Non posso sapere il motivo perché le altre persone siano sui social, ma conosco bene il mio. Sicuramente non è un tentativo di imbroccare. E neppure di ottenere consigli psicologici o di vita in generale. Grazie di cuore, come se avessi accettato, ma in verità non mi interessa perché l'unico e solo motivo per cui sono in rete è pubblicizzare la mia scrittura e la mia pittura (volendo semplificare la questione: sono loro due il mio psicologo e mi ritengo soddisfatta delle cure).
Per questo ci tengo a tranquillizzare tutti: quando scrivo o dipingo di un argomento doloroso, non sempre lo sto vivendo. Certo, l'ho inconsciamente pensato e percepito (altrimenti non ne avrei scritto o dipinto), ma una volta tirato fuori, per quanto tormentoso, è già passato.
Quello che dipingo e scrivo sono effettivamente io, ma non lo sono mai interamente. Sono solo piccole schegge di me, ma ci sono tante altre parti, spesso più miti e relisienti, che mi compongono.
Ci sono parti più silenziose, che non pretendono con forza di uscire e creare, ma altrettanto importanti per andare avanti.
Non so se sono riuscita a spiegarmi, il fraintendimento è effettivamente una costante della mia vita. Il che è piuttosto ironico per una che scrive e dipinge (quindi cerca di analizzare, comprendere e spiegare) soprattutto sé stessa da quando ha imparato a tenere un lapis in mano.
E vabbè, ne sono consapevole, ma anche con questo ho fatto pace.
lalla


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