giovedì 19 dicembre 2013

ecografia morfologica natalizia

C'era una volta una bambina che passeggiava per le strade innevate pochi giorni prima della vigilia di Natale. Era avvolta in un caldo cappottino celeste e indossava guanti e capello di lana bianca.
Ancora non aveva scritto la sua letterina, non era facile scegliere un regalo perché era una bambina molto felice, amata dalla sua famiglia e per niente attratta da oggetti costosi e alla moda. A dire il vero in fondo al cuore ogni tanto avvertiva della malinconia e sentiva di desiderare qualcosa, solo che non sapeva bene cosa.
Passeggiava da tanto tempo in mezzo alla neve e al freddo e ad un certo punto si sentì un po' scoraggiata, avrebbe quasi voluto rientrare a casa e accettare di convivere con quella malinconia per il resto delle feste. Poi, casualmente, fu attratta dalla luce calda di una piccola vetrina. Proprio nel mezzo a una montagna colorata di trenini, bambole e cavalli a dondolo intagliati a mano, vide il regalo dei suoi sogni.

All'inizio era spaventata, sembrava così fragile e delicato, ora che l'aveva trovato forse non avrebbe potuto averlo, forse era chiedere troppo. Poi guardò bene l'etichetta scritta a mano in bella calligrafia: "questo regalo è per te Lalla, dovrai meritarlo dimostrando di essere coraggiosa e pazientare ancora a lungo prima di scartarlo, gli elfi e le fatine dei boschi ci lavoreranno con impegno per altri quattro mesi, ma non temere: tutto sta andando alla perfezione".
Soprattutto quell'ultima frase "tutto sta andando alla perfezione" le piacque da morire. Si sentì così fortunata... rimase alla vetrina, col naso spiaccicato contro il vetro tutto appannato, incantata da quel dono meraviglioso per almeno una ventina di minuti...

Le cose stanno così: tra cinque giorni è Natale,

lo so che festeggeremo tutti la nascita di Mitra e non di Gesù bambino che probabilmente è nato in primavera,
lo so che Babbo Natale non esiste ed è vestito di rosso e bianco solo per far pubblicità alla Coca-Cola,
lo so che una marea di persone si appresta a mangiare e spendere troppo sia per il proprio stomaco che per il proprio portafoglio,
lo so, ma non importa perchè stò mettendo sù una pancia come quella di Babbo Natale, mi sento sfasata come la Befana e felice come una Pasqua, quest'anno sono avvolta dalla magia e faccio l'en-plein di festività!
Tanti auguri, ognuno si goda i suoi miracoli.

lalla

P.S. Siamo stati ammessi in 38 all’orale del concorsone, Massa Carrara si avvicina, fortunatamente  sono ancora in tempo per rovinare tutto con l’inglese… la mia vita è molto cambiata in questo lunghissimo anno, non sarà facile racimolare un po' di voglia di studiare.

lunedì 2 dicembre 2013

46, XX

Il mio apparato digerente, causa ormoni in eccesso, ha definitivamente dato forfait. 
Qualsiasi cosa faccia, ho almeno tre emicranie a settimana.
Ogni volta che sto seduta per più di mezz'oretta avverto una forte fitta alla pancia in basso a sinistra, sospetto sia un'ansa dell'intestino che mal si è adatta alla situazione corrente. Scendendo dall'auto, dopo aver guidato per circa un'ora, zoppico, poi, camminando pian piano, il dolore si attenua. Alla faccia di chi dice che in gravidanza si sta bene.
Oggi stavo appunto rientrando da scuola, zoppicante ed affamata, quando, passando di fronte alla cassetta delle lettere, ho avuto l'intuizione di guardarci dentro perchè ci avrei trovato le risposte della villocentesi.
E infatti eccola lì: la bustarella dell'azienda ospedaliera Careggi.
In verità io non ho dovuto aspettare le risposte postali, essendo un caso un po' particolare, sono rimasta in contatto telefonico con la genetista e ho potuto sapere subito i risultati appena i referti sono stati pronti (cioè solo 6 giorni fa). 
Ho aspettato un tempo interminabile, 5 settiamne d'inferno, ma va bene così, l'importante è che E' TUTTO PERFETTAMENTE NELLA NORMA.
Detto questo, della bustarella allora che me ne facevo?
Be, in effetti sapevo che ci sarebbe stata scritta nero su bianco un'informazione a cui non ho voluto pensare fino ad adesso. Mi sono seduta sul divano, ancora tutta intabardata col piumino, indecisa se fosse il caso di aprirla o meno.
I controlli andavano avanti e tutti mi chiedevano: "E allora cos'è? Un maschietto o una femminuccia?"
"Ma chi se ne frega cos'è! Spero solo che sia sano/a, va bene maschio, femmina o mezzo e mezzo".

Non osavo distogliere la mia mente da cose tanto imporatnti per soffermarmi su un dettaglio così stupido. L'unica cosa che contava e che conta è la salute del piccolo gattino cha scalcia nella mia pancia. 
E a dire il vero, soprattutto all'inzio, lo immaginavo maschio.
Il cervello umano procede per esperienza e associazioni, nel 2005 ho partorito un meraviglioso bambino sano e nel 2009 ho perso una povera bambina malata. Questa volta speravo stesse bene, quindi: maschio.

Però, negli ultimi tempi, immaginavo più una gattina che un micetto. E mi vergognavo, mi sembrava di sperare troppo, portare a compimento un sogno che 5 anni fa mi si era sbriciolato tra le dita. Solo chi ha perso un figlio dopo 6 mesi di gravidanza può capire cosa sia successo nella mia testa. E' successo che ho continuato a sentirmi in attesa di qualcuno che non avvrivava mai, in attesa che mi venisse reso qualcosa che mi era stato tolto. Da quando ho saputo che forse la mia eterna "gravidanza" avrebbe potuto concludersi, vivo nella paura di una nuova delusione.
Non so se passerà mai, ci sono ancora 1000 cose che potrebbero andare storte, non basta partire con un corredo genetico perfetto...
però almeno è un buon modo di partire! 
Adesso rilassati Lalla, porca miseria, hai superato il 4° mese, comincia a pensare alle cose futili, a quelle meno importanti, come fanno tutte le mamme, concediti anche di comprare una tutina e magari del colore giusto!
Mi sono fatta coraggio e ho aperto la busta.
46, XX
E ho cominciato a piangere... di commozione, di gioa, di tensione, di speranza, di vergogna, di paura, di felicità. Di tutto, maledetti ormoni che mi rendono così fragile!
Poi ho chiamato Theo, e quello per poco non credeva che fosse successa una tragedia.
E invece per una volta è successa una cosa bellissima: che sono incinta, che sembra andare tutto bene... che va tutto bene... che andrà tutto bene... e che conoscerò una splendida principessa!

lalla

lunedì 28 ottobre 2013

in attesa

In questi ultimi mesi ho faticano come una bestia.
Il fatto è che non mi piace (e non so) mentire. Alcuni potrebbero obiettare che si trattava solo di "dover tenere un segreto", ma sinceramente: non è più o meno della stessa cosa? Ho cercato di limitare il numero delle menzogne al minimo e anche per questo ho preferito non aggiornare queste pagine. Farà pure schifo quello che scrivo, ma almeno è vero.
Le bugie servivano a proteggere tutti gli altri dal partecipare alla difficile situazione in cui mi trovo. La situazione di chi aspetta, di chi è in attesa. In attesa di qualcuno che ti dica se è il caso di essere felice o disperata. In attesa, affamata, davanti a una pentola d'acqua che non bolle mai.  Ho fissato da sola la pentola per quasi tre mesi, ancora non bolle, ma è cresciuta troppo perchè gli altri non cominciassero a notarla, così ho dovuto vuotare il sacco. E adesso il peso ricadrà su tutti gli altri e se c'è una cosa che proprio non sopporto è rompere le palle al mondo.
Non condivido il sentire comune secondo il quale ognuno ha diritto di scegliere come vivere, col cavolo! Quelle scelte le pagheranno tutti gli altri, nella fattispecie: la mia famiglia, i miei studenti e i miei amici. Le pagherò io, se alla fine quella pentola bollente dovesse decidere di scoppiarmi in faccia.
L'ultima volta che ho visto il Dottore mi passava il sensore gelido sulla pancia, meno di dieci minuti prima mi aveva trapassato l'addome con un ago di venti centimetri, stantuffando e risucchiando sangue, aveva ancora il camice insozzato e sentenziava compiaciuto: "Va tutto bene...".
"Per ora" ho aggiunto io.
Allora lui, sarcastico: "Accidenti Signora, lei è proprio un bell'esempio di ottimismo!".
Caro Dottore, sarò pure sotto shock, ma non mi sono ancora bevuta il cervello: ricordo il mio nome e la mia storia, mi creda: ottimismo e pessimismo non c'entrano proprio nulla.

lalla

P.S. Sto aspettando, anche, i risultati della "Prova Pratica" del Concorsone.
Potrei stare qui a raccontarvi tutto di quel 4 settembre, ad esempio di come inizialmente, quando ci hanno distribuito i fogli 50x70cm su banchetti 50x50cm, abbia creduto di trovarmi in una scena di "Men in Black"; oppure di come in quella malefica palestra ci fossero 40° e che per poco alla fine della sesta ora io non abbia avuto le stesse visioni di "Fantozzi"... ma in verità vi dico che non me ne frega più niente.
Sapevo già di non essere sola quel 4 settembre, ma non sapevo per quanto ancora non lo sarei stata, perciò ho stretto i denti e ho fatto quello che mi veniva chiesto. Prima o poi qualcuno avrà il buon gusto di farmi sapere quando e se la commissione desidera conoscermi di persona, allora mi rimboccherò le maniche, mi metterò a studiare leggi e definizioni e vedrò di limitare i danni.
Che non aspettino troppo però, potrei, sinceramente, avere cose più importanti da fare.

domenica 1 settembre 2013

come finiscono le vacanze?

Il viaggio in Portogallo è stato bellissimo (sole e aria fresca, escursioni nei boschi, monasteri manuelini incantati, azuleios, tuffi nell'oceano agitato, freddo e cristallino, viste mozzafiato, pastarelle alla crema, zero zanzare, quintali di pesce grigliato...), ma è durato solo 15gg e sono tornata il 5 agosto, così mi sembra di averlo fatto l'anno scorso.
Il soggiorno all'Elba insieme alla mia famiglia è volato (sole e caldo, escursioni in mare, qualche zanzara, altri quintali di pesce grigliato...), è durato solo 10gg, Theo è tornato il 14, io ed Elia il 19 e così mi sembra di esserci stata una stagione fa.
Quindi sono seguiti 10gg chiusi in casa a Firenze con quintali di zanzare e febbre influenzale (5 per me, 7 per Elia con bronchite ed antibiotici). Quelli proprio non ci volevano, hanno cancellato tutto il riposo fisico e mentale delle avventure precedenti, mi sembra di aver passato l'estate chiusa in casa ammalata!
Comunque, causa malattia e relativa clausura, ho ripiegato su alcune attività da ritenersi del tutto improprie durante delle normali vacanze: per esempio riordinare la camera del Re e alcuni ripiani della casa cronicamente sommersi dalla polvere, oppure dedicarsi alla preparazione della prova pratica del concorsone. Ho iniziato andando a rispolverare il vecchio materiale da disegno tecnico, i fogli 50x70cm all'inzio mi sembravano lenzuoli, le squadre erano spuntate, il portamine latitante e la terrificante "riga a T" del tutto introvabile. Così, coperta di vergogna, ne ho comprata una nuova (appena ho fatto la prova di mercoledì 4 la butto), ho prepararto tutto il necessario e ho provato a svolgere un po' di esercizi di Geometria Descrittiva (Proiezioni Ortogonali, Assonometrie e Prospettive con ombre).
Inizialmente è stato terribile constatare quanto la mia mano sia invecchiata in questo senso, ero così brava e precisa al liceo e all'università... mi sono ritrovata un tratto pesante come una zappa!
Ho fatto 4 tavole, la mano è tornata abbastanza ubbidiente e ho deciso che mi ero rotta le scatole abbastanza. Ieri ho pensato di meritarmi un po' di svago e così ho fatto questo disegno della piccola Elena (l'infanta del mio Mecenate). 
Sospetto che nessuno mercoledì verrà a chiedermi di fare il ritratto di una bambina, ma chi se ne frega, infondo non ho veramente capito che cosa si aspettino da me, la commissione ha divulgato un avviso molto subdolo dove esplicita che in 6h dovrò dimostare di: saper usare una "tecnica mista", saper svolgere un progetto inserito in un contesto storico, saper eseguire elaborati di geometria descrittiva, saper creare una parte decorativa e artistica, saper spiegare il tutto in una relazione tecnico-metodologica e didattica... probabilmente saper anche fare la ruota con una sola mano!
Si vedrà, per lo meno adesso non mi sento più come una che ha passato 10gg in casa febbricitante, riordinando casa o ripiegandosi su una "riga a T", ma come una che ha passato uno spensierato sabato pomeriggio in giardino a fare un bel disegno con acquerelli e matite colorate. 
E non c'è modo migliore di finire le vacanze!
lalla


"Elena, estate 2013", acquerello e matite colorate, 20 x 30 cm.


giovedì 18 luglio 2013

non sono una persona tranquilla

Probabilmente molti pensano che io sia una persona tranquilla.
Del resto, ho avuto un’adolescenza piuttosto incolore, non ho mai fatto una forca a scuola, ho studiato più che diligentemente, non ho mai fumato una sigaretta, sono stata fidanzata sei anni prima di convolare a giuste nozze e adesso conduco una serena vita coniugale, mi impegno nel mio lavoro e spesso sorrido. Se si esclude una volta a una cena di classe dove mi hanno fatto bere due bicchieri di vino rosso e sono bastati a mandarmi “a gallina”, non ho mai dato di matto in pubblico. Ma avrei potuto, perché sono un inganno, un bluff. Fingo di essere normale, ma in realtà sono una spostata e nel mio cervello convivono almeno una decina di lalle.
C'è quella che vive sull'isola dei Sugolini
con i suoi ragazzi, che pensa che profumino di pane, che desidera ancora solo il suo compagno, che ricorda tutte le parole che si sono detti la sera del loro primo bacio 17 anni fa, che piagnucola guardando i cartoni animati o il suo bambino che fa una qualsiasi azione quotidiana, anche lavarsi i denti, male come fa lui. E’ romantica e sdolcinata, troppo, non è facile da gestire, vorrebbe mettere Elia e Theo in ogni pensiero, frase, contesto e con ogni interlocutore.
E poi ce n’è una che, nel tentativo di prevenire ogni tragedia, passa il tempo a visualizzare tutti i possibili incidenti mortali che potrebbero avvenire alle persone intorno a me, soprattutto al piccolo Re. So di risultare ansiosa dall’esterno, ma provateci voi a convivere con un’isterica pazza e vi proietta continuamente le sue immagini mentali catastrofiche direttamente sulla retina!
Ce n’è una che non è mai appagata, che ha sempre voglia di imbastire qualche progetto assurdo, che vorrebbe creare sempre qualcosa di nuovo, come se ce ne fossero poche di carabattole in casa mia e nel mondo! Ha voglia di scrivere, di dipingere, di recitare, di viaggiare. E’ una sciocca, non si ferma a pensare che forse non ne sono all’altezza. Però, rispetto alle altre, è più simpatica ed entusiasta e io mi lascio sempre trascinare in progetti più grandi di me.
Quindi c’è quella che ha sempre paura di sbagliare, di creare problemi, di disturbare e di deludere. E’ un osso duro, se ne sta lì in un angolo, tu non la noti più neanche e ti senti sicura, te ne vai per la tua strada, ed ecco che arriva lei, vigliacca, a caricarti di sensi di colpa e di insicurezze. E’ una bestiaccia, ci combatto da più di trent’anni e non mi riesce mai di levarmela di torno.
C’è poi la lalla vanitosa e piena di sé, che infondo ci crede di essere brava, di essere anche meglio di tanti altri, perché no, che si sente intelligente e, se proprio è di buon umore, anche bella. E’ viscida perché mi spinge a crederci quando non posso, quando non devo e quando non ne ho il diritto.
E potrei andare avanti perché sono davvero tante, ma non importa elencarle tutte, il problema non è solo il numero. Il problema è che sono pure intolleranti e bastarde, mi urlano nella testa tutte insieme, litigano tra loro, si strappano i capelli, magari proprio mentre io, con grande sforzo, sto cercando di condurre una conversazione normale.
So di risultare una chiacchierona al resto del mondo, ed è vero, lo sono, questa caratteristica l’ho fatta diventare un lavoro tanto ne sentivo l’urgenza. E so anche che posso risultare insopportabile e petulante, ma credetemi, io ci provo con tutta me stessa a zittirle, è che quelle gridano forte, e ognuna una frase diversa, ci credo che poi sono dislessica, che scambio qualche parola, è il minimo che posso fare. Mentre dalla mia bocca esce una frase, nella mia mente, quando va bene, se ne accavallano almeno cinque. E' la sacrosanta verità. Questa sono io, un delirio, non una persona tranquilla.


lalla
Questo piccolo autoritratto è molto molto vecchio, ero una ragazzina quando l’ho fatto, è tutto storto, ma lo adoro e lo tengo ancora appeso in camera perché mi ci riconosco.
L’ho realizzato  con “tecnica mista” di acquerello e matite, la stessa che userò il 4 settembre alla Prova Pratica del concorsone…
siamo passati in 121, l’ho scoperto oggi, prima della preselezione eravamo quasi 1000, i posti a bando sarebbero 34. Il 15 febbraio la lalla secchiona ha ignorato il virus gastrointestinale, ha lasciato quella insicura a vomitare, quella romantica seduta sulla tazza del cesso e ha fatto il suo sporco lavoro fino in fondo. Non ho ancora capito se sia o meno una buona notizia e se io la debba ringraziare… la possibilità di arrivare 35°, o l'opzione Massacarrara, si avvicinano pericolosamente.

lunedì 24 giugno 2013

Elena, Jacopo & Sofia 22.06.2013

Quest'anno la mia famiglia è in vena di matrimoni. Dopo mio fratello, anche mia nipote ha deciso di festeggiare il suo doppio amore (per il compagno e per la loro splendida bambina) infilandosi un lucido anello circondata da amici e parenti.
E' stato un allegro matrimonio all'americana nel prato fiorito di mia sorella Silvia che per l'occasione sembrava il Parnaso. Elena e Jacopo erano emozionati e felici, la piccola Sofia il fiore più bello del giardino.
Giove ha minacciato svariate volte di rovinarci la festa, ma stava solo scherzando, al tramonto ha squarciato le nubi trasformandole in lingue di fuoco arancio e rosa, quindi Selene ha illuminato la notte con una luna enorme, la più grande dell'estate.
Bacco ha intrattenuto gli invitati al pascolo fino all'imbrunire, allietandoli con formaggio, affettati, fritto misto, panzanella, carne alla griglia e fiumi di buon vino rosso. Infine, la musica ha trasformato ogni donzella in seducente Menade, ogni maschietto in arzillo Satiro e li ha avvinti in danze sfrenate fino alle tre del mattino. Mi sono sentita uno dei personaggi della disneyana "Pastorale". Meglio di così? Abbiamo perfino sparato fuochi d'artificio e liberato una galassia di magiche lanterne nel cielo stellato...
Il piccolo Re era esaltatissimo e ha spopolato in pista fino quasi a mezzanotte. Io ovviamente non ho più l'età nè il fisico per danzare fino alle tre del mattino, specialmente fasciata in un abitino optical e su due trampoli di 10 cm, ma neanche la decenza per evitare di farlo. In seguito ho trascorso le poche ore di sonno disponibili rigirandomi nel letto, tra dolori all'anca e fastidi digestivi. Ieri mi sentivo come un'adolescente il primo dell'anno: un po' rallentata e marcatamente stonata... ma felice di aver partecipato, auguri agli sposi!

zia lalla
 
P.S. A me spettava modellare gli sposini per la torta nuziale, un onore e un piacere, che però si è rivelato più insidioso del solito. 
Il problema è stato l'abito della statuetta di Elena, non copriva i piedi, quindi tutta la figura doveva appoggiare sulle gambette nude e possibilmente sottili come quelle reali, invece, una volta modellato il busto, nonostante l'anima in legno all'interno, il viscido Das scivolava pian piano vesro il basso, rendendo i polpacci più simili a quelli di Hillary Clinton che a quelli di mia nipote!  E poi c'era il cappello, una volta posato sulla testa la faceva svenire in avanti... mi ha fatto vedere i sorci verdi. Ma secondo voi potevo darla vinta ad una pasta sintetita per modellazione? 
Alla fine sono fiera del mio lavoro, le tre statuette sono bellissime (Jacopo è perfino somigliante!) e ricorderanno per sempre agli sposini questo splendido giorno.

 

venerdì 21 giugno 2013

Grazie Virgy

Un piccolo scarabocchio per ringraziare la mia splendida modella.

lalla































"Virginia", disegno su carta, 20x30 cm.

giovedì 20 giugno 2013

le vacanze e la pittura mi sfuggono di mano

Per me le lezioni si sono concluse il 7, gli scrutini il 12, il Ministero per quest'anno ha deciso di non aver bisogno di me per gli esami di stato e il concorsone è congelato nell'incertezza fino a settembre (causa inarrestabile emorragia delle commissioni giudicatrici), quindi la scuola è finita, ma non è mai detta l'ultima parola. 
Appena libera, mi sono ritrovata a scorrazzare per Firenze e a sbrigare 100.000 faccende (casalinghe e burocratiche) rimandate troppo a lungo. Solo dopo, mi sono sentita finalmente libera di riprendere i pennelli in mano e di abbandonarmi alla mia inutilissima attività pittorica, in vacanza...
Ed ecco che da martedì ricomincia a squillare il telefono, chiamate dalle scuole volte a catapultarmi nella nuova esperienza dei "corsi di recupero".
Che scema! Non mi sono concessa abbastanza giorni per grattarmi la pancia e dalla prossima settimana si ricomincia. 
Mai fatto un corso di recupero, ma "il bisognino fa trottar la vecchia".
Speriamo ne valga la pena.
 
lalla
"Rapunzel", olio su masonite 60x70 cm, dalla serie "Bambini/Eroi e Bambine/Principesse". 
La mia piccola modella V è forte e arguta, nel posare è stata molto diligente, si meritava qualcosa di più. Non so, forse, accidenti alla Disney, la tonalità violacea del vestito non ha aiutato. Ma è troppo semplice fare "a scarica barili", la verità è che, come al solito, a me interessava solo guardarla negli occhi.


domenica 16 giugno 2013

40 anni, 4 Terre su 5

Per festeggiare i quarant'anni di Theo siamo scappati tre giorni nel Parco Nazionale delle 5 Terre. Avevo organizzato tutto io, a sorpresa. Non c'eravamo mai stati, nessuno dei due, anzi, nessuno dei tre, perchè abbiamo portato con noi il piccolo accompagnatore.
E' stato un viaggetto romantico, avventuroso e molto stancante. La Liguria è una terra strana, scomoda e morfologicamente inospitale, eppure fascinosa. Questi cinque paesi se ne stanno lì, inspiegabilmente aggrappati alle scogliere tra cielo e mare, e ti viene di chierti: Chi gliel'ha fatto fare di costruire lì? Le case, alte, strette e dai colori pastello, resistono sospese sui precipizi da secoli e sembrano ormai vicine ad arrendersi all'inevitabile salto nel vuoto. Per fortuna di solito non lo fanno, ma i sentieri e le scogliere sì e così abbiamo trovato chiusa la celebre "via dell'amore" tra Riomaggiore e Manarola (durante l'inverno un innamorato si è preso un pillolo in testa ed è andato all'ospedale).
Abbiamo pernottato a Riomaggiore, in un piccolo appartamentino (la proprietaria, cortese ma un po' depressa, tendeva a sminuirlo sottovalutando lo splendido balconcino a precipizio sul mare), il paese si sviluppa tutto in discesa incuneato dentro la gola scavata dalla foce di un fiume e circondato da un'aspra scogliera che sembra di lava.
Sabato, prima Corniglia (sopesa a 100 m di altitudine, raggiungibile in treno e salendo un'allegra rampettina di 300 scalini che Elia ha percorso a corsa scavalcando i turisti sull'orlo dell'infarto) e poi camminata-avventura nel "sentiero azzurro" per Vernazza. Il Re dei Sugolini (che di solito fa una lagna di almeno 30' spergiurando di essere stanchissimo quando gli viene proposta una "giratina" di un quarto d'ora nell'antistante area pedonale del centro fiorentino) ha partecipato all'escursione di oltre 1h con entusiasmo e brio. Si è arrampicato per i pendii come uno stambecco e la sera aveva anche il coraggio di ballare... è stata l'esperienza migliore dei 3 giorni, l'antica mulattiera regala scorci e punti di vista a volo d'uccello davvero inusuali sia sul mare che sui terrazzamenti di viti. All'arrivo nella pittoresca Vernazza (ancora un po' provata dalla recente alluvione) eravamo accaldati, stanchi, ma galvanizzati e ci siamo lavati il sudore tuffandoci nell'acqua marmata. Ero partita da casa col raffreddore, o bene bene, o male male.
Oggi battello e giornatata di mare a Monterosso (carino, bella spiaggia, ma un po' fuori-tema rispetto alle altre Terre visto la banale collocazione pianeggiante). Nel pomeriggio ci è sfuggita Manarola causa disguido all'imbarcadero (abbiamo sbagliato nave e per poco non andavamo a Portovenere! Colpa nostra che siamo stonati, ma l'antipaticissimo omino dell'ormeggio non è che aiutasse granché). 
In conclusione quindi: trekking e splendide viste, coraggiosi tuffi nell'acqua gelida e tonificante, rosolamenti sotto il sole, gelati in ambientazioni pittoresche, coni di fritto misto di mare per i ragazzi, coccole... 
tutto a meraviglia, ma in fin dei conti siamo un po' imbranati e totalizziamo solo 4 Terre su 5, sarà peggio che fare 2 paperelle su 3 a "Dov'è la mia acqua?"?

lalla

Scarabocchio fatto con la biro su un piccolo taccuino (15x8cm) appollaiata su uno scoglio e con i piedi a mollo. In primo piano Elia ingobbito che legge Topolino.

P.S. un dubbio ambientalistico:  
In passato siamo stati a Londra, Parigi, Bruxelles, niete zanzare. Siamo stati in Sicilia, niente zanzare. La scorsa estate siamo stati in Sardegna, niente zanzare. Adesso siamo stati in Liguria, niente zanzare. Possibile che tutte le zanzare tigre del mondo scorrazzino liberamente solo in Toscana? Mettiamoci d'accordo, evacuiamo la regione per 15gg, tiriamo un napalm di DDT e facciamola finita una volta per tutte!

martedì 7 maggio 2013

Post n° 2 - variazioni tecniche

E poi, una problematica tecnico/esecutiva.
I ritratti sono il mio forte, dipingerli mi rapisce completamente e mi regala ore di grande serenità. Però, ormai da diverso tempo, mi sono resa conto di un brutto fenomeno che rischia di guastarmi la festa. Il quadro mi piace e mi soddisfa fino a quando concludo il volto, poi la qualità precipita vertiginosamente, nonostante io mi sforzi di curare alla perfezione la resa dei tessuti e dei particolari. E il problema sta proprio lì, credo, nella troppa meticolosità e attenzione con cui curo tutto il resto. E' un inganno, una bugia, per questo alla fine stona! Perché, diciamolo, ma chi se ne frega della forma del bottone del colletto della camicia? Si, va bene, posso fare tutti i particolari per benino e dimostrare così che "so farli", ma tutto ciò ha un minimo di valore? Quando guardi una persona la guardi negli occhi e sono solo quelli che contano veramente, allontanandosi da quei fuochi l'indagine e l'attenzione scema, trovo che sarebbe giusto se riuscissi a fare lo stesso anche dipingendo...
ecco, non è che poi abbia fatto chissà quale scoperta, basti pensare all'immenso Klimt e al formidabile Boldini. Il primo ha annegato sguardi magnetici e sensuali in mezzo a miriadi di decori, cellule e mosaici, il secondo ha messo a fuoco soltanto i volti per poi suggerire l'eleganza dei corpi con celebri e furiose "sciabolate". Entrambi adoravano i soggetti femminili, come me.
E i punti in comune purtroppo si fermano qui, perciò, diciamocelo, non è detto che il risultato sia meglio di prima. Se proprio dovesse schifare l'umanità intera, potrò correre ai ripari, perfezionare i dettagli dell'abito come faccio di solito e spergiurare di non provarci mai più!
Però, almeno per questa volta, sono stata sincera.

lalla
Conclusa la fase di completa immersione nel volto di Giulia (ho usato un pennello piuttosto piccolo e ho dipinto direttamente sulla masonite guidata da una leggera traccia a matita). Soddisfatta, mi concedo di giocare un po' con i capelli, facendoli danzare in spirali liberty.


Cambio di pennello e di definizione per l'abito, cerco solo di catturare i contrasti di ombre e luce, i bagliori del raso e la credibilità cromatica, ma niente dettagli.
 
Un pennello ancora più grande per accennare lo sfondo e "suggerire" la seduta del divano. Così l'attenzione non viene "distratta" da falsi punti di interesse e rimane rapita dagli occhi furbi ed intensi della mia piccola modella!


Post n° 1 - bambini eroi e bambine prinicipesse

Prima di tutto, una condivisione creativa.
Ultimamente sto lavorando ad uno dei miei soliti progetti totalmente inutili per il resto del mondo: una serie di ritratti di bambini/eroi e bambine/principesse.
Osservando il mio Re e i suoi amici sono addivenuta alla certezza che ogni maschietto è geneticamente predisposto al ruolo di eroe. Ognuno di loro è competitivo, pronto all'estremo sacrificio per la donna amata (che, vista la situazione, coincide solitamente con la madre), convinto della propria invincibilità e destinato a grandi imprese.

E' altrettanto innegabile che ogni bambina è femmina fin dalla culla. Ai giardini pubblici, nonostante le intemperie, vorrebbero indossare tutti i giorni la gonna (possibilmente rosa). Sono perfettamente conscie del proprio fascino, civettuole, bizzose e abbastanza manipolatrici. Delle vere principessine. Alcune più di altre, possedendo già una personalità ben definita e una volontà forte, parrebbero quasi delle regine.

lalla
"Belle", olio su masonite, 50x70 cm.

mercoledì 17 aprile 2013

il sole fa brutti scherzi

Da un certo punto di vista, molto discutibile, il brutto tempo aiuta.
Aiuta a studiare, lavorare e tirare dritto, senza farsi venire troppi grilli per la testa.  
Intendiamoci: io odio la pioggia e detesto i bui pomeriggi invernali, proprio per questo, funzionano. Sono bastati 4 giorni di sole consecutivi e sono già stravolta da una pazza voglia di vacanze e di mare!

lalla
"In Sardegna", olio su masonite, 29x50cm.

Io ci provo a sganciarmi dal dettaglio, dalla sindrome del "finisci per bene il tuo quadro". Ci provo ad essere più libera e gestuale, ci provo ad effettuare una sintesi, a essere un po' meno prevedibile e stantia. Ci provo, ma non tutti sono Boldini, c'è poco da fare.

mercoledì 10 aprile 2013

i bambini sono eroi

Molti cosiddetti "adulti" hanno chiuso i ponti con il passato, negando a se stessi di essere stati fanciulli, e non riescono a considerare veramente loro pari gli individui di età diverse. Ed invece questo sono, perfino i più decrepiti e i più infanti, dal primo vagito, all'ultimo sospiro: persone.
Questa è una delle caratteristiche di me che preferisco e che mi differenzia di più dal classico insegnante di liceo, io non considero gli studenti organismi inferiori, ma persone, come me. Il fatto che ancora debbano scoprire e capire tante cose, non gli toglie dignità, ma anzi, ne giustifica difetti ed errori dettati dall'ingenuità. Possono sbagliare, e se è per questo, anche io. 
Non è stanco solo il padre di famiglia lavoratore quando si siede al tavolo la sera, non è giusto che non comprenda che forse lo è ancora di più il figlio adolescente che ha dovuto lottare contro gli ormoni tutto il giorno per svuotare un minimo la testa e farci entrare qualche nozione che tra l'altro, ora come ora, ritiene del tutto inutile. 
Non è depressa e insoddisfatta solo la madre delusa dal rapporto di coppia che vede afflosciarsi il proprio corpo, non può non comprendere che la figlia tredicenne è in preda ad una catastrofe fisica ed ormonale e soffre pene d'amore ancora più profonde e totalizzanti.
I problemi degli adulti sono grandi, quelli degli adolescenti sono enormi e quelli dei bambini sconcertanti.
La mattina vengono strappati dal letto, trascinati per strada e abbandonati nei vari nido/materne/elementari, dove passeranno l'intera giornata cercando di omologarsi ad un modello che non capiscono, rispettando delle regole che non sopportano e rapportandosi con entranei che forse non gradiscono. Ogni giorno mille cose nuove che fanno paura. Anche solo capire una battuta o calibrare bene una risposta, tutto è stancante e terribilmente frustrante. Eppure loro ci provano, vanno avanti, concedendosi ogni giorno sempre meno lacrime, diventando più forti e indipendenti.
Ogni mattina, che coraggio che hanno ad alzarsi da quel letto.
I bambini sono tutti degli eroi.
Il mio è anche Re.

lalla
 "Little Captain", olio su masonite, 35x50 cm.
 P.S. Di aspettare il concorso mi ero rotta le scatole, così mi sono rimessa ad imbrattare tavole di masonite. E' tutta un'altra vita!

sabato 23 marzo 2013

Falchetto revenge

Va bene, lo so anch'io che "errare è umano, perseverare è diabolico".
Ma il piccolo attore si era montato la testa e desiderava un sequel. Theo non c'è stato, è comprensibile, un uomo, anche se padre, ha la sua dignità. Una donna, madre, no.
E poi un po' di par condicio ci voleva: il figlio che sconfigge il babbo cattivo per salvare la mamma buona... non so, mi pareva un po' troppo freudiana come vicenda...
adesso siamo pari, sono cattiva anch'io!

lalla
P.S. Le riprese sono state fatte molto più frettolosamente della volta scorsa e il risultato è piuttosto scadente. Certo che il piccolo Re vale comunque il prezzo del biglietto, se la cava proprio bene (soprattutto quando gli friggo il cervello), ma per carità, nessuno dovrà dirglielo, altrimenti pretenderà anche un prequel!!!

domenica 24 febbraio 2013

help me captain!

Non voglio dilungarmi sulla pagella di Elia, per quanto strabiliante essa sia.
Penso soltanto che la posizione che si è scelto, solo e aggrappato alla cima della montagna, sia la più scomoda del mondo. Piccolo Re, non potevi restare ancora un po' Pinocchio? Perchè ti sei "scolarizzato" così presto? Fattelo dire da chi ci è passato, da lassù si può solo scendere o, con grandi sforzi, resistere. Col passare degli anni, se rimarrai lassù, verrai guardato con sospetto, verrai invidiato, e forse odiato. Ogni volta che riconfermerai te stesso, sarà qualcosa di scontato. Se ti capiterà di franare, qualcuno sottolineerà con gioia il tuo "fallimento". E invece scivolare non sarà una colpa, ma solo la prova che sei un essere umano animato da stupidi/profondi/sani interessi al di fuori e al di sopra di scuola e lavoro.
Non voglio proprio che anche tu ti faccia schiacciare dal senso del dovere. Ti auguro di scivolare molte volte e di rialzarti più forte di prima. Ti auguro di lasciar vagare libera la mente, di conservare la bizzarria dei tuoi sogni e di rimanere, più a lungo possibile, un bambino.
Penso che la stupidata qui sotto vada vista in questa ottica, e cioè come un gioco fatto da tre persone occasionalmente serie, lavoratrici e studiose, ma in verità, ancora non del tutto adulte.

lalla
P.S. durante la regia Theo aveva un po' perso di vista il senso della cosa e si era fatto prendere dalla sindrome di Kubrick. Alla fine di una giornata di riprese, piuttosto estenuante, temevo che Elia avesse odiato con tutte le sue forze quest'esperienza, invece da allora afferma, tutto convinto, che da grande farà l'attore.

venerdì 15 febbraio 2013

post n°2 - evviva gli sposi!

OK, il post di prima era veramente rivoltante e poi non ho voglia di correggere compiti, quindi, dopo tanti giorni d'assenza, ho un argomento su cui aggiornarvi molto più allegro, mondano, nonchè politicamente corretto rispetto alle mie disfunzioni dell'apparato digerente.
Mio fratello si è sposato sabato scorso!
Lo so che molte persone pensano che i matrimoni siano una maratona di obblighi sociali, dolori procurati dalle scarpe scomode e brindisi fozati. Ma di che cosa stiamo parlando? 
Io li adoro, a me non frega proprio niente di tutto l'intorno, dal pranzone infinito, delle pettinature, del comportarsi secondo l'etichetta, io per tutto il giorno guardo solo loro due, gli sposi.
E' un così grande privilegio potersi affacciare per qualche ora nella loro vita, percepirne i timori, le aspettative, l'emozione... non so, quel giorno è come se per loro tutto fosse ancora possibile, come se finalmente iniziassero a scrivere una nuova storia. 
E' un giorno di progetti, e di speranze. E' un giorno bellissimo.
Davanti a una montagna di panna e meringhe sormontata da due piccole statuine che io stessa avevo modellato in fretta e furia, Michela ha fatto un piccolo discorso di ringraziamento e poi ha passato la parola a Guido. Ora, non tutti hanno la fortuna di conoscere quell'orso di mio fratello, così a suo agio in apnea 25 m sotto il mare a scovare cernie, o mentre si arrampica sulle pendici del Pratomagno inseguendo un cinghiale inferocito, e così poco a suo agio quando deve raccontarti quello che sente.
Eppure ha parlato a tutti noi, poche parole di grande dolcezza, e poi si è commosso, ha pianto. 
E' stato stupendo e io gli auguro tutte le fortune di questo mondo. 
Gli auguro di conservare questo spirito puro, questa capacità sincera di amare, per lei e per quelli che, spero, verranno.
Evviva gli sposi!

lalla

P.S. per realizzare gli sposini sulla torta nuziale:
1) Procurasi ricercatissimi materiali di lavorazione: pasta modellabile (un po' meglio del DAS), un coltello da cipolle e 2 stecchini.








2) Servendosi di un'anima di legno come sostegno, modellare due figurine leggermente somiglianti, per quanto possibile viste le dimensioni (si noti l'orecchio sinistro a sventola dello sposo).
Durante l'essiccatura e il "ritiro" del materiale, restaurare eventuali fratture suturando con altra pasta modellabile.





3) Colorare con acrilici o tempere.












 
4) Lasciare asciugare.
5) Laccare con vernice trasparente.












6) Ancora un po' di pazienza per l'asciugatura e gli sposini sono pronti per salire sulla torta!

post n° 1 - questo concorso fa veramente vomitare

Quando sul sito del Ministero ho letto che la sede a me assegnata per lo svolgimento della prima vera prova scritta del concorsone era a 200 m da casa mia, ho esclamato: "Come sono fortunata!"
Ora, sinceramente, ma non me ne potevo stare zitta una volta tanto?
Ieri sera sono andata a letto un po' nervosa, certo, ma anche soddisfatta di me perchè abbastanza preparata, prima di infilarmi sotto le coperte avevo fatto anche un bel bagno in vasca per rilassarmi. Peccato per il ciclo a cannella che indebolisce un po'... ma figurarsi se era di quello che dovevo preoccuparmi!
Alle 2.00 di notte mi sono svegliata tutta tremolante e ho iniziato allegramente a vomitare l'anima, attività che mi ha impegnato fino alle 5.30 del mattino. Sapevo che il virus era entrato in famiglia, Elia l'aveva avuto due giorni prima, Theo è attualmente febbricitante, eppure l'idea di potermi ammalare non mi aveva sfiorato neanche l'anticamera del cervello, forse mi illudevo che l'impegno inderogabile mi rendesse immune...
alle 7.00 è suonata la sveglia, un incubo, non ci potevo credere. Al primo tentativo di alzarmi dal letto, brividi gelidi lungo la schiena, mi sono rimessa giù subito per non cascare distesa sul pavimento. Poi mi sono fatta coraggio e l'ho quasi presa sul ridere, tanto la situazione mi appariva grottesca. Con un sorriso isterico sulla faccia verde, mi sono vestita e ho arrancato per quei maledetti 200 m che mi sono sembrati 20 km.
Una volta che ero regolarmente registrata mi sono anche concessa una scarica di diarrea in bagno, poi mi hanno consegnato le tracce (a quel punto per legge sei obbligato a non lasciare l'aula per 2 ore) quindi nervi saldi, chiappe strette e ho fatto il mio dovere. Consegnata la busta con lo scritto ho di nuovo visitato le latrine scalcinate del liceo Michelangiolo, quindi mi sono trascinata a casa, sul divano. 
Mi sono provata la febbre, ho quasi 38°, forse è la temperatura a regalarmi questa specie di soddisfazione, come se fosse andato tutto bene, come se fossi stata bravissima. Vabbè, intanto non è poco che ce l'abbia fatta a percorrere quei 200 m/20 km A/R, nonchè evitare di vomitare in faccia alla sorvegliante o cac*rmi addosso (scusate il francesismo).
Per la valutazione dei contenuti, si vedrà!

lalla

mercoledì 30 gennaio 2013

latitante

Non è la prima volta che mi capita, 
però che fatica...
non avere neanche il tempo per fare la spesa o una doccia in pace, tenere sempre sotto controllo l'orologio perchè ogni minuto è contato. Vivere con angoscia e sensi di colpa ogni divagazione perchè ogni minuto è dedicato al dovere. Desiderare che in un'ora ce ne siano almeno 120. E quei pochi che riesci a rubare alle cose da fare, be, non puoi certo buttarli via o lasciarli cadere. Sono preziosi.
Quei piccoli furti sono per i miei ragazzi, per il grande piccolo Theo e per il piccolo grande Elia. Loro che colpa ne hanno se nelle ultime 2 settimane (e nelle prossime 2), ho dovuto (e dovrò) studiarmi le "avvertenze generali per tutte le classi di concorso", valutare e scrutinare 7 classi in 3 scuole, oltrechè partecipare a vari/gioiosi/familiari/più o meno formali eventi? Insomma, mi dispiace, ma per ancora un po' di tempo, per tutti gli altri, sarò latitante.

lalla

P.S.  le mani mi pizzicano, ma di disegnare, ovviamente, non se ne parla nemmeno...