Io adoro l’estate, ma purtroppo non è stato un bell’agosto. Non mi ha aiutato contrarre una forte influenza con varie complicanze e lunghissimi strascichi che hanno carinamente abbracciato i miei venti giorni al mare.
Catarri e tosse notturna, poco sonno, otite e sinusite, tanta debolezza fisica e mentale.
Combinate con le stesse responsabilità di sempre, lo stesso ruolo di cura verso gli altri e la stessa difficile gestione delle dinamiche familiari. Da te lalla tutti si aspettano entusiasmo, benessere e sorrisi. Quelli, e possibilmente nient’altro, dovrebbero arrivare.
Tanta fatica.
Mi dispiace pensare di non aver sempre avuto la pazienza necessaria. Ho fatto il possibile, ma perdonatemi tutti: questa estate avevo bisogno di curare soprattutto me stessa. E ho bisogno di farlo ancora, nonostante io non sia più in vacanza al mare e siano ormai passati sia l’agosto che l’influenza.
Da parecchio tempo alcune cose intorno a me, e dentro di me, non vanno come dovrebbero andare, o come io sento che avrei bisogno che andassero.
Tanta disillusione e una certa tristezza di fondo.
Non sono una persona passiva e sono cosciente di avere una parte in molte delle cose che mi accadono.
Posso sicuramente fare qualcosa per aiutare alcune di loro a prendere una direzione più giusta. Forse non servirà a molto, sono altresì cosciente che la mia parte contribuisca fino a un certo punto, in ogni caso devo provarci. Lo sto facendo e lo farò anche se “più giusta” non è detto che significhi “migliore per me”. Vedremo.
Magari è proprio sbagliato il concetto di fondo e dovrei solo imparare a non desiderare più niente di eclatante. A non aspettarmi qualcosa di più. Che hai già tanto lalla, non essere egoista e fattelo bastare.
In effetti così almeno potrei mollare e riposarmi. Non lo so.
In ogni caso, adesso siamo a settembre, un mese bellissimo, più gentile e ancora luminoso. Un mese che però non sono mai riuscita a perdonare. È lui che porta la fine dell’estate e spalanca le porte all’autunno.
Tutta Europa, quest’anno come non mai, sta aspettando a gloria che il bollore ceda e che la luce si spenga.
Solo io temo il buio e quello che verrà.
Ma qualcosa doveva per forza cambiare e cambierà.
Quindi coraggio Lalla perché il cambiamento è vita.
lalla
P.S. Come cura estiva contro l’influenza (e ogni tipo di altro malessere) suggerisco di “suppolare” e cioè:
- rubare del tempo per sé stesse e concedersi un po’ di solitudine,
- riappropriarsi del proprio corpo, ridefinirne i limiti e trovare un equilibrio,
- percepire sulla pelle il calore del sole, la brezza del mare e la frescura dell’acqua,
- ascoltare il silenzio, uno sciabordio leggero o il richiamo di un gabbiano,
- nutrire gli occhi attraverso la vastità del cielo, il moto del mare, il baluginare dei riflessi e, soprattutto, le profondità del blu,
- svuotare finalmente la mente.
Per essere libere di guardare oltre, dove alla fin fine anche l’autunno ci porterà.























