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Oggi ho deciso di rilassarmi e mi sono rimessa a dipingere.E' stato piacevole, come sempre.
Ne è uscito qualcosa che è una via di mezzo tra una Metopa e un ritratto, anche se il volto non si vede.
La modella è un'altra mia nipote, la sorella di Elena, bellissima anche lei.
In mezzo alle tante donne della mia famiglia, Elisa è così diversa, sembra un alieno.
Da piccola era esagerata e irresistibile, come un personaggio dei fumetti: il fisico e la bocca piccoli piccoli, ma orecchie, occhi e chioma enormi. Si decise a parlare molto tardi, ma esordì formulando direttamente frasi che contenevano condizionali e congiuntivi usati correttamente.
Crescendo è diventata un cigno dal collo lungo, gli arti sottili, il portamento altero, il seno da urlo e ha conservato quegli splendidi occhi scuri. E' studiosa, un po' ansiosa e iperprotettiva, ma sa quel che vuole.
Non sono riuscita a catturare tutto il suo fascino, credo anche di averle regalato qualche millimetro di troppo sul naso e non so se mi perdonerà...
lalla
"Elisa", olio su masonite, 50x50 cm.
Mancano 4 giorni all'inaugurazione della Mostra "individuazioni" alla Galleria Mentana.
Io questa cosa all'inizio l'avevo presa bene, cioé: con tranquillità.
Ma poi, a forza di parlarne in giro, sul blog, con gli amici, mi sta montando un'ansia pazzesca. E la cosa più incredibile è che ciò che maggiormente mi preoccupa non è la risposta di un ipotetico pubblico/acquirente verso le mie opere (di fatto questa sarebbe la questione importante), ma è invece l'idea di affronare l'inaugurazione che mi fa uscire di testa!
Passo alternativamente da uno stato di panico totale, condito da pessimismo cosmico, a uno di sovraeccitazione ed ottimismo.
Nel tunnel del panico, mi logorano alcuni problemi:
1) di arte ne conosco tanta e so percepire l'eterno fascino dei grandi artisti, con che diritto mi propongo al pubblico, io che artista non mi considero nemmeno? Mi sento quasi un'usurpatrice...
2) è da una vita che mi preparo a questo, eppure guardo i lavori che porterò e mi mangio le mani perchè ho tante idee in mente e mi dispiace non averle ancora realizzate.
3) mi logora il dilemma di aver fatto male a divulgare la notizia. Gli amici, i parenti, sono gentilissimi con me e probabilmente si sentiranno in dovere di venire, mentre avrebbero volentieri passato il pomeriggio a sciare all'Abetone o semplicemente davanti a una televisione.
4) appunto: che cavolo gli dico al tipo della TV TOSCANA???
Quello mi farà di certo delle domande alla Marzullo (del tipo "ma lei, con la sua arte, che messaggio vorrebbe comunicare al mondo?" oppure "perchè ha scelto di essere un'artista?"...) e io che gli dico? Che non me ne importa molto? Che non lo so? E poi, ammesso e non concesso che io lo sappia, come cavolo faccio a spiegarglielo, ricoperta di vergogna, immersa nella folla curiosa, davanti a una telecamera e con soli 5 minuti di tempo? E' da due anni che scrivo su questo blog, nella speranza di capire e spiegare, a me stessa oltrechè agli altri, la mia propensione all'arte, e ancora non credo di esserci riuscita...
5) (problema idiota, ma non meno incalzante): ce la faccio a fare un colpo di teatro e ad infilarmi il vestito/tappezzeria verde pavone anni '60 che ho comprato per l'occasione o me la faccio sotto e ripiego sul un total blak (che smagrisce e fa sempre eleganza)?
Quando, sporadicamente, vedo la luce, mi convinco che:
1) usurpatrice un cavolo, in giro c'è molto di peggio.
2) vorrei aver avuto più tempo solo perchè sono in crescita, ho ancora tante idee e potrò migliorarmi sempre di più.
3) ai miei amici e parenti farà bene fare una passeggiata in centro invece che abbrutirsi il sabato davanti alla TV.
4) alla TV TOSCANA potrei sempre ripondere come faceva Francis Bacon: "io dipingo così, come mi viene e quando ne ho voglia, se poi qualche imbecille vuol darmi dei soldi in cambio di un quadro, meglio così, dato che i soldi mi servono" E Bacon era un grande...
inoltre a scuola, gioco forza, ho solo 1 ora (spesso 45') per spiegare Caravaggio, di conseguenza sospetto che 5' per me siano anche troppi.
5) il vestito anni '60 è davvero stupendo e il verde al primo esame di Università, Matematica 1, mi ha portato benissimo.
Credo che alla fine prevarrà il lato otimista e prenderò tutto come un gioco.
Entrerò a testa alta, gesticolando e parlando troppo e troppo forte (come sempre) e chi se ne frega di risultare ridicola: vada per il colpo di teatro!
lalla

L'invito alla mostra. L'immagine del mio "nudo al centro" è decisamente deformata,
speriamo che alla Galleria siano più brave come venditrici che come utenti photoshop!
Da un po' di tempo son tornata, con grande gioia, a fare il mestiere più antico del mondo.
Adesso non so cosa siate andati a pensare, ma oltre al più noto, ne esiste un altro millenario e dal fascino irresistibile.
Quel mestiere è lo scultore, o meglio: il ceramista.
Poco dopo aver scoperto il fuoco, l'uomo delle caverne si è reso conto che poteva servirsene non solo per cuocere pagnotte, ma anche per indurire la terra e ricavarne picoli manufatti. Se si fosse trattato soltanto di oggetti utili, come ciotole e piattini, sarebbe stato solo il progresso che rispondeva a dei bisogni primari, ma la cosa incredibile è che sono state ritrovate molte statuine antropomorfe (scolpite in pietra o modellate in terra cotta).Il nostro peloso antenato ha risposto a un'urgenza ancora più forte della fame, ha affondato le sue dita callose nel fango al solo scopo di creare. Ha modellato un piccolo essere imperfetto, fatto a sua immagine e somiglianza. L'ha fatto per descrivere e capire se stesso, per farsi delle domande, per darsi delle risposte. In quel momento si è staccato dal resto del regno animale (che pensa solo a mangiare, dormire, riprodursi), e ha catturato una scintilla di divinità. Quel piccolo uomo ha percepito la grandiosità di quello che stava facendo e ha conferito a quelle statuine un valore sacro.
Quel gesto di creazione è stato tanto forte da finire, secoli dopo, nell'Antico Testamento (sorvolando sul fatto di "chi abbia creato chi").
Quel gesto era Arte ed è nata prima della scrittura, prima della Storia.
Quel gesto ha attraversato i millenni per giungere fino ad oggi a qualche folle e fortunato come me.
Un po' folli bisogna esserlo per sopportare l'argilla che scava la radice delle unghie e la irrita, per sforzare i muscoli della schiena china, per respirare e mangiare la terra secca che si volatilizza, per combattere ore ed ore con la materia molle ed obbligarla a perseguire una forma che esiste solo nella propria testa.
E non è un caso, credetemi, se ai pazzi fanno fare la ceramica, ma ne vale la pena, perchè ve lo giuro: è sfinente per il corpo, ma inebriante per la mente.
Quindi son fortunati quei pochi pazzi, me compresa, che possono sentirsi un po' meno bestie e un po' più vicini a Dio emulando quell'antico gesto di creazione.
Non c'è niente di razionale nel perdere il proprio tempo a sporcarsi nel fango e nel dare all'opera finita un valore superiore a un qualsiasi altro pezzo di pietra o melma.
Eppure, nonostante l'evidenza, quei pezzi di terra non sono solo quello che sono.
Quei pezzi di terra, alla stregua delle antiche figurette votive, sono sacri e possiedono un potere terapeutico.
Non si spiegherebbe altrimenti un sempilce fatto:
da quando sono tornata a scolpire, sono tornata felice.
lalla

"donna", modellato in terracotta.
Larghezza 25, altezza 63, profondità 13 cm. circa.

"il corpetto della sposa", modellato in terracotta.
Larghezza 52, altezza 51, profondità 13 cm. circa.
la mia firma: "I.G. fatto a mano".
Si dice che i figli siano la misura del tempo che passa.
Figuriamoci i nipoti, o meglio, le nipoti.
Intorno ai 10 anni ho smesso di essere una bambina in corrispondenza al mio nuovo e maturo ruolo di zia.
Nascono questi due rospetti, prima una, poi l'altra, a breve distanza.
Diametrialmente opposte nel corpo, nella mente... lo erano allora, lo sono adesso.
Con Elena ed Elisa ho giocato quasi fossero state delle bambole parlanti (quello di "zia" è un ruolo molto più semplice e comodo di quello di "mamma": quando sei stanca di giocare o fanno troppe bizze puoi sempre riconsegnare le patate bollenti alla legittima proprietaria).
Con loro ho trascorso assolate giornate al mare, ho realizzato fantasiose coreografie di balletti, ho animato allegre feste di compleanno con cacce al tesoro e colpi di scena... le ho dirette in molte mirabolanti avventure.
Grazie Silvia, fare la zia è stato molto divertente.Poi, ad un tratto, le mie nipoti sono cresciute.
Elena ha una bambina, buffa e zuccherina come era lei da piccola.
La lele è stata la migliore modella che abbia mai posato per me, calda e naturale.
Il suo bellissimo corpo è smussato, armonioso e morbido.
Ha ancora quello sguardo malinconico e quel dolce sorriso non-sorriso che aveva da bambina. Sua sorella Elisa ha un corpo altrettanto bello, ma fiero, nervoso e spigoloso.
La loro differenza mi affascina moltissimo, cercherò di trarne dei buoni lavori, come forse non è questa prima prova.
lalla
"Elena", olio su masonite, 50 x50 cm.
Incredibile ma vero: partecipo a una mostra di pittura e scultura dal titolo "INDIVIDUAZIONI"!!!
Ora non eccitiamoci troppo, innanzi tutto non è una personale, ma una collettiva.
Inoltre non è un gran riconoscimento, ma è solo segno che potevo permettermi la quota di partecipazione.
Però, ad onor del vero, la proprietaria della galleria si è detta felicissima della mia partecipazione e ha predetto una lunga e proficua collaborazione...
si, "proficua", nel senso che le opere sono in vendita (ho deciso di correre il rischio, ipotizzando una certa scarsità di acquirenti e poi è arrivato il momento di capire se i miei quadri piacciono ad altri oltre che a me).
Aggiungerò maggiori dettagli più avanti.
Intanto posso dirvi che l'inaugurazione si terrà Sabato 20 febbraio alla Galleria d'Arte Mentana in piazza mentana a Firenze.
Quell'infausto primo giorno sarò presente anch'io (in preda a un'orribile miscuglio di imbarazzo e soddisfazione, probabilmente scossa da tic, risolini isterici e ondate d'adrenalina) e la TV Toscana (pronta a documentare il mio pietoso stato).
I miei lavori (dovrebbero essere 4 quadri e 2/3 sculture) rimarranno in mostra per 20 giorni, fino al 16 marzo.
Spero di non far eccessive figuracce e di conservare un buon ricordo del tutto.
E' troppo, vero, sperare che si tratti dell'inizio di qualcos'altro?
lalla
"poltrona Chesterfield", olio su masonite, 47,5 x 65 cm.
Serena è un Dottore.
C'è una grossa differenza tra "fare il Dottore" ed "essere Dottore".
Lei è, non fa.
Passa gran parte del suo tempo in reparto, a Careggi.
Quest'anno ha lavorato 600 ore in eccedenza al suo orario, queste ore le verranno cancellate senza pietà dalla busta paga, le ha lavorate "non a scopo di lucro" direi, ma solo per il bene dei suoi pazienti.
Poi, quando stacca, dopo un turno massacrante di 24 ore, e se va verso casa per rilassarsi, magari le arriva la telefonata di qualcuno di famiglia. Serena è mia cugina e qualche volta la rompipalle al telefono sono io.
Mi dispiace molto importunarla, ma mi fa anche piacere perchè ogni malanno è una scusa per parlare un po' con lei.
Quindi, oltre a seguire i suoi pazienti, ha tutta una ciurma di parenti piagnucolosi alle calcagna.
Lei si dedica a tutti, senza chiedere nulla e senza risparmiarsi, ha sempre un sorriso e un consiglio per ciascuno.
Spesso si scorda di mangiare o di dormire, tanto è presa dal salvare tutto e tutti intorno a se.
Il suo corpo minuto sprigiona una forza inesauribile.
Non sapendo come ringraziarla per avermi sempre aiutato, ho provato a ripagarla con l'unica cosa che forse so fare.
Dipingerla è stato un vero piacere, mi è venuta di getto, senza alcuno sforzo.Non le ho reso giustizia perchè è difficile cogliere la bella luce che brilla nei suoi occhi vivi, spero che mi perdoni e apprezzi comunque.
lalla
Serena, olio su masonite, 30x40 cm.
Non si può studiare tutta la vita l'arte antica, amarla come io la amo, e non esserne influenzati una volta scelta questa strada.
Dei greci ammiro soprattutto il senso di assoluto.
Si erano prefissi uno scopo: rappresentare attraverso l'arte la loro superiorità.
Non si sa come, ma alla fine hanno raggiunto la prefezione che tanto cercavano.Per capire cosa intendo, ai ragazzi, a scuola, faccio sempre questo esempio: provate a chiudere gli occhi e a immaginarvi un rettangolo... fatto?
Adesso aprite gli occhi e ditemi: com'era il rettangolo?Posso dirvelo io com'era: avete immaginato tutti la facciata del Partenone di Atene, il Rettangolo con la "R" maiuscola, quello della "sezione aurea".Ecco cosa sono riusciti a fare i greci spingendo la loro ossessiva ricerca di perfezione fino a raggiungere le proporzioni intrinseche nell'essere umano, capaci di trasmettergli il senso di eterno e di vero.
Non lo hanno fatto solo in architettura, ma anche in scultura e in pittura.La loro ricerca è stata tanto assoluta da lasciare un segno indelebile in tutta l'arte occidentale, tanto forte da tornare periodicamentre e sempre, tanto inevitabile da potersi definire "classica".
Però l'arte greca che è giunta fino a noi si è caricata degli inevitabili segni del tempo, è solo una rovina (in architettura), un frammento o una copia (in scultura), niente più che una descrizione scritta (in pittura).
La sua perfezione è stata scalfita, spezzata, erosa.Forse proprio per questo irrompe nel nostro immaginario ancora più spettacolare e romantica.Le metope greche sono elementi architettonici e scultorei che, alternati ai triglifi, componevano il fregio nel tempio dorico.
Non sono qualcosa di integro e finito, sono parti, frammenti di un insieme.
Stranamente però, anche decontestualizzate e appese in un museo, conservano il loro fascino. Al di là del soggetto sempre diverso, ognuna raggiunge perfettamente, pur nella propria asimmetria e originalità, quel senso di assoluto e di vero. Il segreto è nella composizione delle parti, nell'armonia dei vuoti e dei pieni, nell'equilibrio dei segni.
Ed ecco le mie metope.
Sono anch'esse dei frammenti, parti di un'insieme (di un corpo).
Non possiedono la forza delle loro antenate e per questo acquistano un senso solo se poste l'una accanto all'altra.
Nella loro precarietà cercano, timidamente, di catturare quell'attimo di eternità e di assoluto tanto cari alla classicità.lalla
metope, olio su quattro pannelli di masonite 25x25.
metopa 1
metopa 2
metopa 3
metopa 4
E' un po' che non mi faccio più viva.
Quindi, per chi se lo stesse chiedendo, ultimamente non sto pensando solo ad acquistare valanghe di regali.
In realtà sono piuttosto attiva, quindi è arrivato il momento di farvi il punto su quello che ho combinando, sto combinando e combinerò nei prossimi giorni:
1) Sto lavorando a una serie di piccole pitture, che mi soddisfano molto, ma che non posso mostrarvi perchè avranno un senso solo l'una accanto all'altra.
Quella di oggi è qui accanto a me, mentre scrivo inalo la piacevole fragranza della vernice mista all'olio d'oliva: una goduria!
2) A giugno dovrei partecipare a uno spettacolo teatrale ("Due Partite", un testo della Comencini) con delle amiche. Per adesso proviamo insieme con molte difficoltà a tante risate, sono serate veramente piacevoli e mi mancava un po' di complicità femminile.
3)Da circa tre settimane ho ripreso la mia relazione amorosa con una vecchia fiamma: l'argilla.
Lo so, lo so, non son buone le minestre riscaldate, ma vi assicuro che per la creta è diverso, ogni volta che ricomincio mi conquista più della precedente!
Sto modellando alcune sculture, di dimensioni considerevoli.
Due sono a buon punto e ne seguo l'essicazione con sincera preoccupazione e affetto, per adesso non sembrano essersi crepate, spero che anche nella cottura tutto vada bene...
Due sono ancora nella mia testa che aspettano di scendere dal mondo delle idee e immergersi in quello della materia.
Magari la prossima volta che vado al laboratorio di Sesto faccio un po' di foto, per lo meno, se a 900° scoppia tutto, rimarrà una traccia del mio lavoro...
4) A proposito di roba che scoppia, speriamo che la Ryanair sappia il fatto suo.
Trascino la mia famigliola in Andalusia (quest'anno avevo proprio voglia di regalarmi qualche giorno a zonzo).
Il bello è che ho organizzato tutto io e ora sono terrorizzata all'idea di volare...
be, ci sarà il Re dei Sugolini a farmi coraggio, lui non vede l'ora di decollare.
Visti i molteplici impegni ( e non trascurando il reperimento dei suddeti regali), non credo di riuscire ad aggiornare queste pagine entro Natale, quindi:
Tanti Auguri a tutti!!!!
Ci sentiamo dopo le feste (almeno che non parlino di me sul tg5 la prossima settimana...).
lalla