domenica 23 dicembre 2012

Buon Natale, col fiocchetto rosso


In casa nostra festeggiamo il Natale con due giorni di anticipo perché abbiamo il fiocchetto rosso.
Il 23 dicembre di sedici anni fa (oddio, ero proprio una ragazzina!), in un’auto parcheggiata nel piazzale Michelangelo (per una che veniva dalla campagna, faceva parecchio esotico), ai piedi di un enorme e scintillante albero di Natale, proprio poco prima del cornicione, con davanti tutto lo spettacolo dei monumenti di Firenze illuminati dalle luci vibranti sotto la pioggia, dopo esserci scambiati i doni natalizi, io e Theo ci siamo dati il nostro primo bacio.
Eravamo compagni di banco alla scuola di fumetti da due anni, da uno giocavamo a “migliori amici” e “Cecco mi tocca”, ma solo da un mese uscivamo insieme (mi veniva a prendere in auto da Empoli fino a Reggello, mi portava al cinema a Firenze, poi mi riaccompagnava a Reggello ed infine tornava a Empoli, quattro ore di guida per due ore di film, a me pareva una follia, ma lui sembrava contento, mal vorsuto...).
Era chiaro all’intero universo quanto fossimo cotti, ma lui cincischiava, non si decideva, voleva farla sembrare una cosa poco importante, così la sera precedente quel primo bacio gliel’avevo negato, non la volevo una storia come tutte le altre, io volevo il fiocchetto rosso.
Da quella sera, dalla mattina seguente, ho avuto il mio fiocchetto e me lo tengo stretto. Theo è proprio giusto per me, è la chiave della mia felicità. Abbiamo condiviso tutto, era con me quando è venuto al mondo il nostro splendido Re, era con me quando la nostra sfortunata principessa l’ha lasciato, è con me ogni giorno a prendermi in giro e a condividere le stupidaggini e le cose serie di questa bellissima vita.
Gli scienziati sostengono che non esista l’amore, che quello che proviamo sia solo uno squilibrio di serotonina. Un filosofo, non ricordo bene quale, mi pare fosse tedesco, era della stessa idea, diceva che l’unico sentimento possibile per l’essere umano è l’invidia. E’ l’invidia che muove l’umanità verso le scoperte, le guerre ed il progresso. E va bene, allora io sono una persona senza sentimenti, perché non invidio proprio nessuno. Me ne sto tranquilla nella mia caverna come una qualsiasi donna preistorica, abbacinata dagli istinti primordiali, dall’attaccamento verso il mio cucciolo e verso il mio compagno (entrambi inevitabili a garantire una prosecuzione della specie). Me ne sto qui ad intrecciare giunchi con un sorriso ebete, a sollazzarmi nella mia illusione di felicità, senza inventare nulla e senza contribuire ad alcun progresso. Finché dura.
Tra qualche mese, o qualche anno, Theo potrebbe anche incontrare una bella ragazza capace di farlo sentire di nuovo un aitante conquistatore, mollare la gallina vecchia per la nuova, può succedere, io che ne so, non sono mica veggente, nessuno lo è, nemmeno quei gufi dei Maia.
Potrebbe, ma anche no, e fino a prova contraria continuerò a sentirmi il fiocchetto rosso e a festeggiare il Natale con due giorni di anticipo.

lalla

P.S. Theo si arrabbierà molto per questo post, non vorrebbe mai che parlassi di lui, ma è inutile che faccia finta di odiare il romanticismo e pure il Natale, io so che anche lui vive sereno nella nostra caverna, che come me pende dalle labbra del nostro piccolo Re e si lascia illudere dalla serotonina, lo so ed è soprattutto questa consapevolezza a rendermi felice.

mercoledì 19 dicembre 2012

percorso netto

Cerco di essere una buona mamma, spero di essere una brava insegnante, so di essere una pessima sportiva. Ma soprattutto c'è una cosa che sono stata, che sono, e che, volente o nolente, sarò per sempre: una schifosissima secchiona.
Non ho mai preso un'insufficienza al liceo, non sono mai bocciata ad un esame universitario, nè ad alcuna selezione, piazzandomi sempre, inesorabilmente, nei primi posti ed ottenendo sempre, inesorabilmente, il massimo dei voti. Ogni volta, negli anni, ho giustamente attirato su di me una buona dose di antipatia e invidia. Questa volta non è stata l'eccezione che conferma la regola, quando il tecnico ha letto il mio rilustato, ho riconosciuto perfettamente lo sguardo dell'intero gruppo dietro di me, che non ha superato la prova, quello sguardo che dice "se avessi un coltellino svizzero la sgozzerei".
Chi mi conosce pensava, sapeva, che sarei passata. Io stessa pensavo, sapevo, che sarei dovuta passare e proprio per questo temevo fortemente di non farcela. Ed è sempre stato questo a fare di me una secchiona, una terrificante paura di sbagliare. Non mi sono mai affidata al caso, il "speriamo che vada bene" non fa per me, non mi tuffo nel vuoto, mai, non me la sento. Per paura di far male alla fine esagero e strafaccio.

Questo risultato ai fini del concorso non serve a niente, la mia prova sarà valutata nello stesso modo di quelle superate sbagliando fino a 10 domande. Quando ho terminato il test ero consapevole di averlo superato, ero incerta solo su una risposta, poi è comparsa questa schermata e, un po' mi vergogno, ma ve lo confesso, mi ha fatto piacere. 
Negli ultimi giorni mi ero fatta tramortire dall'ansia, l'altro grande motore della mia vita insieme al senso del dovere. Da domenica sera non riuscivo più a dormire, avrei fatto un vero casino se fossi arrivata in quello stato davanti al quel malefico monitor di computer. Poi, ieri mattina, ho smesso di arrovellarmi il cervello e mi sono messa a disegnare per rilassarmi un po', mi sono resa conto che la questione mi era sfuggita di mano. Per quale motivo era diventato così importante passare? In fondo lo sappiamo tutti che poi arrivare nei primi 8 sarà pressappoco impossibile. E allora perchè ci tenevo così tanto?
Mi conosco piuttosto bene, so di avere anch'io le mie piccolezze.
La verità è che era diventata solo una questione d'orgoglio. Non riuscivo ad ammettere con me stessa la possibilità di essere giudicata "non all'altezza" da un cavolo di computer, che la mia logica si fosse arrugginita, che stessi invecchiando, cerebralmente parlando.
Tanto per capirsi, come quei quaranta/cinquantenni che si svegliano un giorno, sentono un dolorino alla schiena, nello specchio vedono troppe rughe o fanno fatica a portare una valigia, quindi presi dal panico si mettono ad allenarsi tutti i giorni per correre una maratona e dimostrare agli altri, ma soprattutto a se stessi, di essere ancora giovani.
Gli anni stanno passando anche per me, come ho già detto sono una pessima sportiva quindi l'opzione maratona era inattuabile, diciamo che ho deciso di gareggiare in un campo dove avrei potuto dimostrare agli altri, ma soprattutto a me stessa, di potercela ancora fare.
Maratone, sportive o cerebrali che siano, sono chiaramente del tutto inutili, tanta fatica sprecata, niente può cambiare la realtà: che io sto effettivamente invecchiando e che con il mio tanto osannato cervellino non sono mai riuscita a combinare granchè.
Ricapitoliamo: questo risultato non conta niente ai fini concorsuali, nè cambia niente su quali siano i miei affettivi meriti o demeriti... 
vabbè, per lo meno non mi rovinerà il Natale!

lalla

mercoledì 5 dicembre 2012

mi impegno anima e corpo in attività stupide

Non sono molto reperibile in questo periodo perchè mi sto impegnando anima e corpo in una delle mie solite attività stupide.
Intendendo per "attività stupida" qualcosa che richiede un impegno enorme, che si mangia ore, giorni e perfino mesi della tua vita e che con grandissima probabilità non ti porterà mai a nulla.
E' la storia della mia vita.
Mesi (anni?) a dipingere, sperando di poter trasformare questa inutilissima dote in un lavoro, oppure anche solo a far finta di avere qualcosa da dire, quando in realtà io con la pittura non voglio dire proprio niente di niente a nessuno e se ne sono accorti tutti fin troppo bene...
mesi e mesi a scrivere la sceneggiatura de "il volo di Emma" e a preparare 10 tavole di prova per sentirmi dire che il mio non è un soggetto "di un benchè minimo interesse commerciale", che disegno bene e che un giorno, chissà quando, forse mi daranno una prova da fare...
mesi e mesi a scrivere il racconto de "il Re dei Sugolini" divertendomi e pensando, in quei momenti, che stavo facendo qualcosa di bello ed importante, che un giorno magari avrei potuto perfino illustrarlo, per poi capire, dopo averlo fatto leggere a pochi e clementissimi parenti, che scrivo in modo dimosogeneo e che quello che scrivo altro non è che un diario delle mie emozioni, che non potrebbe mai interessare nessuno tranne me...
e adesso, mesi e mesi a cercare di avvicinarmi all'inglese il più secchionescamente possibile, facendo esercizi su esercizi, illudendomi persino di essere diventata bravina, per poi scoprire, la settimana scorsa, una volta usciti i test preselettivi del concorsone, che il mio è un livello B1, tragicamente lontano dal B2/C1 richiesto...
eppure mi sono messa sotto sul serio, tutte le ore e tutti i minuti che posso dedicare a preparare quel dannato quiz li sto sfruttando fino in fondo. Sono un mulo e non mi fermerò fino al 18 dicembre, quando, alle ore 15.00, dovrò sedermi davanti a uno schermo e dimostrare in 50' allo stato italiano di non essere deficiente (anche se effettivamente lo sono: deficito sia in inglese, sia nelle competenze digitali, sia nella quantità di sangue freddo). Non sono bocciata in nessuna delle simulazioni che ho svolto, la logica mi aiuta parecchio, ma sono pronta a bocciare nell'unica che conta, quella che mi permetterebbe di accedere al concorsone...
e se passassi? Sarebbe comunque inutile, ecco perchè, fondamentalmente, si tratta dell'ennesima attività stupida.
Una volta superata la preselezione (consideriamolo possibile, stasera voglio accedere in ottimismo), dovrei sostenere a inizio anno due scritti inerenti alla mia materia e guadagnare ottimi voti (consideriamo possibile pure questo, un po' di fortuna ci sta), quindi ammaliare la commissione a primavera facendo una lezione (ok, se, dopo 9 anni di insegnamento e un'innata propensione all'esibizionismo e al teatro, non riesco a fare quella è bene che mi dia all'ippica) ed infine sostenere una conversazione in inglese di circa 15' (e qui, ottimismo a parte, almeno che non mi rapiscano gli alieni prima del colloquio, mi sembra assai improbabile fare una figura decente)... se, alla fin dei salmi, sfoderando tutte le armi a mia disposizione, anche le più vili,  riuscissi a piazzarmi nei primi 8 (questo è il numero di posti in Toscana per la mia classe di concorso) avrei miracolosamente diritto ad accettare (non a scegliere) una sede in Toscana offertamisi nei prossimi 3 anni...
Prospetto scenari di tregenda:
1) boccio il 18, o a uno degli step seguenti, rimango precaria a vita e pace all'anima mia.
2) supero tutte le prove brillantemente e mi piazzo al 9° posto, che sarebbe come dire: "arrivederci e grazie".
3) supero tutte le prove brillantemente ed entro nell'olimpo dei primi 8!!! Che faccio quando, tra due anni, mi offrono un posto a Massa Carrara?
Condiderando altamente probabile la prima e pochissimissimo probabili le altre due, penso che me ne andrò a letto piuttosto serena...

lalla

martedì 30 ottobre 2012

Giulietta e altre cose belle

Oggi alla simulazione del test di preselezione per il concorsone sono passata, evviva! Ieri ero bocciata...
mi sembra leggermente un terno al lotto, è meglio che ci pensi poco altrimenti perdo la testa.
Ed in effetti non lo faccio, quasi mai, penso solo positivo.
Per esempio, che a scuola va tutto bene. Per la prima volta ho due classi che avevo lo scorso anno! Peccato che abbia solo quelle due. Peccato che se passano certe riforme proposte dal governo, dal prossimo anno non avrò più neanche quelle...
no, no, no: ho detto solo pensieri positivi!
Quando la mia sveglia suona all'alba, mi alzo, mi preparo in fretta e poi guido per 45' col sorriso sulle labbra pensando a dove sto andando, alle tante cose di cui voglio parlargli, non vedo l'ora di arrivare, di salutarli, di cominciare il racconto...
il mio lavoro, lo so, è il più bello ed importante del mondo.
Ed il mondo è pieno di cose belle a cui pensare.
Per esempio, alla piccola Giulietta, il cui sguardo pungente sbuca a sorpresa da sotto ciuffi di morbidi ed eterei capelli castani. E' uno sguardo vivo e furbo, è lo sguardo di chi la sa lunga, è lo stesso sguardo che mi lanciò dalla cullina vitrea dell'ospedale quando ci incontrammo la prima volta, dopo solo un'oretta che era venuta a stare sulla terra. Quegli incredibili occhi scuri, così simili a quelli della sua grande mamma, hanno il pepe dentro e la rendono irresistibile.

lalla
Giulietta, matite colorate su carta cotone 20x30 cm.

mercoledì 17 ottobre 2012

sentirsi bene

Lo so che fuori piove un giorno sì, uno no, e un altro sì,
lo so che le analisi del fegato stavolta hanno detto picche (ma io me l'aspettavo dopo una cena dall'indiano che mi fatto letteralmente vedere i sorci verdi),
lo so che non ho il fisico da pin-up (e non ce l'ho mai avuto),
lo so che non sono bionda col naso all'insù e che non indosso i tacchi con questa nonchalance,
lo so che se me ne andassi davvero in giro per le strade gnuda e cruda le forze dell'ordine probabilmente non comprenderebbero il mio stato d'animo e opterebbero per l'arresto,
ma che volete che vi dica,
io in questi giorni mi sento così,
ed è un bel sentirsi!
lalla


"Pin up", china, matite colorate e acquerello su carta, 30x40c.

sabato 6 ottobre 2012

Enrico, come nel Rinascimento

Oggi sono rimbalzata alla mia seconda convocazione scolastica, quindi per adesso sono ancora ufficialmente disoccupata. Non me la prendo troppo, anzi sono già pronta a rimbalzare col sorriso anche alla mia prossima chiamata di lunedì. Intanto sto facendo carte false per cercare di tornare nelle mie due classi dell'anno scorso a Campi Bisenzio. Due giorni in sù e in giù in auto per fare 4 ore di lezione alla settimana, economicamente sarebbe un suicidio, ma so che, se potrò farlo, lo farò. Sento già i brividini per la schiena al pensiero di poter afferrare, per la prima volta, la continuità didattica...
e adesso smettiamola di gufarci e passiamo ad altro, ieri sera ho consegnato un ritratto su commissione (non vale la pena esaltarsi troppo dato che il committente era mia sorella!). Però un po' di merito me lo prendo, perchè era un ritratto particolarmente difficile: avrebbe dovuto unirsi a quello di Chiara del 2009 per crare un dittico e andava fatto in segreto (quindi senza poter far posare il soggetto). 
Ora, io di solito lavoro così: convinco la cavia a passare con me un'oretta, io e lei da sole, quasi sempre tra una chiacchera e l'altra la faccio denudare, la avvicino, le giro intorno, la guardo, scelgo pose e luci, la fotografo. E' qualcosa di molto intimo, fondamentale per permettermi di scoprire tutte le sue peculiarità, non solo fisiche, ma psicologiche. Dopodichè la mia documentazione fotografica è tanto ricca, personale e approfondita da permettermi di dipingere in santa pace.
Non potendo lavorare come al solito, ho provato a lavorare come facevano i pittori del Rinascimento: fare una sintesi ed idealizzare. Con Enrico è stato possibile perchè è una persona che conosco da dieci anni. Ho fatto un disegno preparatorio molto dettagliato creando dal niente una posa, un chiaroscuro e un'espressione, cercando con tutte le mie forze di distillare "Enrico" da quella misera documentazione di cui disponevo (fotacce col flash e il sorrisone scattate ai compleanni o al mare, col sole negli occhi e i contrasti cromatcici bruciati).
E' stato rischioso, è stato bello. 
Ciò che ne risulta è sicuramente meno aderente al vero di come sarebbe stato se avessi avuto una foto, ma è in fondo più sincero: è ciò che davvero penso di lui, come lo vede la mia testa e non come lo vedono i miei occhi (o peggio ancora l'obiettivo della mia Canon).
E messo accanto a Chiara a per mio funziona. 
Lei è una maestosa valchiria, piena di fuoco, lui un filosofo meditabondo, più silenzioso e mite, ma non meno forte, alla fine, dei due, è lei che guarda a lui.
lalla

 
"Chiara ed Enrico", olio su masonite

venerdì 28 settembre 2012

il Re ha 7 anni

Ho pochi minuti,
poi vado ad anglosassonarmi un po'... 
solo il tempo di mettere su questo. Tanto per ricordare che l'estate non è stata bella solo perchè era vacanza/caldo/mare/gioia/spensieratezza, ma anche perchè il 29 luglio abbiamo festeggiato il 7° compleanno del piccolo Elia.
Auguri!
lalla
 

















"Elia, 7 anni", matite colorate su carta, 33x30 cm.

sabato 22 settembre 2012

noi disegnatori venderemo cara la pelle

Ieri mi sono davvero spaventata.
Mi è capitato di rileggere il post di settembre dell'anno scorso: era identico a quello che ho scritto una settimana fa.
Io odio le situazioni di stallo, sono le peggiori.
Nove anni che lavoro nella scuola, nove anni che vivo nell'incertezza, non tanto dell'immediato, quanto del futuro. Il numero di studenti per classe sale, i posti per gli insegnanti scendono. 
I tagli al bilancio stanno sventrando la scuola, ma poco importa. Perchè in Italia, il paese dell'ingegno, della storia e della cultura, se insegni sei univocamente considerato uno scansafatiche, uno che ruba lo stipendio senza lavorare.
La mia classe di concorso ("Disegno e Storia dell'Arte") viene lentamente cancellata, tolta dai vari licei, rimane adesso solo allo scientifico. Che cos'ha l'attuale Ministro dell'Istruzione in comune con tutti i suoi predecessori? Odia la Storia dell'Arte e soprattutto il Disegno. Perchè in Italia, il paese del bello, dell'arte e del gusto, se disegni sei univocamente considerato uno strambo, un'artista squilibrato ed inaffidabile (non è un caso che Theo lavori per la Francia).
E siccome i governi (schifosi, corrotti o semplicemente flosci che siano) sono lo specchio della società che li elegge, fanno bene i vari ministri a tentare di cancellarci tutti, lavorativamente parlando, intendo.
E soprattutto me, che sono piena di tanti buoni propositi, ma inadeguata, ansiosa, poco moderna, un po' dislessica, non abbastanza europea (io che mastico poco l'Inglese e l'Informatica).  Ieri ho fatto questa simulazione gratuita del test di preselezione al concorsone.

Il "NON AMMESSO" in rosso significa "BOCCIATO", per chi non fosse dell'era politicamente corretta.
A Dicembre mi toccherà vedere come andrà quello vero, ma ancora non m'arrendo, sarò anche antiquata, ma almeno vendo cara la pelle.
 
Intanto studio Inglese e ogni tanto mi faccio anche un giro sull'Isola dei Sugolini (il libretto che ho scritto è al vaglio di alcune persone fidate pronte a stroncarmi).
Questo è un primo esperimento di illutrazione, non è proprio come doveva essere, fatico a tirare fuori uno stile personale e accattivante, rimango sempre me stessa (anch'io un po' floscia come il governo).
Però non è neanche così male: somiglia un po' ad un capoverso miniato, i due bimbi si divertono e, per chi non l'avesse capito: io adoro l'azzurro!

lalla

mercoledì 12 settembre 2012

settembre

Settembre.
Ed ecco che, puntuale come le bollette del gas, arriva un filo di depressione stagionale.
Come potrebbe non essere così?
Prima cosa: è già passato un mese dal nostro rientro a casa, io adoro viaggiare e quell'effimero senso di conforto per essere tornata al sicuro nella "cuccia" è come al solito durato non più di un'oretta (dopo di che, rendendomi conto dell'inevitabile fine delle vacanze, avrei voluto scappare via urlando).
Seconda cosa: le giornate si occorciano inesorabilmente e comincia ad essere umidiccio e anche un po' freddino (che nostalgia  gli estivi 38° alle sei di sera e la siccità).
Terza cosa: mi scoloro, ho di nuovo la mia solita faccia verde oliva del cavolo invece di quel bel visino cioccolato che mi regala una settimana di mare.
Quarta cosa: il mio lavoro è sempre più incerto, non si sa nulla di come, di quando, o di se, insegnerò...
eppure, nonostante le moleplici storture da associare a questo mese oggettivamente pessimo, io quest'anno me la cavo proprio bene. La depressione sopracitata si riduce ad un lievissimo retrogusto di malinconia.
Probabilmente mi aiutano un po' di progetti da portare avanti, in attesa di un impiego e con Elia occupato a scuola, ho finalmente il tempo per seguirli.
Primo: sto studiando inglese (sono alla unit six del mio fantastico libro), ci sto provando davvero, un po' è frustrante, un po' è anche divertente.
Secondo: ho un ritratto da fare, una commissione difficilissima, ma non vedo l'ora, evviva!!!
Terzo: a fine settembre esce il bando del nuovo concorsone della scuola, sarà la prima volta per me, che emozione! A ben pensarci non è che sia poi questa occasione pazzesca, nella mia materia ci saranno, se ci saranno, 3 posti in tutta la regione Toscana e 1000 disperati a litigarseli. Oltretutto esiste anche l'eventualità di umiliarmi a Novembre bocciando i test attitudinali...
No, adesso non voglio pensare nè al concorsone, nè tantomeno a Novembre, un mese deprimente alla volta!  Prima digeriamo Settembre, poi Ottobre, poi Novembre, infine Dicembre e poi saremo finalmente fuori dall'autunno, che è il mio vero tallone d'Achille!
E a ben vedere nel mezzo all'autunno ci sono un sacco di belle ricorrenze, Natale e compleanni vari. Ma sì, mi sento ottimista, saprò riempire con attività ed invenzioni anche quelle seratacce piovose di Novembre con il buio pesto che ti aggresce alle 16.30...
ottimista, ma non scema: continuo a preferire quelle splendide serate di Luglio, dopo che hai corso e sudato mezzo nudo per l'intera e lunghissima giornata, quando finalmente alle 21.00 il cielo si tinge di rosa, la temperatura molla giusto quei 2-3 gradi e ti senti in paradiso!

lalla

martedì 26 giugno 2012

voglia di vacanze e di eritema

Volevo fare tutto per benino: ho comprato il libro per prendere la patente europea del computer, ho programmato di sfruttare questi 2 mesi per provare ad imparare qualche parola di inglese (per l'ennesima volta), ho procurato anche i libri per i compiti estivi ad Elia... tanti buoni propositi, ma la verità che nessuno dei due ha più voglia di fare niente.
Abbiamo solo voglia di vacanze (ce l'avrebbe anche quel pover'uomo di Theo, ma lui è un "libero professionista", orribile definizione che significa che per portare a casa la pagnotta deve lavorare parecchio e bene, anche quando altri possono permettersi di cazzeggiare). 
Va detto che Elia le vacanze se le è meritate proprio tutte (io forse no, ma mi accodo volentieri), a scuola la sua originalità e la sua mente così stravagante sono state molto apprezzate. Ha ottenuto lodi e voti stratosferici e qualche rimbrotto perchè perde troppo tempo con la testa tra le nuvole... loro non sanno che il Re ogni tanto ha bisogno dei suoi momenti da dedicare al proprio regno sull'isola dei Sugolini.
E quindi: vacanza, vacanza, vacanza!
Siamo già stati a Strasburgo due week-end fa, invitati dall'organizzazione del festival di BD, il babbo a lavorare, noi due a fare gli ospiti bighellonanti. Ci siamo divertiti tutti moltissimo, il clima era primaverile e la città bellissima (case medioevali, cattedrale (che è piaciuta molto ai più grandi), canali con chiuse, battello, museo con kandinskij (che è piaciuto molto a me) ed un "uomo di cacca" (che è piaciuto molto ad Elia), tram, parlamento europeo, parco con mini-zoo e barchette a remi sul lagnetto (che sono piaciute ad entrambi i bighelloni).
Sabato e domenica abbiamo fatto la prima puntatina al mare.
Che poi le vacanze non sono mai rose e fiori come te le immagini (prima) mentre le organizzi o come te le ricordi (dopo) riguardando splendide foto. Durante, fai una fatica bestia.
Soprattutto al mare: ogni giorno preparare borsoni carichi di provviste e suppellettili è uno sfinimento, una volta raggiunta la spiaggia la macchina dovresti mettertela in testa, nel pomeriggio ritornare ai parcheggi lontanissimi sotto il sole carichi come muli è una vera ritirata di Russia, alla fine, crema o no, ci piglia sempre l'eritema (orribile sventura pizzicante che inaugura la stagione estiva regalandoti almeno 3 giorni di martirio in cui ti scorticheresti la pelle a morsi, soprattutto Theo è una vittima sacrificale).
Eppure ci garba lo stesso.
Guardate questa foto del piccolo Re alle spiagge bianche di Rosignano, sembra un cartellone pubblicitario, sapeste come rideva schizzandosi con Theo, saltando i cavalloni o tentando per la prima volta il bagher, soda inquinante ed eritema compresi, com'è possibile che non ne sia valsa la pena?

lalla
















 P.S. Ripartiremo tra due giorni (girelloni, eh?) per un week-end a Venezia in occasione dei primi 10 anni di matrimonio di mammalalla e babbotheo (vecchiotti, eh?) e a fine luglio ci aspetta la Sardegna... chi si ferma è perduto!