domenica 24 aprile 2016

il mio corpo mi ricorda quelli che se ne vanno

Il babbo è morto di notte.
La mattina dopo mi sono passata la lingua sul canino destro e ho sentito tagliare, il dente si era scheggiato. Durante la notte devo aver digrignato il morso senza rendermene conto, per la tensione. Non l'avevo mai fatto prima. D’altronde, non mi ero mai trovata in una situazione come quella, prima.
Ogni tanto mi capita ancora, durante il giorno, di passarci la lingua, è una sensazione strana, un po' dolorosa e un po' dolce perché mi fa pensare a lui.


Qualche giorno fa mi sono tolta la fede.
Era arrivato il momento di farlo e l'ho fatto. Ma non è così facile, per 13 anni il mio dito si è adattato a quel cerchietto d'oro, ha convissuto con lui, ci è cresciuto intorno.
Molte volte, durante il giorno, mi capita sovrappensiero di cercare quel piccolo oggetto con l'altra mano, non trovarlo è una sensazione strana e per niente dolce, per adesso, fa solo male.
Quanto tempo ci metterà il mio dito ad apprezzare di non essere più costretto dentro a una dura gabbia di metallo, a capire che adesso potrà muoversi più liberamente senza quel peso?
Non lo so, è un dito sciocco e nostalgico.
Gli piaceva quella concavità, e, per quanto il metallo fosse freddo, a contatto con la pelle si riscaldava e insieme sembravano tutt'uno. Quel cerchio non gli era mai sembrato un gabbia, ma una comoda culla.
Perciò lo scuso, povero dito, perché anche lui non si era mai trovato in una situazione come questa, prima.


Ieri ho spedito la domanda di mobilità, ho fatto richiesta di tornare ad insegnare alle superiori. Sono stata indecisa fino alla fine.
Prima di tutto c'è lo spauracchio di finire nel "potenziamento" gettata in un corridoio e far da tappabuchi. Poi c'è da dire che Pratolino, dove lavoro, non è una scuola media, ma una piccola oasi in mezzo al bosco con colleghi gentilissimi e ragazzi tranquilli.
Stavo vacillando, poi però ho ascoltato il mio cervello, che è peggio del dente e del dito messi insieme, che mi sussurrava: "rinuncia, accontentati, non puoi farcela ora... quanti cambiamenti pensi di poter sopportare ancora?"
Innumerevoli! E io non mi accontenterò mai!
Prima o poi, magari tra anni, non mesi, il dolore passerà e, se c'è stata, resterà solo la dolcezza. Ti rassegnerai mio tenero corpo a lasciare andare quelli che se ne vanno.
Fai con calma, non avere fretta.
Io intanto vado avanti.


lalla

P.S. Anche il piccolo Re cambierà scuola a settembre, la 1° media lo aspetta, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo stretti la mano: "Partiamo per nuove avventure!".


Acquerello su carta cotone, 35x50 cm.
Durante la prima guerra mondiale nacque il movimento Dada, in sostanza l'arte tradizionale  e la cultura ufficiale non avevano più alcun senso visto che l'umanità era immersa in una tragedia del genere... diciamo che questa è la mia WW1, perciò oggi avevo solo voglia di giocare con i colori e che decidesse il caso.


lunedì 4 aprile 2016

la vita mi prende a schiaffi

La vita è bastarda, ma mi piace, ha una sua ironia.
Il 31 dicembre, a mezzanotte, mentre tutti brindavano e si facevano gli auguri, io ho pensato: "non sarà un anno semplice, questo è l'anno in cui dirò addio al babbo".
Sapevo che mi aspettava un bello schiaffo.

Ed ecco l'ironia, la vita ha pensato che un solo schiaffo non bastasse, forse si è messa in testa di abbattermi e, sinceramente, qualche giorno fa ho temuto che potesse farcela.
Mi sono sentita come un animale ferito in gabbia e senza via d'uscita, vedendo solo il baratro e la fine... senza più stima di me stessa, con la razionalità che vacillava e impossibilitata a fare tutto, perfino respirare con regolarità. Ho provato sensazioni tanto orrende da vergognarmi della persona che temevo di essere diventata. Il mio cervello ha iniziato a girare ininterrottamente alla disperata ricerca di una spiegazione e di una soluzione, ha continuato a farlo per 6 giorni e 6 notti.
Poi, ieri sera, ho capito: alcune volte la vita decide di incasinare tutto e cambiare direzione.
E, nonostante la direzione scelta sia di merda, non serve a niente chiedersi ossessivamente il perché, né tentare di trovarla, non esiste una soluzione.
Attenzione, non si tratta di una remissiva resa, la vita si è fatta un'idea sbagliata su di me.
Ho intenzione di reagire, recuperando finalmente la mia dignità.
Se la situazione fa schifo, io mi rifiuto di fare altrettanto.
Adesso devo solo cercare di capire quale sia il modo giusto di comportarmi per interferire in questo casino in modo che faccia un po' meno schifo di così.

Posso farcela, un piccolo passo alla volta.

lalla


Questa sono io, ancora senza sonno, ma con la mia dignità.
P.S. ma non mi poteva prendere come a tutte le altre che smettono di mangiare e almeno diventano delle gnocche? Mi doveva prendere per forza che smettevo di dormire, che giova poco alle occhiaie e se mi provo a corregere i compiti ci vedo doppio?





lunedì 8 febbraio 2016

ciao babbo

Mi chiamo Ilaria, come la felicità, ma nessuno mi chiama così, per quasi tutti sono Lalla e, per le due persone più importanti, più semplicemente, mamma.
Il mio babbo si chiamava Giuseppe, come il babbo di Gesù, ma nessuno lo chiamava così, per alcuni era Beppe, per altri Beppino, per noi, più semplicemente, babbo.
Io non sono credente, la morte mi ha sempre spaventato, perché vuol dire "fine".
Però, c'è poco da fare: si nasce e si muore, è il cerchio della vita. Così, qualche volta mi è capitato di pensare a quando toccherà a me, sperando di morire nel sonno, senza preavviso.
La "morte dei giusti".

La malattia ha aggredito il babbo più di otto anni fa, in modo violento e spietato, da quel momento è stato chiaro per tutti dove s'andava a parare, addio "effetto sorpresa". I primi mesi sono stati uno shock, gli anni a seguire molto difficili non solo fisicamente, ma psicologicamente. Però la sua vicenda mi ha fatto ricredere, esiste una morte ancora migliore di quella dei giusti.
La nostra famiglia, in questi lunghi otto anni, lo ha sopportato nei momenti di rabbia e sconforto, lo ha coinvolto in quelli di gioia, lo ha accompagnato in quelli di pseudo-normalità e infine lo ha circondato e coccolato negli ultimi difficili mesi, giorni, ore, fino all'ultimo respiro.
Saranno due anni che il babbo mi aveva messo in mano due dvd: "Cocchina, quando puoi, perché lo so che hai un sacco da fare, ma quando hai un po' di tempo, per favore rimontami il nostro filmino del matrimonio girato in super-8, il fotografo è riuscito a metterlo qua sopra, ma ci sono parti nere dove non si vede nulla e poi è tutto muto, mettici te una bella musica".
Sono due anni che rimando, ma il mese scorso mi sono resa conto che non c'era più tempo. Ho cominciato a lavorarci in segreto, impegnandomi al massimo e lui mi metteva sempre più fretta, peggiorando vertiginosamente.
In principio rivedere lui e la mamma giovani, felici e pieni di speranza mi ha commosso terribilmente, le riprese del viaggio di nozze terminavano con un foglietto che il babbo aveva incastrato in mezzo a quattro matriosche e su cui aveva scritto: "e vissero felici e contenti...".
E poi la sorpresa: il filmino non finiva, c'era ancora poco girato con la nascita di Silvia, lui che la coccola, il primo saluto con la manina, la mamma che le fa il vola-vola, i primi passi e la prima estate al mare... allora ho capito: quelle matriosche siamo noi e quel foglietto diceva il vero, tutte le speranze di quel ragazzo euforico, appena tornato dalla luna di miele, si sono avverate.
Ho cominciato ad aggiungere musica e foto, a scannerizzare, così c'è anche Guido e poi io e Chiara, e poi le lauree, e i matrimoni, i Natali, i nipotini... tutta una vita. Volevo che sapesse, anche se nessuno di noi poteva dirglielo apertamente, che aveva costruito la vita che sperava e che lo stavamo salutando, e ringraziando, tutti insieme. E' stato difficile e avevo paura, di non fare in tempo o che l'emozione fosse troppa, per lui e per tutti noi. Ho finito appena in tempo, venerdì sera, sabato sono andata a San Giovenale. Il babbo ha voluto fortemente che, come tutti gli anni, ci riunissimo per pranzare domenica e festeggiare il compleanno di Silvia e il suo. La situazione sembrava ormai insostenibile, ma in qualche modo ce l'abbiamo fatta.
Guido l'ha portato in braccio fino in poltrona e lui ha resistito otto ore seduto insieme a noi, abbiamo fatto tutte le cose che gli piacevano: abbiamo mangiato, fatto qualche battuta, visto la partita, giocato a carte, abbiamo anche visto il filmino e ci siamo commossi, tutti.
Martedì ha compiuto 73 anni, ma il tempo di festeggiare era finito.
E' stato difficile vederlo morire, non dimenticherò mai quelle ultime ore e quei respiri profondi. Ma per fortuna quei ricordi sono solo nostri, lui stava già dormendo grazie all'aiuto dei medicinali e di Silvia, che faceva da infermiera. Se n'è andato nel suo letto, circondato dalla sua famiglia. Una morte dolce e dignitosa, la migliore possibile.
Adesso ne sono convinta più che mai, la chiave è vivere una bella vita e guadagnarsi così una bella morte.

Poi, il tempo si è fermato, si è compresso e infine si è dilatato, lasciando tutti noi in uno strano limbo di tristezza e amore. Abbiamo raccolto le poche forze e i pensieri, sempre più confusi dall'assenza di sonno, cercando di fare tutto come avrebbe voluto lui. Ci sono un sacco di cose da fare quando muori, più o meno come quando ti sposi: scegliere un abito e chiamare un esperto che ti aiuti ad indossarlo e ti renda attraente, scrivere un "invito" alle persone care e scegliere la location dove accoglierle, i fiori, la musica... infine, cercare le parole giuste per rendere la cerimonia un po' più personale.
Ognuno si è dato da fare, sapevo che dire quelle parole, a nome di tutti noi, spettava a me, ma avevo paura di essere fraintesa, che non fossero quelle giuste o che non sarei stata capace di dominare l'emozione. Così, ho rimandato fino alla fine, come per il filmino. Poi, la notte tra venerdì e sabato, ho capito che non c'era più tempo e ho scritto una paginetta. Sabato, al funerale, un fiume di persone è entrato a inondare la Pieve di Cascia, cavolo, come mi è dispiaciuto non essere credente: sarebbe stato così carino poterselo immaginare appollaiato su una nuvoletta con la sua barba, lì a godersi lo spettacolo. Centinaia di persone hanno salutato il babbo, ognuno a suo modo e rivestendo il proprio ruolo.
Quello del narratore è sempre stato il mio, così, a fine cerimonia, in qualche modo, anche io sono riuscita a leggere a tutti, e per tutti, quella paginetta.
L'ho fatto perché era giusto, come anche scrivere questo oggi, perché lui è stato sempre il mio lettore n°1.
Ieri siamo tornati ancora a pranzo a San Giovenale, a festeggiare il compleanno di Lucia e a guardare di nuovo insieme il filmino della nostra vita.
E stanotte ho finalmente dormito di nuovo perché so che adesso siamo in pace, tutti.

lalla

P.S. questa di seguito è "la paginetta". Sono convinta che il babbo non se ne stesse appollaiato su una nuvoletta sabato e quindi non abbia potuto ascoltare mentre la leggevo. Sono altrettanto convinta che l'abbia potuta leggere nei nostri occhi ogni giorno della sua vita.

lunedì 4 gennaio 2016

mi piace il blu

Non aggiorno il blog da più di un mese, eppure avevo tanta voglia di scrivere, e ho scritto molto infatti, mentre guidavo, mentre facevo la doccia, mentre cucinavo, mentre cullavo Matilde malata, mentre cercavo di prendere sonno in una barella del pronto soccorso... 
varie cause di forza maggiore mi hanno impedito di cavare i suddetti post dalla mia testa e digitarli su questa tastiera, sono riuscita solo a scrivere due letterine natalizie nel tradizionale metodo amanuense al mio Theo (che si arrabbia se parlo di lui sul blog) e ai miei genitori (che si meriterebbero molte più attenzioni da parte mia).
Un po' di quei post aleggiano ancora nella mia testa perciò forse non sarebbe una cattiva idea trascriverli qua sopra prima che la demenza senile se li porti via. Vedrò, se posso.
Intanto oggi credo di avere finito il quadro a cui ho lavorato più a lungo della mia vita, dal giorno del mio compleanno, un vero record!
Tanto di cappello ai pittori astratti, non è affatto un gioco da ragazzi creare un'armonia compositiva cromatica e formale senza ritrarre niente e senza voler raccontare niente. Solo forme e colore.
Ci vogliono tanto tempo e cura... come fare un puzzle di 10.000 pezzi senza la noia di fare un puzzle di 10.000 pezzi! 

Completando una nuova parte tutto l'equilibrio cambiava e mi ritrovavo a ridipingere a aggiustare di nuovo tutto il resto, un po' come la tela di Penelope: fare e disfare all'infinito.
E infatti credo che la sensazione che ho provato sia piuttosto simile a quella di eseguire un enorme lavoro a maglia o all'uncinetto, solo che io non so cucire niente più di un bottone (e male) quindi non posso dirvelo con certezza.
Si tratta solo di riuscire a staccare il cervello e lasciarsi guidare dall'istinto e dallo "spirituale" che, come Kandinskij ci insegna, vive nell'Arte, soprattutto in Musica e Pittura e, più nel dettaglio, innegabilmente, nel colore blu. E infatti è stato meraviglioso perdersi nel blu, che mi circondava, mi macchiava, mi inglobava... io adoro il blu!
Sembrava vivo e con una sua volontà.
Ogni volta che mi mettevo davanti al cavalletto, perché attirata da una tonalità da correggere, il quadro mi catturava per ore e ore e alla fine, quando impegni inderogabili mi obbligavano a staccarmi, era un tale dolore doverlo lasciare.

Non so se sono stata all'altezza, non sono una grande creativa, non lo sono mai stata.
Ho molto occhio, questo sì, so guardare le persone e capire come sono fatte, dentro e fuori, ma niente di più. Non so inventare niente che non sia reale.
Non importa, questo quadro è stato un buon amico, una terapia, una compagnia, quasi un amante.
Oggi lo lascio, consapevole che avrei potuto ritoccarlo e ridipingerlo ancora in eterno.

Grazie e addio.

lalla


"Mi piace il blu", olio su tela, 80x80 cm.

Con ammirazione, agli incommensurabili Vasilij Kandinskij, František Kupka e Pavel Filonov.

venerdì 23 ottobre 2015

metà del mio cervello ha quasi 40 anni e se li sente tutti

Per festeggiare il mio compleanno andiamo 3gg tutti a Praga a vedere "l'epopea slava" di Mucha e fare un giro in città. E' la prima volta che vado a Praga. E' la prima volta che prendo un giorno di congedo parentale per festeggiare il mio compleanno, ma essendo novembre un mese sfigatissimo per viaggiare gli aerei partono solo di sabato e martedì. Va anche detto che è la prima volta che compio quarant'anni. 
Per non perdere i Consigli di Classe ho anticipato di una settimana il viaggetto, ma non è male anche così: farà meno freddo e potrò sempre dire di esserci stata da trentenne!
E poi chissà, magari trovo anche il tempo di fare una festicciola proprio il giorno X...
La mia mamma mi ha detto: "Certo che i 40 danno una bella botta".
Ma dove?
Nella pancia no, per carità, se mi pigliano per sbaglio il fegato, che già sta messo maluccio, poi son casini seri.
Alla testa ci terrei, evitiamo.
Le gambe per ora son l'unica parte del corpo che si salva, lasciamo stare.
Il braccio destro no, via, sarebbe una cattiveria togliermi la possibilità di scarabocchiare.
L'altro braccio? Bo, forse... pensare che mi faccia male mi inquieta un po', mi fa venire in mente la fine del babbo di Superman.

Ma insomma 'sta botta non si potrebbe saltare e passare direttamente a candeline e regali?
Vabbè, in attesa che nel giro di 20gg mi mozzino il braccio sinistro ho deciso di ritrarre la mano sfortunata. In realtà si tratta di un piccolo esercizio che ho proposto ai miei ragazzi delle medie (servirebbe a risvegliare un po' la parte destra del cervello, quella creativa, che di solito sonnecchia e che solo i mancini hanno la fortuna di sollecitare con continuità). Non so quanto l'esperimento didattico sia riuscito, il più delle volte ha risvegliato la disperazione più che la creatività, così, per rabbonire i miei studenti, ho promesso di provarci anch'io.
La mano va guardata dal davanti con le dita congiunte in uno scorcio evidentemente scomodo e mi sono imposta un massimo di 15-20' per fare questo schizzo. Difficile, perchè ovviamente io sono destrorsa e quasi ufficialmente vecchia (è questione di un paio di settimane). Divertente, perchè mi ha fatto sorridere scoprire che la parte destra del mio cervello è più anchilosata della mia schiena!


lalla


La mia mano sinistra (disegnata con la parte destra del cervello).
Una mia studentessa di 13 anni ha fatto di meglio!

lunedì 5 ottobre 2015

Al liceo mi hanno dato buoni consigli, ma avevo troppa voglia di disegnare un tramonto.

Un'amica ha ottenuto il trasferimento come insegnate di Inglese al Liceo Artistico così mi sono ritrovata a pensare alla mia gioventù e, nonostante la mia carriera di secchiona emarginata, è stato un tenero pensiero.
Quella scuola, credetemi, era stata pensata solo per me. Non per gli scansafatiche che si trascinavano nei corridoi, non per gli artistoidi sbandati che fumavano nei bagni, non per le ragazze alla moda che ridacchiavano insieme, ma solo per me, che, nonostante la goletta di pizzo e i lampanti problemi relazionali, ero perfetta per starmene 20 ore davanti ad un cavalletto, nonchè le restanti 20 immersa nei libri. Che nostalgia di quelle giornate meravigliose!
I miei compagni, credo che la maggioranza mi abbia odiato sinceramente, altri non si sono accorti neppure che esistessi, qualcuno è stato gentile e paziente con il mio "stato" e ci siamo voluti bene.
Il corpo insegnante era piuttosto vario e pittoresco, insaporito da tanti casi umani, ma anche da persone serie e competenti. Era il caso del Prof. di St.Arte, molto preparato e fin troppo ingessato e monocorde (di cose me ne ha insegnate tante, non certo l'amore per l'Arte).
Quello di Matematica era molto ispirato e un po' depresso (parlavamo la stessa lingua e io lo adoravo, ma fu lui a sconsigliarmi la facoltà di Matematica, mi disse:" in te ci sono due nature altrettanto potenti, quella logica e razionale e quella vivace ed estrosa... so che ti perderesti volentieri tra libri di funzioni e derivate, ma sarebbe un peccato... non chiuderti in una biblioteca a studiare, esci, goditi i colori e la vita!" Io gli ho dato retta e ancora non ho capito se ho fatto bene, funzioni e derivate mi mancano molto).
Ho avuto due insegnanti di "figura"( una materia che adesso non so neppure se esista più), entrambi molto in gamba.  Il prof. del primo anno aveva una formazione d'altri tempi, era un tipo un po' scostante, ci dava del lei e probabilmente aveva più problemi relazionali di me (pensa se avesse fatto il matematico!), ma considerava il disegno una cosa serissima e mi ha insegnato le tecniche  (chiaroscuro, matite colorate e acquerelli), il suo successore era meno erudito, affrontava la pittura un po' più "a sentimento", comunque ha saputo darmi ottimi consigli. Ad esempio: "usa il nero il meno possibile, dipingi ombre colorate e tutto risulterà meno cupo e spento", "non ritrarre mai qualcuno che ride, avessi anche il talento di Raffaello, risulterà un ghigno aggressivo nel 99% dei casi", "non dipingere mai i tramonti, sono troppo belli, sono esagerati, per quanto tu possa cercare di essere oggettiva, risulteranno sempre terribilmente artefatti".
Questi e molti altri consigli, ed io, da brava allieva (secchiona), li seguo ancora come fossero dei dogmi. Di solito. Oggi però la tentazione di disegnare un tramonto è stata troppo forte.
Non è venuto bene. 
Pazienza, sprofondarci dentro è stato molto dolce.

lalla

"Matilde, 17 mesi", matite colorate su carta cotone

P.S. il mio tramonto ha ereditato dalla sua mamma il sopracciglio di Ancelotti,
ha i denti in ordine sparso e probabilmente un eccesso di gote... facezie, è comunque troppo bella per essere ritratta. Questo primo tentativo ha il solo pregio di avermi fatto divertire, il prossimo andrà meglio.

lunedì 20 luglio 2015

di nuovo all'avventura

Che meraviglia dipingere di nuovo. Alberto è un ottimo modello, così cerebrale, riflessivo, consapevole e allo stesso tempo intimorito della propria forza. Io non ho cambiato proprio nulla, ho solo cercato di cogliere il suo essere spontaneamente Luke.
Il quadro è finito, almeno credo.

Domani si parte, almeno spero.
Dopo un simpatico episodio di 6h al pronto soccorso per un fortissimo dolore lombare con blocco della gamba sinistra annesso, chiaro sintomo degli anni che passano, sono di nuovo in carreggiata e pronta all'avventura!
All'ospedale il dottore, che mi era parso un po' antipatichino fin dal principio, dopo avermi fatto bucherellare un po' ovunque, mi domanda:
"ma lei sposta pesi, ha fatto sforzi di recente? Perchè potrebbe essere qualcosa alla schiena..."
"Non saprei... prendo in collo mia figlia di 14 mesi..."
"ah, vabbè, quanto vuole che pesi a 14 mesi..."
"12 kg"
"Coosa? Allora s'è fatta uscire un'ernia, Signora, la sù figliola è cicciona! Non la pigli più in collo, per carità!"
Ciccione "ci sarà lui", e pure pelato. La mia piccola fata non è "cicciona", è grande, bella, morbidissima e sta mettendo sempre più denti e capelli (a differenza sua).
E comunque non m'è uscito proprio nulla, tanto è vero che sto già mooolto meglio. In verità, una volta fuggita dall'ospedale ho poi capito di cosa si trattasse: il giorno prima ero stata tutto il giorno alla piscina Costoli con i piccini, un caldo tipo Africa, l'acqua sembrava brodo, ero con un'amica, a pranzo hanno voluto tutti fermarsi nel bar che aveva l'aria condizionata a 1000 e io avevo il costume intero fradicio...
coglierei l'occasione per porre un quesito: "perchè nei vari esercizi commerciali di Firenze (Ovviesse in primis) tengono 23° in inverno (che ti tocca fare la sauna quando entri tutta inbacuccata perchè fuori ci sono 2°) e 23° in estate (che quando va bene ti pigli la bronchite, dato che fuori ci sono 42°). A me sembrano tutti grulli.Va bene che non ci sono più le mezze stagioni, ma almeno quelle intere... praticamente è possibile entrarci solo in autunno e primavera (quando, ahimè, non ci sono i saldi). 
Comunque, ora la gamba è ok, le valigie sono fatte al 90% e domani alle 9.30 salutiamo la mia sporca, afosa e meravigliosa città per una bella avventura "on the road" (sai che bello per la mia schiena?) verso Sud.
Andiamo a goderci gli strapiombi della Costiera Amalfitana in un appartamento abbarbicato alla roccia con terrazza a picco sul mare (sai che bello per le mie vertigini?) e, per la prima volta, il mare turchese e la piccantissima cucina Calabra (sai che bello per il mio fegato?) in un monolocale a 8 metri dal bagno asciuga. Poi ci aspettano varie tappe di rientro (alle grotte di Pertusa in Campania e quindi in Lazio, alla scoperta del giardino incantato di Ninfa, delle abbazie cistercensi e delle necropoli etrusche).
Mare, Arte, Cucina... non è mica poi così male il nostro paese!

E anche io, come agenzia turistica lastminute, non sono poi tanto male.
Ok, vado, ho ancora da impacchettare un po' di cose, e poi devo svegliare quei due ghiri... darò un bacio del buongiorno al dolce Re dei sugolini, la mia piccola fata mi farà un enorme sorriso e io, ovviamente, la prenderò in collo.


lalla




Eccoli a nanna. Quando dormono sono magici. Io non mi riposo tutto di fila da mesi, un po' sono i denti di Matilde e un po' è che se mi sveglio e la vedo lì accanto a me abbandonata come una fata, invece di riaddormentarmi sto lì beata a rimirarla. Cicciona?... Pfui!

venerdì 3 luglio 2015

sono in letargo fuori stagione

Ultimamente, non so perchè, giro all'80%.
Anzi, forse lo so perchè, però mi sta fatica ammetterlo... ho allentato la corda, sono di nuovo in sovrappeso così il fegato è un po' stanco, e anch'io.
Che vergogna ridursi il giorno prima ad organizzare il pre-compleanno del piccolo Re! E non aver fissato niente di niente per il viaggio estivo??? Mancano due settimane... praticamente 5'... che brutto ritrovarsi senza una meta!
Non è che non faccia proprio niente, per carità: prima di tutto sto con i bimbi, in secondo luogo porto infondo le solite faccende domestiche fatte male (cronicamente in ritardo su lavatrici e spesa), infilandoci alcuni eventi una tantum, tipo sostenere con soddisfazione il colloquio finale per confermare l'anno di prova e la mia assunzione (avevo scritto un mattone di circa 70 pagine, il Preside poverino l'ha letto e gli è pure piaciuto un sacco!). Una settimana prima ho valutato tutti i miei ragazzi, in duplice sessione (la prima volta scioperando) quindi ho impacchettato mezza casa in valigia per migrare in Costa Azzurra 6gg (Theo per lavoro, noi a zonzo). Ho perfino trovato il tempo per dare suggerimenti utili ai miei ex-alunni del liceo scientifico che affrontavano la maturità, ogni tanto pastrocchio col fimo...
eppure c'è qualcosa che non mi convince, mi manca la scintilla, l'energia.
Fegato a parte, penso di aver corso molto quest'anno e di aver sofferto molti sensi di colpa.
Ho spedito Matilde al nido a 6 mesi, l'ho condannata ad un anno di malattie sempre più lunghe e ravvicinate, per chiudere in primavera con la sequenza otite da ricovero ospedaliero, bronchite da antibiotici/cortisone e malattia sconosciuta con eruzione tipo morbillo/febbre/ghiandole ingrossate/diarrea (forse mononucleosi) e chi più ne ha più ne metta!
Per sollevarmi almeno dai sensi di colpa con i miei studenti, ho dato il massimo cercando di non fare assenze (ho preso solo 3gg di malattia del figlio perchè avevo la febbre anch'io, le altre volte l'ho lasciata con una bambinaia). L'ho abbandonata dolorante. Probabilmente è normale e lo fanno tutte le mamme che lavorano, però a me non è garbato per niente.
Adesso sono a casa con i miei piccoli, finalmente, e me li godo.
Il Re si annoia facilmente, così cerco di organizzargli dei diversivi culturalmente vari (dai bronzi dell'ellenismo, ai giochi d'acqua, ai filmoni con gli effetti speciali), invito i suoi amici o ciondoliamo verso un gelato. Matilde è marsupialmente attaccata a me, notte e giorno. La sa lunga, ma fa la gnorri, dice solo "tette" (che sarebbe Elia), per il resto si esprime a ultrasuoni come le sirene o pronuncia una roba tipo "cacca" che va bene per Mamma/Babbo/Acqua. Potrebbe continuare a chiamarci così in eterno, noi pendiamo tutti dalle sue labbra. Non sapete che gioia assistere ai suoi primi passi qualche giorno fa! La verità è che mi sono adagiata sui loro ritmi e ho perso interesse per tutta la parte organizzativa che di solito mi compete. Il dolce far niente, in squisita compagnia.
Bisogna che mi riprenda però, non possiamo languire tutta l'estate...
prima di tutto domani festona di 2gg con buffet, musica, giochi, bambini accampati per la notte, colazione e giochi d'acqua (i sopravvissuti li passeranno a ritirare domenica)!
E da lunedì, lastminute organizzativo per fare un bel viaggio.
Magari finisco anche il mio Luke che ho iniziato 4 mesi fa... segui la forza lalla, non sei solo una chioccia, mettiti a dieta e datti una mossa!

lalla 
 "Luke", particolare in lavorazione.

sabato 2 maggio 2015

tante grazie

Come forse si sarà capito, io non sono un tipo particolarmente religioso. Eppure c'è solo un modo per descrivere come mi sento, da un anno a questa parte, guardando crescere insieme i mie piccoli cuccioli: grata.
Non so bene a chi, però, grata.
E allora, onde evitare di essere scortese, è il momento di dire grazie:
Grazie al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo (che ho sempre pensato ci stesse tanto per far numero), alla Madonna (che, del gruppo, mi pare quella più ferrata sull'argomento "gravidanze e figli"), a tutti i Santi, i Martiri, i Beati, gli Angeli, gli Arcangeli e i Cherubini, immaginati e raccontati con amore e minuzia da tutti i pittori della storia dell'arte.

Grazie ad Allah e a Javè (anche se credo che più o meno siano il solito di sopra, ma tanto vale scialare).

Grazie a tutte le Divinità delle religioni politeiste, quelle indiane non le conosco tanto bene, però mi ricordo il simpatico elefantino Ganesh e l'antipatica Dea Kalì di Indiana Jones, quelle egizie con le teste di animali mi hanno sempre affascinato molto.
Grazie ad Afrodite (o Venere che dir si voglia), bionda, elegante e piena di grazia come l'ha immaginata Botticelli, a tutti gli Dei dell'Olimpo greci e romani... e mettiamoci pure Pollon, che a quest'ora sarà entrata nella schiera ufficiale.
Grazie a tutti gli Dei "sognati" da Ossian (e cioè tutti quelli imparentati con Odino presenti nel celebre dipinto di Ingres) e quindi infiliamoci anche i figli Thor, Loky e già che ci siamo, tutti gli Avengers!
E allora grazie a Stan Lee e a tutti gli Eroi Marvel (anche Spider Man, i Fantastici 4 e compagnia) e, per parcondicio, anche se mi stanno meno simpatici, grazie a tutti quelli DC Comics (Bat Man, Super Man e parentado).
Grazie ai Fantasmi, agli Spiriti degli antenati che ci proteggono, a quelli che ci parlano dall'aldilà attraverso tavolini traballanti o a quelli che rimangono intrappolati nei muri di casa come
Beetlejuice e vengono a tiraci i piedi, magari fossero tutti carini e romantici come Patrick Swayze.
E, nonostante mi costi parecchio, grazie anche ai Segni Zodiacali, alle congiunzioni astrali che potrebbero (assai improbabilmente) aver influenzato la nascita dei miei figli, alla Luna calante e crescente, e a questo punto anche alle Interiora degli animali e al Volo degli uccelli (come ci insegnavano Auruspici ed Auguri degli Etruschi).
Grazie alle seducenti Ninfe e Muse ispiratrici dei Romani e alle Fate dei boschi, dalle fragili ali di libellula come in "Fantasia", sono più probabilmente loro ad avermi portato in volo la mia piccola fata.
Grazie agli Spiriti della Natura della tradizione Giapponese, raccontati nei film visionari di Hayao Miyazaki (da "la Principessa Mononoke" ad "Arietty").
Grazie agli Gnomi (che si chiamino David o meno), agli Elfi, ai Troll di Bilbo Bagghins (quelli del libro), agli Orchi simpatici come Shrek e ai Puffi (soprattutto a quello vestito come Babbo Natale che mi sempra il più competente).
Già: grazie a Babbo Natale ... e alla Befana (che non se la fila mai nessuno e invece è la meglio: fa il lavoro tutta da sola, non indossa un costume ridicolo per far pubblicità a una bibita gassata e fa sorridere i bimbi in economia e senza bisogno dell'ordinazione), alla Fatina dei denti (o Topolino che sia), al Coniglietto Pasquale e al resto delle 5 leggende: a quello sabbioso dei sogni e a Jack Frost perchè io amo sognare e anche la neve!
Sì, grazie alla Neve, al Vento, al Sole, al Mare in tempesta, ai Vulcani in eruzione, perfino alle Alluvioni e ai Terremoti, che distruggono, uccidono e terrorizzano, ma anche ammaliano, grazie alla Terribile Bellezza della Natura descritta da Turner.
Grazie agli Alieni venuti dallo spazio, a quelli dolci e rinsecchiti come E.T., a quelli verdognoli, ironici e cattivissimi di "Mars Attacks", non si sa mai che mi abbiano rapito per fare esperimenti su di me.
Grazie alle Streghe, a quelle della fantasia, che volano sulle scope e creano pozioni d'amore e a quelle vere, che son bruciate sul rogo in onore della curiosità, della libertà di pensiero e della conoscenza.
Sì, grazie alla Filosofia (intesa come "amore per il sapere"), quindi alla Scienza, alla Medicina, al Progresso, anche loro hanno i propri martiri e di certo mi hanno aiutato tanto, tanto, tanto.
Grazie anche ai maghi (come ci insegna Herry Potter, anche loro possono volare sulle scope), soprattutto a quelli un po' straniti e geniali come il Merlino de "la spada nella Roccia".
Quindi grazie a Walt Disney, a tutto l'immaginario che ha creato e ai suoi eredi Pixar e Dreamworks (grazie al meraviglioso Sdentato di "How to train your Dragon" e al mitico "Kung fu Panda").
Grazie a tutti i protaginisti delle Favole di Esopo e a quelli delle Fiabe dei fratelli Grimm (tranne "le scarpette rosse" perchè quella che le mozzano i piedi non l'ho mai digerita). Ultimamente ho visto un adattamento cinematografico di Cenerentola (N.B.in inglese, per darmi un tono). Il film è belloccio, sognante e perfino profondo, mi sono ritrovata a pensare di avere alcuni punti in comune con la protaginista. Evidentemente, non la passione per le faccende domestiche, nè la chioma dorata, ma la morale del film, che le sussurra la madre in punto di morte, è quella che ha ispirato la mia vita: "have courage and to be kind".
Provate: pare che funzioni.
Grazie a tutto ciò che dovrebbe portar sfortuna (Gatti neri e Scale che incrociano la nostra via, Sale cascato in terra (che spreco), Pane al rovescio (che è antiestetico), 13 a tavola (chissenefrega)...) e alla Sfiga stessa, perchè con me ha avuto l'effetto contrario!
Grazie al Destino, a ciò che era scritto (da chi?), perchè era scritto bene!

Grazie ai nostri Avi, ai nostri Genitori, che ci hanno regalato un Corredo Gentico bomba, pericolosamente pronto a scoppiarci in faccia, ma anche formidabilmente vincente.
Grazie al Caso, che regola tutto, alla Vita, che è fatta di tanti eventi, a volte belli, a volte brutti, a volte molto brutti e anche un po' troppo in fila, così stranamente ripetuti da farti sospettare che si ripeteranno ancora, e ancora, per sempre... ma a volte splendidi e inaspettati, tanto splendidi e inaspettati da farti dire, ogni giorno, sinceramente... grazie.
E' passato un anno e ancora non passa dentro di me il senso di sorpresa e meraviglia.
E' come se stesse succedendo ancora ora, in ogni momento. Elia che la vede la prima volta, intrappolata in quella teca di vetro, trafitta da aghi e tubicini, la gioia e l'amore che riempiono i suoi occhi mentre esclama: "Mamma, è bellissima!". Da allora, sempre.
Grazie Elia, grazie Matilde.

Buon compleanno Piccola Fata.

lalla

venerdì 17 aprile 2015

sono cotta, meno male che ho i capelli

E tutti a lamentarsi che Matilde non mettesse i denti... ma che fretta c'era?
Lei deve aver intuito che probabilmente si trattava di una fregatura, così ha rimandato finchè ha potuto. Infine, a 10 mesi e mezzo ha iniziato a sbavare come una lumaca e a masticare qualsiasi cosa le arrivasse a tiro. Ed ecco il primo piccolo chicchino di riso (in alto a sinistra tipo Dracula) e addio alle belle notti di nanna!
Certo, è sempre una fata, perciò non piange, però è smaniosa, si lamenta, mi chiama, vuole abbracciarmi, agganciarsi ai miei capelli (proprio come faceva Elia), tenermi fisicamente vicina... ed è tutto molto dolce, ma io mi ritrovo ad alzarmi 4-5 volte per notte oppure nel lettone, con lei allacciata, improbabilmente addormentata in pose scomodissime, con metà del corpo anchilosato.
E' un mese che non dormo più. Ho un sonno tremendo. Perdo colpi: sembro una vecchia, dimentico gli appuntamenti, scambio i giorni, perdo la pazienza quando non dovrei e, forse perchè rallentata, non trovo 5' di tempo per fare nulla.
Il babbo è parecchio simpatico, ma quando i bimbi stanno male vogliono la mamma, 24 ore su 24. Ma io non ce le ho 24 ore! Devo andare a lavoro, correggere valanghe di compiti, frequentare i corsi pomeridiani del malefico "anno di prova", stare accanto ai miei ragazzi...
così, i primi a partire sono gli hobby.
Niente pittura (ho un quadro sul cavalletto da 2 mesi, l'avevo incautamente iniziato, ignara dei giorni a venire, mi si sono seccari i colori... argh!).
Niente scrittura (niente blog, magari per qualcuno è un sollievo).
Niente organizzazione del viaggio estivo (disastro totale).
Niente giardinaggio (quest'anno optiamo per un'allestimento stile giungla, senza potature o taglio dell'erba...).
Per farvi pena, potrei aggiungere: niente shopping o niente cura della casa, ma sarei proprio paraculo perchè non mi pare il vero!
Ecco, mi sono messa a scrivere perchè stava riposando, ma ha iniziato a mugolare, adesso sto cercando di digitare la tastiera con lei addormentata sul braccio destro, non lo sento più e mi si sta informicolando la gamba sinistra...
ok, lo so che nessuna persona al mondo è in una posizione migliore della mia!
Se sopravvivo senza andar dritta in un muro per un colpo di sonno, questo periodo passerà. Passerà, non tornerà più e sarà un gran peccato. Negli anni ho ripensato tante volte alle notti insonni passate con Elia. Che dolcezza infinita. E che orgoglio poter pensare di essere l'unica medicina capace di consolare il proprio bambino, solo con la mia vicinanza e con i miei capelli (che evidentemente sono più magici di quelli di Rapunzel!).
La vita è una gran fatica in ogni caso. Sono felice d'essere stanca per amore.

lalla


Theo ci ha fotografate col cellulare appena crollate durante una delle 3 notti passate nella bellissima Roma (perchè è vero che il viaggio estivo latita, ma ci sono in ponte un sacco di piccole fughe primaverili, che il potere dei capelli sia con noi!)

P.S. prima del prossimo ciclo lunare, vorrei aggiornare il blog con alcuni post che ho scritto durante questi mesi (nella mia testa) magari guidando o sotto la doccia, tempo ne ho poco, ma idee sceme che mi frullano nella mente parecchie, vediamo se ce la fo...