domenica 8 novembre 2009

cos'è la bellezza

Che cos'è la bellezza femminile?
Se l"Afrodite di Milo" o la "Nike di Samotracia", con le loro mutilazioni, sono belle, bellezza non sempre significa integrità e freschezza.
Se le turgide grassezze di Ingres sono belle, bellezza non significa un corpo atletico e sodo.
Se la Venere di Botticelli, con le sue spalle cadenti e i piedi oblunghi, o se i nudi di Modigliani, con i colli lunghissimi e i lineamenti taglienti, sono belli, bellezza non ha un solo canone di proporzioni.
In tutti questi esempi, bellezza è sicuramente armonia delle forme ed è soprattutto eleganza della linea.
Bellezza può albergare in un corpo segnato dal tempo come le statue dell'antichità?
Bellezza può nascondersi nelle rotondità adipose fino a toccare i cellulitici eccessi di Rubens?
Ho passato l'adolescenza a odiare ogni piccola diversità del mio corpo: avrei desiderato i riccioli (io che ho i capelli lisci come spaghetti), avrei voluto un seno piccolo, una vita sottile ed essere più alta di 10 cm. Com'ero bella da ragazza e non lo sapevo.
Ho passato la mia vita a dieta, cercando di arginare una spiccata golosità e un metabolismo troppo lento.
Tra 4 giorni compio 34 anni, ho i primi capelli bianchi, 10 chili di troppo e varie vicissitudini hanno segnato la mia pancia.
Il mio corpo è stanco e pieno di storia, in contuinuo declino, dalla nascita del Re dei Sugolini si è drasticamente allontanato da qualunque canone di bellezza tonica e plastificata.
Ma oggi posso vivere una vita che mi piace solo in virtù dell'ospitalità che mi offre.
Quindi finalmente ci faccio pace e gli dico grazie di avermi portato fin qui: sei bello così come sei!

lalla



"nuda", olio su tela, 30x60 cm.

lunedì 2 novembre 2009

sono una dilettante

Oggi un artista che stimo e che ho conosciuto tramite la rete ha perso un po' di tempo per me, per darmi dei consigli. Innanzi tutto è stato molto gentile, vede in me del talento e della passione, non so perchè, e questo mi fa sentire bene.
Poi
mi ha fatto riflettere su alcuni problemi che riguardano il mio lavoro.
Principalmente la drastica assenza di una "ricerca", "un filo conduttore", "un senso" ai soggetti che scelgo.

Rispondo in queste righe, come ho fatto direttamente con lui.
E' vero, non c'è che dire: la mia produzione nel suo insieme "non ha ne capo, ne coda".
Il fatto che io lavori senza "uno scopo" vero e proprio o " un messaggio da mandare" è proprio la caratteristica che da sempre mi differenzia da un vero artista.
E' per questo che mi considero solo una dilettante.

Non so cosa mi impedisca di caratterizzarmi.
Ho forse visto e conosciuto troppa arte?
Visito mostre, mi aggiorno, trascino la mia famiglia per musei anche in vacanza... la mia è una vera passione che sazia il mio desiderio di ricerca e comunicazione.
E' come se avessi ascoltato troppa musica e al momento di comporre una melodia personale, immancabilmente, mi entrasse sempre in testa un motivo conosciuto.
Insomma, quando dipingo finisco sempre per assomigliare a qualcuno che conosco.
Mi è sempre sembrato tanto difficile trovare una strada personale, al punto di fare "come la volpe con l'uva": decidere che in fondo non la vorrei e che non sarebbe giusto cercarla.
La mia pittura non è riconoscibile, non ho un vero e proprio stile.
Le uniche caratteristiche che, mi sembra, accomunino tra loro i miei dipinti sono:
- L'armonia d'insieme di forme, linea, colori.
- Le composizioni equilibrate.

- Prevale talvolta una certa eleganza liberty un po' orientaleggiante, forse in me connaturata perchè sono donna.
- L'attenzione per il soggetto e la perdita dello sfondo.
- L'uso del colore celeste/blu oltremare.
- La preferenza, come soggetti, per il corpo femminile, le nature morte, i ritratti.
- Tutti i quadri o le sculture sono dominati da un certo silenzio e immobilità.


Potrei smettere, dato che non c'è un vero senso in quello che faccio.

Ma fin da quando ero molto piccola, se non disegno, se non dipingo, ne sento la mancanza.
Quindi, mi sono rassegnata a vivere serenamente l'arte, come qualcosa che mi dia piacere mentre la faccio.

Ho smesso di pormi troppe domande.
Ogni tanto ricasco nella tentazione di "cercare un senso" ed escogito "serie" di dipinti che possano portare avanti una ricerca precisa...
ho sempre qualche progetto in mente, tutte le volte però le cose vanno così:
parto piena di entusiasmo col primo dipinto e mentre lo faccio soddisfo la mia idea, mi appago... a quel punto tutto il discorso perde per me interesse e sono attirata da nuove idee e soggetti.
Insomma "vado di palo in frasca"...
questo è un altro motivo per cui credo che non riuscirò a vendere mai.
Non so... c'è speranza?

Proverò a cambiarmi, a domare la mia incostanza.
Saluto Luigi Capizzi, se, anche grazie a lui, riuscirò a migliorarmi, a non essere solo una dilettante, il risultato sarà si queste pagine.

lalla


"nudo al centro", olio su masonite, 50x70 cm.


martedì 20 ottobre 2009

le coincidenze

La vita è regolata dal caso, in questo momento ne sono certa, e talvolta è caratterizzata da strane coincidenze.
La mia seconda gravidanza si è interrotta il giorno del quarto compleanno di Elia.
Mia sorella non ha potuto assistere alla laurea della sua seconda figlia perchè quello stesso giorno si è ricoverata all'I.E.O di Veronesi (l'operazione è andata bene).
Ho avuto una forte colica addominale la notte prima dell'operazione agli occhi di Theo per togliersi la miopia (anche questa operazione è andata bene), tre giorni dopo l'ho avuta di nuovo mentre aspettavo notizie di Silvia da Milano.
Da un mese a questa parte, ho iniziato a stare sempre peggio con lo stomaco.
Molti hanno creduto che potessero essere disturbi psicosomatici, legati alle tante difficoltà che ho dovuto affrontare ultimamente.
Possibile che possa superare ogni preocc
upazione o delusione senza sentirne il peso addosso?
Alla fine anche io sono stata tentata di pensarla così e la cosa mi scocciava non poco, perchè psicologicamente mi sembrava di stare bene e mi meravigliavo di quanto potesse essere subdola la mia mente se riusciva a farmi provare tanto dolore...
Poi
, qualche settimana fa, i disturbi sono peggiorati al punto da dover andare al pronto soccorso.
In conclusione: la mia mente è innocente, il colpevole è la mia colestasi (cistifellea) che, citando il dottore "sembra un sacchetto pieno di granaglia tanto è piena di calcoli".
Ogni volta che un calcolino si muove e va a otturare il dotto di scarico della bile, ho una colica.
Al calcolino non gliene frega nulla se quel giorno si opera qualcuno della mia famiglia, tanto e vero che le coliche sono continuate anche in seguito.
Quindi, anche questa volta, si trattava solo di una coincidenza.
Preso atto di questa realtà, potrei cercare di convivere con le coliche o fidarmi del consiglio dei dottori e togliere la colestasi.
L'operazione non dovrebbe essere rischiosa, non risolverà tutti i miei guai digestivi, ma certo dovrebbe essere d'aiuto.
Però io sono un tipo fifone, non volo in aereo, non faccio immersioni con le bombole e non penso all'anestesia totale con grande rilassatezza.
E' solo che mi dispiacerebbe levarmi di scena, la vita mi piace e sono felice (alla faccia delle difficoltà).
..
Che fare?
Ok, ho scelto di operarmi.
L'appuntamento è per giovedì.
In questi giorni coccolo molto il Re dei Sugolini, mi addormento abbracciata al mio Theo e ho preso anche un gatto a vivere con noi. Aspetto serena e curiosa di scoprire cosa il caso riserverà per me.

lalla

P.S. il lavoro sotto non è niente di speciale, è servito soltanto a passare qualche ora serenamente con me stessa e col mio stato d'animo del momento.

"la scelta", olio su vecchio supporto in legno, filo metallico e campanellino.

lunedì 12 ottobre 2009

il cavolo a merenda

Per la cronaca:
il Re dei Sugolini ha ricominciato l'anno scolastico con 3 settimane di ritardo rispetto ai compagni (clavicola sinistra spezzata cascando dal letto mentre dormiva, alla faccia della fortuna!), poi, dopo 3 giorni in classe si è beccato l'influenza (evvai!), quindi un'altra settimana a casa ...
oggi è tornato all'asilo e io ho assaporato l'ebrezza della libertà!
Mi son messa di buzzo buono a pensare alla pittura.
L'ultimo strano quadro ha il merito (o la colpa) di avermi fatto riflettere un po' su possibili esperimenti futuri.
Ho pensato che vorrei portare avanti il concetto che mi ha sempre affascinato di ritrarre parti di corpi, non solo la loro integrità, quasi fossero frammenti di antichi nudi che hanno attraversato la storia e son giunti fino a noi stanchi e mutilati.
Inoltre ho rimuginato che, al di là del soggetto, che in fondo mi interessa poco, dovrò cercare di realizzare una serie di composizioni armoniose, superfici curve e levigate, bilanciamenti di ombre e luci, immagini statiche ed eterne...
come appare lampante leggendo queste righe, forse per la troppa eccitazione di ritrovarmi finalmente libera dal mio ruolo di mamma 24 ore su 24, il mio cervello ha cominciato a girare a vuoto e volare un po' troppo alto, quindi mi ci voleva proprio un dipinto meno "concettuale", qualcosa di rilassante e che con questi ragionamenti c'entrasse come il cavolo a merenda!

lalla


"cavolfiore e zucchine", olio su masonite, 30x40 cm.

giovedì 8 ottobre 2009

le modelle 2

Come ho già scritto su questo blog, una delle cose che da sempre mi riesce bene è fare ritratti, ma spesso il soggetto non è stato soddisfatto perchè si è visto troppo vecchio, troppo triste... o col naso troppo grosso!
Ultimamente ispiro in giovani amiche molta fiducia e questo mi garantisce un piccolo gruppetto di modelle volontarie, lo fanno per me, per permettermi di andare avanti con la pittura.
Per non so quale alchimia, risquoto tra le mie cavie un certo successo al punto che talvolta vorrebbero venire in possesso del quadro che le raffigura.
Quindi la situazione si complica:
1) Vorrei un giorno diventare "una pittrice" sul serio e mi servono soggetti, mi sevono modelle.
2) I quadri dovranno prima o poi essere visti, uscire di casa, magari anche essere venduti (orrore!) altrimenti il punto 1) non verrà mai realizzato.
3) Non posso accettare dei soldi da amici o parenti e quindi non posso vendergli dei quadri.
4) Non posso neanche regalarglieli, quelli abbastanza ben riusciti si contano sulle dita delle mie mani e rimarrei al punto di partenza se me ne liberassi.

Allora come fare?
Una soluzione l'avrei trovata: posso ringraziare le mie modelle donando loro un disegno, un piccolo ritratto mi sembrerebbe perfetto!
Ammetendo però che possa piacergli, che non si vedano troppo vecchie, troppo tristi o... col naso troppo grande!

lalla


"Samuela", seppia su carta-cotone, 30x20 c.

venerdì 2 ottobre 2009

non lo faccio più

Da qualche tempo il Re dei Sugolini ha imparato che può cavarsela dopo una qualsiasi marachella pronunciando, con lo sguardo sinceramente pentito e la vocina tremula, la semplice frase:
"non lo faccio più".
Ovviamente il Re dei Sugolini sta mentendo e rifarà 1000 volte le sue marachelle, ma ugualmente io mi intenerisco e lui la passa liscia...
Allora vediamo se funziona anche per me e se mi perdonate questo quadro.
Era nato nella mia testolina bacata come un omaggio ai tanti nudi della scultura classica che sono giunti nel nostro immaginario mozzi, privi di una parte, ma non del loro fascino.
Una specie di Afrodite moderna e decadente.
Poi la drammatica scelta: far emergere il modellato dal fondo nero (Caravaggio insegna).
Il risultato è terribilmente strano, un po' funereo...
Chiunque sia ben lungi dall'essere Caravaggio come me, dovrebbe evitare per sempre il nero!
Quindi lo prometto, con lo sgurado sinceramente pentito e la vocina tremula:
non lo faccio più.

lalla


"Afrodite con ortensie", olio su masonite, 43x62 c.

domenica 27 settembre 2009

le modelle

A casa dei miei ho un grosso quadernone di quelli a fogli bianchi, formato A4, spesso almeno 2 cm, tutto pieno di disegni. E' una delle tante cose che ho lasciato quando mi sono trasferita, è lì che aspetta di tornare a vivere con me. Quando l'ho riempito avevo 7 anni. I soggetti sono praticamente tutte donne (ballerine, trapeziste, ritratti...).
Ho sempre dipinto le donne di casa, rispetto ai maschi la maggioranza era schiacciante, e probabilmente mi sono convinta che era quella la metà dell'umanità che valesse la pena di essere ritratta.

Le più gettonate, lungo la mia precaria carriera, siamo state io e mia sorella.
E' molto bello dipingere sempre la stessa persona, sono arrivata negli anni a conoscere ogni curva e caratteristica del volto e del corpo di Chiara, come del mio.

Ultimamente alcune amiche hanno accettato di posare per me come modelle e ho potuto così provare l'ebrezza di corpi e volti nuovi.
Ogni corpo, ogni volto, ha una storia, un modo di porsi, un modo di mostrarsi o di nascondersi.
E' un'esperienza nuova ed elettrizzante.
Questa è Samuela, è appena finito, spero di essere riuscita a cogliere qualcosa di lei, durante le pose era un po' timida e dolcemente insicura, è stata molto carina a fidarsi di me.

lalla


"Samuela", olio su masonite, 35 x 50.

domenica 6 settembre 2009

si ricomincia

L'estate è finita.
La gravidanza è finita, male.
La vita continua e si ricomincia.
Si ricomincia col solito tran tran.
Si ricomincia a dedicarsi alla mia famiglia (il piccolo grande Re dei Sugolini si è sentito un po' trascurato nei mesi passati, a vomitare).
Si ricomincia a pensare al proprio benessere (dovrei perdere almeno 10 Kg, non ce la farei neanche se mi venisse una dissenteria).

Si ricomincia a prendere in mano una matita o un pennello (per adesso il pennello è servito solo a riverniciare il tavolino in ferro battuto che tengo in giardino).
Si ricomincia a pensare che possa esistere un giorno in cui ce la sentiremo di nuovo di cercare un altro bambino.
Quest'anno i posti a scuola sono pochi, starò a casa per qualche mese, quindi spero di potermi dedicare seriamente anche alla pittura, oltre che ai folli progetti di cui sopra.
Per adesso, ecco mia nipote Elena con la sua piccola Sofia, è solo un disegno, ma farlo mi è piaciuto molto.
La Lele ha un'acconciatura un po' antiquata che esalta i suoi lineamenti rinascimentali, Sofia è una bambola tirabaci, ma quale bambina non lo è?

lalla


"Elena e Sofia", matita e acrilico su carta, 30 x 40.

martedì 9 giugno 2009

è primavera

La Storia dell'Arte è curiosamente governata da corsi e ricorsi della classicità (intendo quella greco-romana).
Il classicismo torna ciclicamente a riproporre le sue regole e i suoi canoni (nel Romanico intorno al 1000, nel rinascimento del 1400-'500, nel neoclassicismo del 1700, nel "ritorno all'ordine" intorno al 1920...).
Altrettanto certamente, dopo un periodo classico, accorrono Movimenti o artisti pronti a spezzare, rinnegare, fuggire le regole all'insegna della libertà, dello svago, dell'invenzione!
Forse perchè di Storia dell'Arte ne ho studiata tanta (troppa?), si verifica in me uno strano fenomeno di trasposizione di questo processo.
Capita così che io senta il bisogno di tanto in tanto di abbandonarmi all'esuberanza del "mio" barocco, all'elaganza del "mio" gotico o liberty, alla libertà e al divertimento delle "mie" avanguardie...
capita ed è un fuoco che mi tormenta e mi diverte come l'afa estiva, che mi scuote come una tempesta di neve invernale, che mi appaga come un forte vento liberatorio!
capita, ma con altrettanta frequenza sento poi il bisogno di tornare al "mio" classicismo, fatto di composizione, controllo, equilibrio fromale e cromatico.
Dopo lo sbandamento emotivo della libertà bramo un "ritorno all'ordine" e
alla quiete della primavera...

lalla

margherite, nespole e fragole, olio su masonite, 50x24 cm.

lunedì 27 aprile 2009

cambia il vento

Ed ecco che ogni tanto, come in barca a vela, cambia il vento e ci si deve riorganizzare.
Ho sempre rimandato l'idea di un secondo bambino, scottata dal ricordo delle difficoltà legate alla prima gravidanza. Appena parlavo con amici e parenti delle mie paure tutti (tranne mia madre) a rassicurarmi che "la prossima volta potrebbe essere diversa"... potrebbe, appunto.
Infine, non il miraggio di una fantomatica gravidanza perfetta, ma le soddisfazioni del mio primo "prodotto finito" son state tali da farmi tentare...
e ho scelto coscentemente: sapendo di potermi aspettare di tutto, nel bene e nel male.
Magari se stavolta potessi evitare di rischiarci le penne...
ancora penso, e spero, che questa volta sarà diversa però le rotture di scatole sono comunque piuttosto evidenti.
Per esempio:
dover ammettere con me stessa di non essere più in grado di lavorare.
Per il bene del bambino, per la mia sicurezza, sono stata messa "a riposo".
Ed è un bel cambiamento di vento, uno scossone.
E' un vero boccone amaro da mandar giù l'idea di non portare in fondo qualcosa che ho iniziato, rispettare le promesse che ho fatto... ai miei ragazzi mi affeziono, troppo considerando che avrei dovuto comunque separarmene a giugno.
Mi rimane il dubbio di averli danneggiati in qualche modo. Continuo a ripetermi che "nessuno è insostituibile", so che è vero e spero che i miei supplenti facciano un buon lavoro.
Che poi uno può pensare "che ti lamenti: avrai più tempo per dipingere, rilassarti e stare col piccolo Re dei sugolini".
Ma io sono "a riposo", non "in vacanza", e non è facile dipingere in preda alle nausee o accudire Elia se non posso prenderlo in collo, ogni tanto mi sento mancare...

Comunque, inutile ribellarsi ai repentini cambiamenti di vento, tanto vale adattarsi.
E allora ho finito il quadro e ho per la testa un sacco di altri progetti, non solo pittorici.
La verità è che potrò anche stare per tre mesi immobile in un letto se ce ne sarà bisogno (in questo senso ho già dato e so che ci vuole ben altro per abbattermi), ma la mia testa ferma non ci starà mai.
E quindi basta lamentarsi, nessun rimorso,
cambio le vele e ricomincio a navigare verso nuove avventure!

lalla

P.S. A PROPOSITO DEL QUADRO: mi sono divertita a lasciar vagare la mano e la mente in un oceano cromatico. Uno spasso, davvero. I vortici di colori, le forme sinuose, mi hanno catturato e guidato in questo "bagno" di tinte vivaci e complementari. Il mio volto soddisfatto nel sonno esprime perfettamente, credo, la serenità che mi ha regalato ogni singola pennellata.


olio su legno, 167 x 83 cm.