l'infanta del mio Mecenate). 
Sospetto che nessuno mercoledì verrà a chiedermi di fare il ritratto di una bambina, ma chi se ne frega, infondo non ho veramente capito che cosa si aspettino da me, la commissione ha divulgato un avviso molto subdolo dove esplicita che in 6h dovrò dimostare di: saper usare una "tecnica mista", saper svolgere un progetto inserito in un contesto storico, saper eseguire elaborati di geometria descrittiva, saper creare una parte decorativa e artistica, saper spiegare il tutto in una relazione tecnico-metodologica e didattica... probabilmente saper anche fare la ruota con una sola mano!
Si vedrà, per lo meno adesso non mi sento più come una che ha passato 10gg in casa febbricitante, riordinando casa o ripiegandosi su una "riga a T", ma come una che ha passato uno spensierato sabato pomeriggio in giardino a fare un bel disegno con acquerelli e matite colorate. 
E non c'è modo migliore di finire le vacanze!
lalla


"Elena, estate 2013", acquerello e matite colorate, 20 x 30 cm.


giovedì 18 luglio 2013

non sono una persona tranquilla

Probabilmente molti pensano che io sia una persona tranquilla.
Del resto, ho avuto un’adolescenza piuttosto incolore, non ho mai fatto una forca a scuola, ho studiato più che diligentemente, non ho mai fumato una sigaretta, sono stata fidanzata sei anni prima di convolare a giuste nozze e adesso conduco una serena vita coniugale, mi impegno nel mio lavoro e spesso sorrido. Se si esclude una volta a una cena di classe dove mi hanno fatto bere due bicchieri di vino rosso e sono bastati a mandarmi “a gallina”, non ho mai dato di matto in pubblico. Ma avrei potuto, perché sono un inganno, un bluff. Fingo di essere normale, ma in realtà sono una spostata e nel mio cervello convivono almeno una decina di lalle.
C'è quella che vive sull'isola dei Sugolini
con i suoi ragazzi, che pensa che profumino di pane, che desidera ancora solo il suo compagno, che ricorda tutte le parole che si sono detti la sera del loro primo bacio 17 anni fa, che piagnucola guardando i cartoni animati o il suo bambino che fa una qualsiasi azione quotidiana, anche lavarsi i denti, male come fa lui. E’ romantica e sdolcinata, troppo, non è facile da gestire, vorrebbe mettere Elia e Theo in ogni pensiero, frase, contesto e con ogni interlocutore.
E poi ce n’è una che, nel tentativo di prevenire ogni tragedia, passa il tempo a visualizzare tutti i possibili incidenti mortali che potrebbero avvenire alle persone intorno a me, soprattutto al piccolo Re. So di risultare ansiosa dall’esterno, ma provateci voi a convivere con un’isterica pazza e vi proietta continuamente le sue immagini mentali catastrofiche direttamente sulla retina!
Ce n’è una che non è mai appagata, che ha sempre voglia di imbastire qualche progetto assurdo, che vorrebbe creare sempre qualcosa di nuovo, come se ce ne fossero poche di carabattole in casa mia e nel mondo! Ha voglia di scrivere, di dipingere, di recitare, di viaggiare. E’ una sciocca, non si ferma a pensare che forse non ne sono all’altezza. Però, rispetto alle altre, è più simpatica ed entusiasta e io mi lascio sempre trascinare in progetti più grandi di me.
Quindi c’è quella che ha sempre paura di sbagliare, di creare problemi, di disturbare e di deludere. E’ un osso duro, se ne sta lì in un angolo, tu non la noti più neanche e ti senti sicura, te ne vai per la tua strada, ed ecco che arriva lei, vigliacca, a caricarti di sensi di colpa e di insicurezze. E’ una bestiaccia, ci combatto da più di trent’anni e non mi riesce mai di levarmela di torno.
C’è poi la lalla vanitosa e piena di sé, che infondo ci crede di essere brava, di essere anche meglio di tanti altri, perché no, che si sente intelligente e, se proprio è di buon umore, anche bella. E’ viscida perché mi spinge a crederci quando non posso, quando non devo e quando non ne ho il diritto.
E potrei andare avanti perché sono davvero tante, ma non importa elencarle tutte, il problema non è solo il numero. Il problema è che sono pure intolleranti e bastarde, mi urlano nella testa tutte insieme, litigano tra loro, si strappano i capelli, magari proprio mentre io, con grande sforzo, sto cercando di condurre una conversazione normale.
So di risultare una chiacchierona al resto del mondo, ed è vero, lo sono, questa caratteristica l’ho fatta diventare un lavoro tanto ne sentivo l’urgenza. E so anche che posso risultare insopportabile e petulante, ma credetemi, io ci provo con tutta me stessa a zittirle, è che quelle gridano forte, e ognuna una frase diversa, ci credo che poi sono dislessica, che scambio qualche parola, è il minimo che posso fare. Mentre dalla mia bocca esce una frase, nella mia mente, quando va bene, se ne accavallano almeno cinque. E' la sacrosanta verità. Questa sono io, un delirio, non una persona tranquilla.


lalla
Questo piccolo autoritratto è molto molto vecchio, ero una ragazzina quando l’ho fatto, è tutto storto, ma lo adoro e lo tengo ancora appeso in camera perché mi ci riconosco.
L’ho realizzato  con “tecnica mista” di acquerello e matite, la stessa che userò il 4 settembre alla Prova Pratica del concorsone…
siamo passati in 121, l’ho scoperto oggi, prima della preselezione eravamo quasi 1000, i posti a bando sarebbero 34. Il 15 febbraio la lalla secchiona ha ignorato il virus gastrointestinale, ha lasciato quella insicura a vomitare, quella romantica seduta sulla tazza del cesso e ha fatto il suo sporco lavoro fino in fondo. Non ho ancora capito se sia o meno una buona notizia e se io la debba ringraziare… la possibilità di arrivare 35°, o l'opzione Massacarrara, si avvicinano pericolosamente.

lunedì 24 giugno 2013

Elena, Jacopo & Sofia 22.06.2013

Quest'anno la mia famiglia è in vena di matrimoni. Dopo mio fratello, anche mia nipote ha deciso di festeggiare il suo doppio amore (per il compagno e per la loro splendida bambina) infilandosi un lucido anello circondata da amici e parenti.
E' stato un allegro matrimonio all'americana nel prato fiorito di mia sorella Silvia che per l'occasione sembrava il Parnaso. Elena e Jacopo erano emozionati e felici, la piccola Sofia il fiore più bello del giardino.
Giove ha minacciato svariate volte di rovinarci la festa, ma stava solo scherzando, al tramonto ha squarciato le nubi trasformandole in lingue di fuoco arancio e rosa, quindi Selene ha illuminato la notte con una luna enorme, la più grande dell'estate.
Bacco ha intrattenuto gli invitati al pascolo fino all'imbrunire, allietandoli con formaggio, affettati, fritto misto, panzanella, carne alla griglia e fiumi di buon vino rosso. Infine, la musica ha trasformato ogni donzella in seducente Menade, ogni maschietto in arzillo Satiro e li ha avvinti in danze sfrenate fino alle tre del mattino. Mi sono sentita uno dei personaggi della disneyana "Pastorale". Meglio di così? Abbiamo perfino sparato fuochi d'artificio e liberato una galassia di magiche lanterne nel cielo stellato...
Il piccolo Re era esaltatissimo e ha spopolato in pista fino quasi a mezzanotte. Io ovviamente non ho più l'età nè il fisico per danzare fino alle tre del mattino, specialmente fasciata in un abitino optical e su due trampoli di 10 cm, ma neanche la decenza per evitare di farlo. In seguito ho trascorso le poche ore di sonno disponibili rigirandomi nel letto, tra dolori all'anca e fastidi digestivi. Ieri mi sentivo come un'adolescente il primo dell'anno: un po' rallentata e marcatamente stonata... ma felice di aver partecipato, auguri agli sposi!

zia lalla
 
P.S. A me spettava modellare gli sposini per la torta nuziale, un onore e un piacere, che però si è rivelato più insidioso del solito. 
Il problema è stato l'abito della statuetta di Elena, non copriva i piedi, quindi tutta la figura doveva appoggiare sulle gambette nude e possibilmente sottili come quelle reali, invece, una volta modellato il busto, nonostante l'anima in legno all'interno, il viscido Das scivolava pian piano vesro il basso, rendendo i polpacci più simili a quelli di Hillary Clinton che a quelli di mia nipote!  E poi c'era il cappello, una volta posato sulla testa la faceva svenire in avanti... mi ha fatto vedere i sorci verdi. Ma secondo voi potevo darla vinta ad una pasta sintetita per modellazione? 
Alla fine sono fiera del mio lavoro, le tre statuette sono bellissime (Jacopo è perfino somigliante!) e ricorderanno per sempre agli sposini questo splendido giorno.

 

venerdì 21 giugno 2013

Grazie Virgy

Un piccolo scarabocchio per ringraziare la mia splendida modella.

lalla































"Virginia", disegno su carta, 20x30 cm.