domenica 15 marzo 2026

il mal di testa

Il mal di testa mi sveglia all’alba. Io vorrei dormire, ma lui no e morde le mie tempie senza pietà. Sono stanca e mi viene da piangere. Per il sonno sottratto e perché ho fatto un incubo che non ricordo, ma che mi è rimasto addosso, vischioso, e mi intrappola come un pantano.
Mi sento ancora costretta. Tirata da lacci.
Il mal di testa mi opprime, stringe come una morsa.
Forse delle mani che mi strattonavano. Tanti che mi imprigionavano e mi smembravano. Ognuno che si prendeva un pezzo e mi beveva. Mi svuotava.
Dio quanto martella, mi sento soffocare.
Basta.
Mi trascino in bagno e ingerisco una Tachipirina, poi mi rannicchio di nuovo nel letto.
Non c’è bisogno di scomodare Freud per capire. In vita mia ho dato tanto e tutti se lo sono preso. Troppi se lo aspettano da me, ma stavolta rimarranno delusi perché io non ce la faccio più. A dare senza ricevere niente, non ce la faccio più. Ho provato a sfuggire al mio destino e a prendermi da sola ciò che desidero, le cure e le attenzioni di cui ho bisogno: non funziona lo stesso. Ogni volta, mi sembra di rubare qualcosa che non mi spetta. Chi vuoi prendere in giro, tu che sei nata per dare e non per ricevere?
I sensi di colpa mordono più di questa emicrania bastarda.
Non ce la faccio più. Mollate le mie tempie, per favore. Lasciatemi tutti in pace.
Sono stanca e voglio solo dormire.

lalla
Particolare da "autoritratto con sciarpa di seta", 2012.


Nessun commento:

Posta un commento