lunedì 20 luglio 2026

"Questo è il mio corpo" work in progress - step1 e step2

STEP 1 Solo tu sai chi sono.
STEP 2 
"Questo è il mio corpo, prendete e mangiate.
Questo è il mio sangue, bevetene tutti.
Fate questo in memoria di me."

Troppo spesso si dimentica che se Cristo ha sacrificato il suo corpo per riscattare i peccati del mondo, c'era arrivato, su questa terra, attraverso Maria che prima di lui aveva accettato di sacrificare il proprio per partorire ancora vergine il figlio di Dio.

Ogni donna, che sia o meno madre, sacrifica il proprio corpo. Io ho sacrificato il mio tante volte e non solo per mettere al mondo i figli.

lalla

martedì 7 luglio 2026

ieri... e tra mezz'ora si parte!

"Domani parti per il mare?"
"Sì, sì."
"Quindi adesso stai facendo la valige, giusto?"
"Abbastanza..."
"Ma sei grulla? Che ti viene in mente di iniziare un quadro proprio oggi?!"
"Ovvia, ho fatto solo un disegnuccio preparatorio... E poi tra una settimana devo tornare, no? Almeno così so che a casa ci sarà lui ad aspettarmi."

lalla

#questoèilmiocorpo

mercoledì 1 luglio 2026

Ginevra e la gatta in una sola notte

Grazie di cuore per ieri.
Prima di tutto, grazie all'accoglienza gentile del Conventino Caffè Letterario di Firenze.
Poi.
Grazie a Maria Beatrice, al modo attento e dolce con cui ha parlato del mio libretto.
Grazie a Virginia e Antonella, talentuose attrici della compagnia teatrale Gli Sbalestrati, per aver interpretato con trasporto i miei dialoghi.
Grazie alla mia fascinosa Piccola Fata, perfetta nei panni della serafica Gatta.
E grazie a tutte le spettatrici (tra cui la mia mamma) che hanno sfidato il caldo e sono venute; eravate davvero tante, molto più di quanto mi aspettassi. Ascoltavate con attenzione sia le appropriate considerazioni di Beatrice che le mie bischerate. Sorridevate. Eravate proprio belle, belle da vedere.
A tutte queste splendide donne, amiche e sorelle, grazie.

lalla








martedì 23 giugno 2026

brutti o belli sarete voi, noi siamo capaci

Avete presente la vicenda Mari/Murgia e la gente che si domanda perché se ne parli così tanto?
Invece io, che forse sono avvenente o forse no, ma arrabbiata lo sono di sicuro, mi domando perché di questo problema si parli così poco.
Perché ogni donna che, porca miseria, è prima di tutto una persona pensante, creante, divergente e non soltanto un corpo a uso e consumo del piacere maschile, dovrebbe sopportare un altro solo giorno di sentirsi giudicata da chicchessia per il proprio aspetto fisico? E basta!

Per farvi capire l'attualità (e, credetemi, la quotidianità) del tema, diffondo questa mia breve chat su Messenger.
Premessa: ogni tanto, vinta da inspiegabile ottimismo, accetto la richiesta di amicizia di qualche sedicente artista pensando che possa essere interessato a seguire la mia scrittura e la mia pittura.
Non oscuro il nome perché di Roberti e uomini così a questo mondo ce ne sono tanti, evito di rendere pubblico il cognome, tanto uno vale l'altro.

Il Roberto in questione comincia inviandomi un cordiale saluto di presentazione su Messenger, ma io gli spiego che non lo uso, al che la cima passa a fare apprezzamenti e io a fargli capire gentilmente che non è né il luogo, né il caso.
Quello fa lo gnorri, ma in effetti è duro come le pigne. In seconda battuta, evito di rispondergli.
Oggi, visto il commento di nuovo inappropriato a una mia storia nella quale ironicamente cercavo di pubblicizzare la mia prossima presentazione, non resisto: due parole al vento le tiro e infine lo blocco.
Ecco, dalla triste condizione umana, è tutto.

lalla




sabato 13 giugno 2026

29 maggio 2026

Quando mi capita di palesare un po' di delusione nel non aver incontrato un essere umano di sesso maschile degno con il quale condividere le cose della vita, immancabilmente si leva una voce che dice: "Volere un uomo accanto è sbagliato, l'importante è imparare ad amare sé stesse, sentirsi complete e stare bene da sole."
Il che magari è pure vero, ma sospettosamente quella voce appartiene sempre a una compagno-munita che non ha mai passato 5' da sola nella vita. 
Eh no, bellina, una frase del genere posso dirla io, non tu!

lalla

P.S. E comunque, dente nuovo, vita nuova!

il clitoride, questo sconosciuto

Risale a questa primavera la mappatura del sistema di innervatura del clitoride (organo preposto al piacere femminile a forma di Y, erettile, lunghezza 10 cm c., composto di radici e asta interni e un glande esterno).

Tale mappatura arriva 30 anni dopo quella relativa al pene (organo preposto al piacere maschile, erettile, lunghezze varie, composto di radici interne, asta e glande esterni).

30 anni dopo non perché mancasse un'opportuna tecnologia, ma perché la medicina e la scienza sono nate per i maschi e sono state fatte da maschi. Del piacere femminile è sempre fregato poco.
 
"La donna è nata per soffrire, è una creatura fatta di dolore, non di piacere"...
Ma andatevene tutt* serenamente a fanc*lo! Adesso possiamo dire di esserci rotte il c**zo!

lalla


martedì 19 maggio 2026

sono femminista, ma comincio ad avere dei dubbi

Sono da sempre convinta che la soluzione alle violenze e alle ingiustizie di genere non siano lo scontro tra le parti, bensì la comunicazione e la conoscenza. Ecco, magari anche il rispetto delle persone, che cosa rara e grande!
Comunque, l'idea sarebbe quella che un giorno, attraverso la collaborazione, uomini e donne riescano ad abbattere gli stereotipi di ruolo in cui la società patriarcale costringe entrambi. Per vivere finalmente libere e liberi, per stare meglio, tutte e tutti.
Però.
Purtroppo anche l'esperienza personale pesa. E, nonostante una certa diffidenza, io ci ho provato tanto ad essere sincera e accogliente verso l'altro sesso. A mostrare amicizia e comprensione. A dare fiducia. In famiglia, tra i compagni di scuola, in amore, in amicizia, sul lavoro.
Con cautela, ma ovunque e sempre.
Ebbene, ogni volta che il rapporto è sceso un po' più in profondità rispetto ai semplici saluti di cortesia, ogni volta che mi sono aperta e ho creduto possibile che ci potesse essere del rispetto vero, non l'ho trovato.
Sfigata io, eh, ma gli uomini della mia vita, prima o poi, mi hanno deluso tutti*. Perché mi hanno mentito tutti.
E lo hanno fatto con estrema superficialità, pensando che fosse qualcosa di poco importante. Perché la verità di fondo è che, dal loro punto di vista, quello che io facevo, quello che io provavo, quello che io ero, sicuramente era meno importante rispetto a quello che loro facevano, provavano ed erano.
Gli uomini della mia vita non hanno voluto davvero conoscermi (e mi dispiace per loro), ma solo prendere qualcosa e usarmi per i motivi più svariati (nutrire il proprio ego, sentirsi forti, regolarsi emotivamente, giovarsi delle mie cure, attirare l'attenzione... financo la semplice convenienza economica).
Ora, non so dire se questi tizi abbiano ottenuto da me quello che davvero volevano perché, nonostante la mia propensione alla cura mi spinga verso l'insano ruolo di geisha, ahimè, sono purtroppo un po' troppo intelligente e sicuramente poco incline a perdonare comportamenti offensivi.
Della serie: caro maschio, io ti lascio libero di fare quello che vuoi, ma sto bene ad osservare come ti comporti e poi te lo faccio anche notare.
Quindi stai a vedere che per i suddetti, alla fin fine, sono stata più una spina nel fianco che altro. Cioè: anche io li ho delusi. Affidabile, generosa, vivace, efficiente, per alcuni belloccia, ma decisamente non abbastanza mansueta.
La cosa che mi fa più arrabbiare lo sapete qual è? Che un esiguo gruppetto di omuncoli finisca per incrinare le mie convinzioni!
No, no, no, non facciamo di tutt'erba un fascio: ho conosciuto studenti meravigliosi che mi fanno ben sperare per il futuro. In giro c'è di meglio, o per lo almeno, un giorno ci sarà!

lalla

* l'asterisco ci vuole, perché esiste qualche raro e prezioso amico e in questo discorso non voglio certo prendere in considerazione mio figlio (essendo entrambi geneticamente obbligati all'amore reciproco).

martedì 5 maggio 2026

regali inaspettati dall'universo

Qualche giorno fa accompagno la Piccola Fata al compleanno di un'amichetta di scuola; le bambine sciamano e io mi avvicino al gruppo mamme settata in modalità sopportazione.
E invece.
Piacere Pinca, piacere Palla...
"Piacere, Ilaria."
Ed ecco che una di loro, ignara dispensatrice di impreviste gioie, mi guarda concentrata: "Scusa, ma tu sei... Ilaria Gonnelli, la scrittrice?"
ILARIA GONNELLI, LA SCRITTRICE?!
Oh, Madonnina santa!
Una botta di dopamina che manco mi avesse detto "Ti amo" l'oggetto dei miei desideri (invece di ghostarmi di brutto).
"Scusa, potresti ripetere la domanda? Non è che non abbia capito, ma é troppo bella... Cioè, voglio dire: magari."
"Magari? Ma sei tu! Hai scritto dei romanzi, no?"
Beh, in effetti li ho scritti.
E allora sai cosa: Ilaria Gonnelli, la scrittrice, sono proprio io.

lalla

sabato 11 aprile 2026

non è colpa mia

1 aprile - disegno preparatorio
Non so se riuscirò a dipingere questo quadro, se davvero desidero accollarmi un macigno del genere, eppure sento l'esigenza di riflettere sul senso di colpa.
Quello, ingiusto, che provano tutte le vittime. Di un carnefice oppure, più banalmente, di un sistema culturale sbagliato.
In fondo, lo stesso attraverso il quale molte di noi sono state cresciute ed educate.
Forse non sarà mai possibile liberarsene del tutto, ma vorrei disperatamente che una volta per tutte diventasse chiaro: in verità, non è mai stata colpa nostra.

3 aprile - primo passo
Sto provando a dipingere il senso di colpa. Ho passato tutta la mattina sui piedi e continuo a lavorarci ancora. Voglio che il destro, con ogni suo dito, cerchi di abbracciare l'altro. Da anni il mio alluce soffre della patologia del "dito rigido", in poche parole quando lo piego duole e trema.
Bene, nel post precedente ho scritto che molte di noi sono state educate e cresciute con il senso di colpa.
Cresciute. Mi correggo: il senso di colpa non fa crescere, ma diminuire. Riduce e cancella. Per questo la posa minima, chiusa e fetale.
4 aprile - secondo passo
6 aprile - terzo passo
11 aprile
Stanotte ho dipinto sette ore. Non lo so se il quadro è finito, ma la colpa sì, deve esserlo per forza, perché adesso mi sento bene.

lalla

"Non è colpa mia", olio su masonite, 60x80 cm

giovedì 2 aprile 2026

non è colpa mia - inizio

Non so se riuscirò a dipingere questo quadro, se davvero desidero accollarmi un macigno del genere, eppure sento l'esigenza di riflettere sul senso di colpa. Quello, ingiusto, che provano tutte le vittime. Di un carnefice oppure, più banalmente, di un sistema culturale sbagliato.
In fondo, lo stesso attraverso il quale molte di noi sono state cresciute ed educate.
Forse non sarà mai possibile liberarsene del tutto, ma vorrei disperatamente che una volta per tutte diventasse chiaro: in verità, non è mai stata colpa nostra.

lalla

"non è colpa mia", primo studio preparatorio su masonite