venerdì 17 aprile 2015

sono cotta, meno male che ho i capelli

E tutti a lamentarsi che Matilde non mettesse i denti... ma che fretta c'era?
Lei deve aver intuito che probabilmente si trattava di una fregatura, così ha rimandato finchè ha potuto. Infine, a 10 mesi e mezzo ha iniziato a sbavare come una lumaca e a masticare qualsiasi cosa le arrivasse a tiro. Ed ecco il primo piccolo chicchino di riso (in alto a sinistra tipo Dracula) e addio alle belle notti di nanna!
Certo, è sempre una fata, perciò non piange, però è smaniosa, si lamenta, mi chiama, vuole abbracciarmi, agganciarsi ai miei capelli (proprio come faceva Elia), tenermi fisicamente vicina... ed è tutto molto dolce, ma io mi ritrovo ad alzarmi 4-5 volte per notte oppure nel lettone, con lei allacciata, improbabilmente addormentata in pose scomodissime, con metà del corpo anchilosato.
E' un mese che non dormo più. Ho un sonno tremendo. Perdo colpi: sembro una vecchia, dimentico gli appuntamenti, scambio i giorni, perdo la pazienza quando non dovrei e, forse perchè rallentata, non trovo 5' di tempo per fare nulla.
Il babbo è parecchio simpatico, ma quando i bimbi stanno male vogliono la mamma, 24 ore su 24. Ma io non ce le ho 24 ore! Devo andare a lavoro, correggere valanghe di compiti, frequentare i corsi pomeridiani del malefico "anno di prova", stare accanto ai miei ragazzi...
così, i primi a partire sono gli hobby.
Niente pittura (ho un quadro sul cavalletto da 2 mesi, l'avevo incautamente iniziato, ignara dei giorni a venire, mi si sono seccari i colori... argh!).
Niente scrittura (niente blog, magari per qualcuno è un sollievo).
Niente organizzazione del viaggio estivo (disastro totale).
Niente giardinaggio (quest'anno optiamo per un'allestimento stile giungla, senza potature o taglio dell'erba...).
Per farvi pena, potrei aggiungere: niente shopping o niente cura della casa, ma sarei proprio paraculo perchè non mi pare il vero!
Ecco, mi sono messa a scrivere perchè stava riposando, ma ha iniziato a mugolare, adesso sto cercando di digitare la tastiera con lei addormentata sul braccio destro, non lo sento più e mi si sta informicolando la gamba sinistra...
ok, lo so che nessuna persona al mondo è in una posizione migliore della mia!
Se sopravvivo senza andar dritta in un muro per un colpo di sonno, questo periodo passerà. Passerà, non tornerà più e sarà un gran peccato. Negli anni ho ripensato tante volte alle notti insonni passate con Elia. Che dolcezza infinita. E che orgoglio poter pensare di essere l'unica medicina capace di consolare il proprio bambino, solo con la mia vicinanza e con i miei capelli (che evidentemente sono più magici di quelli di Rapunzel!).
La vita è una gran fatica in ogni caso. Sono felice d'essere stanca per amore.

lalla


Theo ci ha fotografate col cellulare appena crollate durante una delle 3 notti passate nella bellissima Roma (perchè è vero che il viaggio estivo latita, ma ci sono in ponte un sacco di piccole fughe primaverili, che il potere dei capelli sia con noi!)

P.S. prima del prossimo ciclo lunare, vorrei aggiornare il blog con alcuni post che ho scritto durante questi mesi (nella mia testa) magari guidando o sotto la doccia, tempo ne ho poco, ma idee sceme che mi frullano nella mente parecchie, vediamo se ce la fo...


mercoledì 21 gennaio 2015

i mie piccoli sanno ammalarsi con stile, ma ora basta

Come faranno i bambini ad essere belli sempre?
I lineamenti non c’entrano nulla, è proprio una questione anagrafica. Per capirci: prendete una donna bellissima, che ne so, Angelina Jolie, poi tirategli un bel pugno sulla bocca e guardate se è sempre bellina con una finestra al posto degli incisivi. I bambini sì, son belli anche senza i denti davanti.
Ora, abbassandoci ai comuni mortali, prendete me e fatemi salire la febbre (ve l’ho detto, non dipende dal fascino di partenza, potevo dire ‘prendete Theo’ che è più belloccio, ma vi sarebbe toccato tenerlo una notte a dormire all’addiaccio sperando che la temperatura salisse un po’, invece con me è più facile, basta un po’ di pazienza e mi ammalo spontaneamente) Comunque, guardatemi in faccia e poi ditemi se sono carina. Faccio schifo, lo so. Invece Matilde è sempre squisita, posso dirlo con certezza, dato che la sto osservando adesso, surriscaldata a più di 39°. Non emana solo il calore di una caldarrosta, ma, soprattutto,  una tenerezza infinita.
Io non lo so come fa, saranno le gotine rosa, lo sguardo languido, il corpo molle che si abbandona sul mio… ci avete fatto caso che i bambini sono snodati come i gatti? Non hanno resistenze, né spigoli. Poi, negli anni, pian piano, si irrigidiscono e si induriscono, fino a diventare come noi.
Non è così facile abbracciarsi da grandi, anche volendosi bene. Tantomeno dormire abbracciati, c’è sempre un braccio che si intorpidisce, la schiena che al mattino protesta,  il collo che duole. Se ti vuoi fare una coccola, cerchi un contato con la mano, il piede, ma dormire abbracciati, non se ne parla. Invece quando Matilde sta male dorme solo abbracciata, anzi, ‘allacciata’ a me come una stringa, ed è una sensazione meravigliosa.
Elia è più grande, lo so, e difatti è ormai alto e ossuto, non posso tenermelo più accoccolato tutto il giorno e la notte. Ma allora le cose non tornano, perché anche lui in malattia dà il suo meglio. Domenica ha vomitato 7 volte in 7 ore (sembra il titolo di un film dell’orrore) e ogni volta mi rassicurava che stava benissimo e mi faceva grandi sorrisi. Io, che c’avevo solo la nausea e un po’ di alterazione, avevo perso ogni briciola di dignità e avrei sbattuto volentieri la testa nel muro.
E allora, qual è il segreto di  questi piccini?
Può darsi che sia un ricordo ancestrale del cucciolo d’uomo preistorico, della serie: diventiamo più irresistibili possibile così gli adulti invece di abbandonarci alle fauci di una tigre dai denti a sciabola dandoci per spacciati, faranno di tutto per accudirci e forse per stavolta ce la caviamo.
O può darsi che solo i miei figli siano così, che la malattia gli doni.
Ora, appurato tutto ciò, io a questo punto un mesetto di salute me lo farei anche volentieri.
Per tre motivi, fondamentalmente.
Primo: il fatto che siano così meravigliosi rende ancora più straziante vederli così malati, soprattutto la piccina, che non se ne sta facendo mancare una.
Secondo: la piccola fata è un'untrice di primo livello, mi ammalo sempre anch'io, ma senza la sua classe.
Terzo: perché è la prima volta nella mia vita che manco da scuola 3gg per “malattia del figlio” e lo so che la legge dice che ho a disposizione 30gg pagati di “malattia del figlio” per ogni anno di vita del bambino fino al compimento dei 3 anni, ma ci sono due modi di fare il mio lavoro: con le leggi o con la coscienza. E se davvero dovessi mancare ogni volta che potrei /dovrei, sapete che fine farebbero didattica, fiducia e rispetto? A scuola il tempo non basta mai. Sono 12 anni che ogni volta che mi ammalo vengo sommersa dai sensi di colpa. Sono 12 anni che non ho il coraggio di fare uno sciopero, di partecipare ad una riunione sindacale o ad un convegno di aggiornamento. Sono 12 anni che cerco di sfruttare ogni ora a disposizione per dargli tutto quello che ho. Vorrei davvero essere la migliore insegnate del mondo, ma non è solo una questione di volontà, mi manca il requisito fondamentale della ‘sana e robusta costituzione’...
No! C'è un altro motivo molto più importante e chi se ne frega della scuola: alla fine di questo post Matilde ha 40.5°, e fa paura.



lalla

sabato 3 gennaio 2015

chi fa una cosa il primo dell'anno...

Chi è malato il primo dell'anno, è malato tutto l'anno.
Ma no, porca miseria, io mi ribello!
Chi disegna il primo dell'anno, disegna tutto l'anno...
così va meglio.

lalla

"Matilde, fatina delle peonie", acquerello su carta cotone, 25x28 cm.

sabato 27 dicembre 2014

para-Natale

Amici,
lo sapete come si chiama quella roba brutta che ti costringe a letto per quasi una settimana, con febbre, dolori, raffreddore, tosse e mal di gola e che quasi sicuro ti riempi di catarri e ti tocca pure prendere gli antibiotici?
Influenza, direte voi (l'ho detto anche io alla Pediatra quando, a inizio dicembre, ci siamo ammalate io e la piccola fata)
- Assolutamente no! Si tratta sicuramente di un virus para-influenzale dato che siete state entrambe vaccinate (n.b: sotto suo suggerimento).
- Mi scusi, non è che per caso 'sto vaccino è un po' una bufala? Mica per voler essere pignoli, ma si somigliano proprio tanto...
- Ma cosa c'entra Signora? I ceppi di virus sono infiniti!
Ecco, viene da riflettere sull'utilità di vaccinarsi su un solo ceppo. Anche perché, amici, lo sapete cosa può venire dopo 15gg dall'influenza?
La ricaduta, direte voi.
Ma bravi!
E dopo 15gg dalla para-influenza?

Lalla

P.S. Io e Matilde stiamo passando il suo primo Natale murate vive all'interno di una camera d'albergo, giorno e notte allacciate mollemente nel tepore del suo corpicino surriscaldato, nutrite solo di latte e Augmentin... non sarebbe neanche così male se non avessi una torcia infilata in gola. Fuori, i ragazzi affrontano la tormenta di neve, ogni tanto rientrano, fradici e puzzolenti, ma felici. Buone feste!


lunedì 22 dicembre 2014

Babbo Natale sono io

Bisogna che faccia qualche premessa.
Premesso che durante la scorsa primavera a scuola di Elia è stata organizzata una vendita di libri, premesso che mi lascia quantomeno perplessa che una libreria privata possa aprire uno stand in una scuola pubblica e che solo il 5% del ricavato sia devoluto alla suddetta scuola, che tutti i genitori siano moralmente ricattati e si sentano obbligati a comprare un libro dall'avviso scritto sui diari e dal fatto che il volume fosse stato già "prenotato" dalle maestre facendoci sbavare sopra i propri scolari,
ero comunque in procinto di assolvere al mio dovere di brava-madre-pecora-dalla-testa-china portandomi verso lo stand “generosamente e volontariamente” gestito da mamme allo scopo di far risparmiare alla libreria anche i soldi del commesso (io ero esentata senza vergogna da questo compito essendo incinta di 8 mesi), quando vengo a scoprire quale fosse il libro "prenotato" da Elia: un mattone di trecento pagine sul benessere fisico e mentale donato dalla nutrizione vegana, scritto piccolissimo e totalmente privo di figure... "Elia, ma sei sicuro che vuoi leggere 'sta roba? Di solito addenti il filetto di Chianina come un orso grizzly! Ma che cavolo hai scelto? Hai dato un'occhiata alla sezione ragazzi e fumetti?"
"… mamma… la maestra ha insistito che non si comprassero scemenze", e poi, con sguardo languido: "per esempio, ha proibito assolutamente "Diario di una schiappa".
Ora, premesso che la censura mi sarebbe stata sul culo anche se fossi vissuta nel medioevo e che non considero i fumetti delle “scemenze” (tantomeno se messi a confronto con la nutrizione vegana), secondo voi, che libro ho comprato a Elia?


Sicilia, fine luglio, stiamo facendo colazione sulla terrazza di una casetta sulla spiaggia, mezzi gnudi, circondati dai cespugli, di fronte a noi c’è solo il mare, e l’Africa (ma un po’ più in là).
Matilde sonnecchia nella carrozzina, Theo aggeggia col cellulare, io guardo l'orizzonte dove l'acqua e il cielo si uniscono, Elia sta smangiucchiando i suoi cereali mentre legge sereno e non sa che si sta avvicinando per lui un momento catartico.
Ad un tratto mi guarda basito: “Mamma, una cosa strana… in questa vignetta Greg racconta di quando scopre il babbo che sposta il dentino da sotto il cuscino… ma allora la fatina dei denti…” un attimo di suspence: “ …non esiste? Eravate voi a mettermi i soldi?”.
Io gli rispondo con un sorriso.
“Accidenti! Incredibile, io tutto questo tempo ci credevo proprio…”.
Ricomincia a mangiare tranquillo, l’ha presa bene, “infondo” avrà pensato “chi se ne frega della fatina dei denti”.
15’ secondi circa e sgrana gli occhi: “Oioi… e BabboNatale?! Non esiste neanche Babbo Natale?? Eravate sempre voi??”.
Sorrido di nuovo:” Amore, se mi fai questa domanda, allora puoi risponderti da solo”.
Rimango in attesa, mi dispiace che sia arrivato questo momento, che stia crescendo. Ho paura che sia deluso o magari si arrabbi, ma il Re dei Sugolini è sempre meglio di come mi aspetti (tenete conto che mi ha viziata: io mi aspetto parecchio).
“Davvero???... ma grazie!” E’ quasi commosso: “Erano bellissimi i regali, meglio di quelli che chiedevo nella letterina! Me li avete fatti voi due!? Ma che bravi! E anche le impronte di Babbo Natale, gli indizi che lasciava… io ci credevo proprio, siete stati bravissimi! Grazie, grazie davvero!”.
La mattinata è proseguita ricordando tutte le soprese, i regali che gli avevamo fatto negli anni e come gli erano piaciuti. Ci avrà ringraziato un centinaio di volte.
E’ stato un momento dolcissimo, proprio come il Natale. A luglio.

Come mai mi è capitato un figlio così? Sarò stata una santa nella mia vita precedente? (Una volta provata l’inesistenza della fatina dei denti, risulta altamente probabile l’esistenza della reincarnazione e delle sante). E un’altra cosa: Babbo Natale esiste e non ho mai detto il contrario. Diciamo che si fa un po’ aiutare. Secondo me sono quei furbi degli elfi che lavorano poco e infatti adesso vi lascio e me ne vo ad impacchettare una trentina di regali…
auguri.
Lalla
P.S. per chi non l’avesse capito, Greg heffley è il protagonista di “Diario di una schiappa” di Jeff Kinney.

domenica 9 novembre 2014

si riparte, grazie ragazze

Questa settimana la sveglia ha ricominciato a suonare a un'ora improbabile, inizia quindi tutta una procedura ad incastro che ci porta in meno di un'ora ad evacuare, tutti e quattro, lavati, vestiti e "mangiati". Avrei un sacco di discorsi da fare sull'argomento, probabilmente troppi, come al solito.
Ma ho davvero poco tempo, è domenica e ne ho rubato fin troppo ai miei ragazzi, perciò aggiorno al volo questa pagina caricando il work-in progress (come si vede che ho studiato inglese...) del mio ultimo ritratto, solo poche immagini e il risultato, fotografato or ora, col colore fresco.
 
 Fare questo dipinto è stato bellissimo e devo ringraziare tre femmine speciali:
Virginia, che è un'amica particolare e che ha molta fiducia in me. Grazie.
Teresa, che è una delle bambine più belle che io abbia mai visto. "Bella" nel senso migliore e più completo del termine: ha occhi mielati dallo sguardo dolce, una bocca carnosa, morbida e pura, i capelli di seta, la pelle di porcellana ed espressioni solari. E' limpida. Un'autentica Principessa dei Sugolini! Grazie.
Matilde (strano che ancora non l'avessi nominata...). Nell'ultima settimana, a causa del mio rientro in classe, è stata ripetutamente e impietosamente abbandonata al nido. Nel suddetto luogo ella viene nutrita di pappe insipide e non può far altro che "bacheggiare" distesa mentre gli undici compagni (più grandi di lei) la travolgono a turno, le rubano i giochi e la contaminano di virus. Nessuna sorpresa quindi se nel lasciarla Theo nota ogni giorno il suo sguardo triste e rassegnato, lo stesso che registro io al mio arrivo e che suppongo mantenga per tutte e quattro le ore di soggiorno, alla faccia del "socializzare fa bene a tutte le età". E, nonostante tutte queste cattiverie che le facciamo, per noi ha solo sorrisi, dorme l'intera nottata e si fa pure un sonnellino di quasi due ore nel pomeriggio al solo scopo di far dipingere me.
Grazie.


 lalla

"Teresa", olio su masonite, 35x50 cm.

venerdì 17 ottobre 2014

per fortuna nel mondo ci sono le fate

L'umanità non è tutta una tristezza.
I bambini non sono tutti botoli urlanti, le donne non sono tutte prostitute isteriche e perfino gli uomini, nel loro piccolo, posso essere grandi.

Nascoste nella folla ci sono menti creative, persone generose ed esistenze inusuali, basta guardare con attenzione (e pochi lo fanno) per scovare tante piccole e grandi diversità che rendono questo minestrone di gente decisamente più saporito. Per esempio, ci sono molte splendide fate su questa terra, lo so per certo perchè una la sto osservando da vicino proprio adesso. Quello di cui parlo è vero, non vi racconto che abito insieme al Re dei Sugolini e alla Piccola Fata così tanto per dire, io ci credo. E va bene, forse sono un po' strana, e allora? Io a cambio non lo voglio fare, mi tengo me stessa, stralunata e con gli occhi abbastanza limpidi da poter vedere la parte bella della vita. Kandinskij diceva: "così come esistono sordi che non possono ascoltare la meraviglia della musica, allo stesso modo esistono degli insensibili che, anche vedendola, non potranno mai apprezzare la mia pittura". Aveva proprio ragione, anche questo lo so per certo perchè l'ho visto con i miei occhi: orde di turisti annoiati passare "indenni" davanti a una delle sue splendide composizioni astratte, con lo sguardo vacuo di chi sta pensando solo all'hamburger di McDonald's che lo aspetta all'uscita. Poveretti, ma che ci vanno a fare nei musei se sono "ciechi"? Vadano diretti al McDonald's, è meglio, si risparmierebbero il biglietto, il mal di schiena e di far fare la coda a me! Io mi ci tuffo nei quadri di Kandinskij, mi lascio catturare dalla danza di ogni singolo colore, uno alla volta, fino a scivolare nel profondo, insieme al blu...
non sono l'unica, sapete? In verità noi "strane" siamo un piccolo club.
A Parigi abita Giorgia, ha un incredibile talento nel vedere le fate e tutto l'altro mondo di cui vi parlo sempre. Ha regalato a Matilde un suo piccolo capolavoro, un acquerello meraviglioso, pieno di dolcezza, armonia e sogno (potete ammirarlo qui).
Non sapevo come ringraziarla e così ho deciso che l'unico modo era contraccambiare. Durante il viaggio ho scattato qualche foto rubata, ma soprattutto l'ho osservata con attenzione. E' un animale particolare, ha immensi occhi da cerbiatto che scrutano il mondo un po' impauriti, ma adatti a captarne le sfumature magiche, ha capelli di seta che volano leggeri ad ogni spostamento d'aria, parla in un sussurro e spesso si ritrae, profuma di pulito e fresco, non so se pesi veramente, ma mi è venuto di chiedermelo, forse è un'elfo dei boschi anche lei...
il ritratto perfetto avrebbe dovuto farglielo Carl Larson, ma essendo parecchio defunto ho deciso io di provare con un acquerello. Ora, va detto che solo uno stupido regalerebbe un CD ad un compositore, inoltre Giorgia è la compagna di quello che considero uno dei più grandi disegnatori viventi che conosco, capace tra l'altro di fare questo... io non sono Luigi, non sono Giorgia, nè tantomeno
Carl Larson, sono solo io, quella strana.
Spero che apprezzi il pensiero.


lalla

"Giorgia", acquerello su carta cotone.

lunedì 6 ottobre 2014

provando a rimanere concentrata

Non scrivo molto ultimamente, lo so.
E' che mi vergogno un po' della gioia che provo. Cioè, non è che proprio "mi vergogno", però insomma, tutti intorno a me sono pieni di problemi (e anche io, per carità), ma il punto è: a chi interessa veramente di rileggere ogni due per tre la solita tiritera su come sono stupendi Elia e Matilde?

E l'altro punto è: di che altro posso scrivere se a me interessano veramente solo Elia e Matilde?
Va bene, va bene: basta svuotare la mente, spostare l'attenzione e concentrarsi, ci provo:

SCUOLA. La situazione è attualmente in standby, io sono in "congedo parentale" a casa, ma invece di spassarmela, sto tentando di rompere le scatole al Ministero per l'ingiusta sparizione dei posti che erano stati messi a bando nel concorso, per la prima volta in vita mia ho anche contattato un avvocato, che a dire il vero non mi pare molto coinvolto: "Non capisco: lei è stata assunta, no? E allora che vuole?". "O.K., però scusi: io ho partecipato a un concorso nazionale sapendo che c'erano 3 posti a Firenze nell'organico di diritto per le scuole superiori. Ho vinto, voglio uno di quei tre posti, non voglio insegnare alla scuola media. Se mi fossero piaciute le medie, mi sarei specializzata in un insegnamento diverso e avrei fatto i miei 10 anni di precariato alle medie". Capisco che da fuori può sembrare una questione di lana caprina, per altro il mestiere in questione genera nelle masse associazioni celebrali fuorvianti ( insegnante di scuola media = fannullone mangia stipendio che lavora poco e fa 3 mesi di ferie, insegnate di scuola superiore = fannullone mangia stipendio che lavora poco e fa 3 mesi di ferie, quindi, per la proprietà transitiva: insegnate di scuola superiore = insegnante di scuola media).
Proverò con una metafora: un Chirurgo Andrologo (vedete, il nome stesso incute già molto più rispetto) che esercita e ama il suo lavoro da 10 anni, partecipa ad un concorso nazionale sapendo che ci sono 3 posti a Firenze. Vince, ma gli comunicano che i tre posti sono spariti e lo assumono come Pediatra. Non fa pediatria dall'Università, poveraccio, non è detto che gli riesca nemmeno bene...
così è più chiaro, vero?
Detto ciò, il 3 novembre entrerò in classe e tutti noi, alunni compresi, potremmo finalmente scoprire se mi riesce bene questo nuovo mestiere.


VIAGGI: Siamo tornati ieri sera dalla Francia (2 giorni Parigi e 2 giorni a Bouges per un festival di fumetti). Un giorno siamo stati a Dysneland (l'avevamo sempre scansata come la peste, ma volevamo fare una sorpresona a Elia), non so se ne è valsa davvero la pena, l'ingresso è carissimo anche se acquistato sul sito francese dove costa meno (bastardi!), va detto che Elia si è divertito molto, ma infondo si è divertito forse di più a far dediche accanto al babbo al Festival di Fumetti. In compenso io e Theo accompagnandolo a turno nelle attrazioni ce la siamo vista brutta un paio di volte. La "tower of terror", che credevo essere una specie di "casa dei fantasmi", si è rivelata l'esperienza più agghiacciante della mia vita, con tanto di caduta libera e rimbalzo in ascensore per circa 6 minuti, per poco non mi uscivano le budella dalle orbite. A Elia la sensazione è piaciuta: "mi sentivo senza peso come se volassi".
Parigi è sempre bellissima, anche solo passeggiando per le strade senza una vera meta e in più il tempo è stato fantastico. Invece sono sempre più convinta che la tanto acclamata cucina francese sia veramente orrenda (per lo meno per me: ogni tipo di carne/carboidrato/verdura, spesso camuffata e ridotta a strane sembianze, navigava in un lago di poltiglia grassa e cremosa, persino l'insalata era affogata nella vinagrette di panna, e che dire dei voulevant grigi giganti ripieni di gamberi, funghi e della solita cremina infida? A me la "mare e monti" faceva schifo persino negli anni '80! Mi ci vorrà un mese per rimettere in sesto il fegato, ma va bene così, anche questo fa parte del viaggio e della scoperta.
Il volo è andato bene, stranamente avere i bambini accanto mi fa sentire più forte e al sicuro. Poco prima di partire ho letto un articolo sui neonati in aereo: l'autore cercava di rispondere alla domanda:"perchè i bambini piangono al decollo o all'atterraggio?" Mi verrebbe di rispondere: "perchè non sono Matilde". Lei non ha pianto mai, ha fatto solo sorrisi e gridolini di gioia... Ops! Scusate: ci sono ricascata. Rimani concentrata, rimani concentrata.

FUMETTI E ARTE: I festival di fumetti mi fanno un effetto strano: vedere all'opera così tanti autori pieni di talento, da una parte li invidio e "mi stroncano" l'autostima perchè hanno quel friccichino che a me manca, dall'altra mi fanno comunque venir voglia di disegnare. Elia ci va a nozze, è un ambiente che adora. Ed è  giusto così, ha la mente creativa di Theo, tutti gli "addetti ai lavori" ne rimangono colpiti... va bene, va bene, basta complimenti al piccolo Re! Concentrata, concentrata!
Ma c'è poco da fare, l'uomo può fare grandi cose, può creare (si, creare: proprio come Dio) e non solo distruggere (per fortuna). Provate a passeggiare nell'ile de la citè intorno a Notre Dame e ad osservarne la struttura di archi rampanti, di guglie e di pinnacoli contro il cielo azzurro, sembra quasi qualcosa di vivo, un'enorme insetto, e l'abbiamo fatta noi.
A Bourges ho visitato il museo monografico di un pittore astrattista di cui non avevo mai sentito parlare (forse fanno bene a spedirmi alle medie), un certo Maurice Esteve. La collezione era gradevolmente allestita in un antico monastero medioevale. Le sue opere sono portali cromatici da attraversare. Un'immersione nei colori davvero piacevole e poi, scusate se mi ripeto come un giocattolo rotto: ma vuoi mettere la compagnia?

lalla
P.S. In questa foto io sono vecchia, Elia è dolcissimo e puro, Matilde è... è...
qualcuno al mondo conosce un'altra bambina che si mette in posa davanti alla macchina fotografica all'età di 5 mesi???

domenica 24 agosto 2014

l'universo è tutto mio

Ieri, colta da un momento di scoramento,  ho scritto questa lettera pietosa alla redazione di “Orizzontescuola” e loro me l’hanno pure pubblicata in quattro e quattr’otto, con un titolo tremendo, così adesso risulta anche sgrammaticata dato che ogni accento si è trasformato nella parola “&egrave” : http://www.orizzontescuola.it/news/immissione-ruolo-s-ma-non-nella-classe-concorso-che-amo-lettera
Non c’è da preoccuparsi, il momento di scoramento è durato poco.
Quest’anno ho lanciato molte volte la monetina, è una questione di probabilità: prima o poi doveva uscire croce. Per quanto mi riguarda il bilancio è talmente positivo che lo rimarrebbe anche se cancellassero da un giorno all’altro l’intero Ministero dell’Istruzione!
Sono così fortunata… ogni giorno balla di fronte ai miei occhi l’intero universo, posso toccarlo, assaggiarlo e baciarlo. Metto due foto che ho fatto in vacanza, tanto per cercare di rendere l’idea, ma so già che sarà inutile perché non c’è niente da fare, quello di cui parlo non si vede, ma si sente.
Quello di cui parlo è solo mio.

lalla

P.S. e a proposito della scuola, non mi do per vinta, voglio fare del mio meglio anche alle medie e intanto continuare a combattere, un giorno tornerò al liceo.
Elia sembra "Ophelia" di Millais, Matilde se la ride nel sonno...

giovedì 17 luglio 2014

adesso mi faccio la doccia

Quando nacque Elia rinunciai a tutto per accudirlo, mi sentivo perfino in colpa a farmi una doccia se in casa non c’era anche Theo. In quel momento mi sembrò giusto così, mi sentivo un po’ inadeguata come tutte le mamme per la prima volta, volevo sinceramente fare del mio meglio e così gli hobby furono i primi a saltare. Ripresi a dipingere quando aveva un anno e a dire il vero la pittura non mi era neanche mancata. La mia mente era totalmente soggiogata dal piccolo Re.
Per Matilde chiaramente non poteva essere lo stesso, nella mia testa c’era già lui. Adesso, per intenderci, la doccia la faccio. E questo, credetemi, è un gran bene per lei, un gran bene per Elia e un gran bene anche per me.
Diciamocela tutta: io scrivo tante bischerate ma dipingo poco, la verità è che non ricevo più di 2-3 commissioni l’anno. L’ultima è arrivata, inaspettata, la settimana prima che Matilde venisse ad abitare su questa terra. Non potevo rifiutare la possibilità di passare una manciata d’ore facendo la cosa che preferisco di più al mondo e così ho accettato.
Poi mi sono ricordata di quello che era successo la prima volta che sono diventata mamma e ho avuto paura. Come faccio se una volta nata la bimba mi assorbirà completamente? Come dico al mio committente che non posso fare nulla di ciò che ho promesso? Per di più c’era un vincolo di tempo: entro il 12 luglio…
Ecco, va detto che il 12 mi ha sempre portato bene e poi, come già detto, stavolta mi faccio la doccia.
E’ stata un’esperienza diversa dal solito. Ho iniziato con Matilde addormentata nella carrozzina accanto a me, un po’ ansiosa e in colpa, come se le stessi facendo un piccolo torto, poi, piano piano, mi sono rilassata. Lei mi ha permesso di lavorare anche più di 2 ore di seguito, talvolta standosene sveglia a guardarmi e facendo versini d’approvazione. Tutto si è svolto in un clima di grande dolcezza.

Gemma, la splendida bimba che ho ritratto, ha fatto la sua parte.
Ci sono persone che arrivano precedute da una storia. La storia di Gemma, giustamente ricordata su una parete della neonatologia di Torregalli, è quella di una vera combattente. E’ nata piccola piccola, ma con tanta voglia di vivere, in quel reparto ha ballato tra la vitta e la morte con una classe tutta particolare e nonostante sia passato qualche anno, le infermiere ancora se la ricordano. Lo so per certo perché quando anche io e Matilde bazzicavamo in quelle stanze c’è stato modo di verificare.
Ci sono persone che arrivano precedute da una fama. La fama di Gemma, erroneamente fomentata dalle sue maestre del nido, è quella di una bimba troppo agitata, forse iperattiva (“si sa: molti prematuri lo sono”). Lo saranno anche in molti, ma lei no, non è così.
Io l’ho osservata poche ore, lo so, però mi ha colpito una cosa: più che altro era lei a osservare me. E’ una bambina curiosa e attenta, ha voglia di esplorare. La sua non è agitazione, è fame di notivà e di scoperta. Ed è anche riflessiva e adulta, ti guarda come se sapesse già tanto di come vanno le cose su questa terra, e probabilmente è vero. Gemma ha la fortuna di essere molto amata dai suoi genitori, ma i più fortunati sono loro perché lei li stupirà. 


lalla
"Gemma", olio su masonite, 35x50 cm.