skip to main |
skip to sidebar
Lo so che fuori piove un giorno sì, uno no, e un altro sì,
lo so che le analisi del fegato stavolta hanno detto picche (ma io me l'aspettavo dopo una cena dall'indiano che mi fatto letteralmente vedere i sorci verdi),
lo so che non ho il fisico da pin-up (e non ce l'ho mai avuto),
lo so che non sono bionda col naso all'insù e che non indosso i tacchi con questa nonchalance,
lo so che se me ne andassi davvero in giro per le strade gnuda e cruda le forze dell'ordine probabilmente non comprenderebbero il mio stato d'animo e opterebbero per l'arresto,
ma che volete che vi dica,
io in questi giorni mi sento così,
ed è un bel sentirsi!
lalla
"Pin up", china, matite colorate e acquerello su carta, 30x40c.
Oggi sono rimbalzata alla mia seconda convocazione scolastica, quindi per adesso sono ancora ufficialmente disoccupata. Non me la prendo troppo, anzi sono già pronta a rimbalzare col sorriso anche alla mia prossima chiamata di lunedì. Intanto sto facendo carte false per cercare di tornare nelle mie due classi dell'anno scorso a Campi Bisenzio. Due giorni in sù e in giù in auto per fare 4 ore di lezione alla settimana, economicamente sarebbe un suicidio, ma so che, se potrò farlo, lo farò. Sento già i brividini per la schiena al pensiero di poter afferrare, per la prima volta, la continuità didattica...
e adesso smettiamola di gufarci e passiamo ad altro, ieri sera ho consegnato un ritratto su commissione (non vale la pena esaltarsi troppo dato che il committente era mia sorella!). Però un po' di merito me lo prendo, perchè era un ritratto particolarmente difficile: avrebbe dovuto unirsi a quello di Chiara del 2009 per crare un dittico e andava fatto in segreto (quindi senza poter far posare il soggetto).
Ora, io di solito lavoro così: convinco la cavia a passare con me un'oretta, io e lei da sole, quasi sempre tra una chiacchera e l'altra la faccio denudare, la avvicino, le giro intorno, la guardo, scelgo pose e luci, la fotografo. E' qualcosa di molto intimo, fondamentale per permettermi di scoprire tutte le sue peculiarità, non solo fisiche, ma psicologiche. Dopodichè la mia documentazione fotografica è tanto ricca, personale e approfondita da permettermi di dipingere in santa pace.
Non potendo lavorare come al solito, ho provato a lavorare come facevano i pittori del Rinascimento: fare una sintesi ed idealizzare. Con Enrico è stato possibile perchè è una persona che conosco da dieci anni. Ho fatto un disegno preparatorio molto dettagliato creando dal niente una posa, un chiaroscuro e un'espressione, cercando con tutte le mie forze di distillare "Enrico" da quella misera documentazione di cui disponevo (fotacce col flash e il sorrisone scattate ai compleanni o al mare, col sole negli occhi e i contrasti cromatcici bruciati).
E' stato rischioso, è stato bello.
Ciò che ne risulta è sicuramente meno aderente al vero di come sarebbe stato se avessi avuto una foto, ma è in fondo più sincero: è ciò che davvero penso di lui, come lo vede la mia testa e non come lo vedono i miei occhi (o peggio ancora l'obiettivo della mia Canon).
E messo accanto a Chiara a per mio funziona.
Lei è una maestosa valchiria, piena di fuoco, lui un filosofo meditabondo, più silenzioso e mite, ma non meno forte, alla fine, dei due, è lei che guarda a lui.
lalla
"Chiara ed Enrico", olio su masonite
Ho pochi minuti,
poi vado ad anglosassonarmi un po'...
solo il tempo di mettere su questo. Tanto per ricordare che l'estate non è stata bella solo perchè era vacanza/caldo/mare/gioia/spensieratezza, ma anche perchè il 29 luglio abbiamo festeggiato il 7° compleanno del piccolo Elia.
Auguri!
lalla
"Elia, 7 anni", matite colorate su carta, 33x30 cm.
Ieri mi sono davvero spaventata.
Mi è capitato di rileggere il post di settembre dell'anno scorso: era identico a quello che ho scritto una settimana fa.
Io odio le situazioni di stallo, sono le peggiori.
Nove anni che lavoro nella scuola, nove anni che vivo nell'incertezza, non tanto dell'immediato, quanto del futuro. Il numero di studenti per classe sale, i posti per gli insegnanti scendono.
I tagli al bilancio stanno sventrando la scuola, ma poco importa. Perchè in Italia, il paese dell'ingegno, della storia e della cultura, se insegni sei univocamente considerato uno scansafatiche, uno che ruba lo stipendio senza lavorare.
La mia classe di concorso ("Disegno e Storia dell'Arte") viene lentamente cancellata, tolta dai vari licei, rimane adesso solo allo scientifico. Che cos'ha l'attuale Ministro dell'Istruzione in comune con tutti i suoi predecessori? Odia la Storia dell'Arte e soprattutto il Disegno. Perchè in Italia, il paese del bello, dell'arte e del gusto, se disegni sei univocamente considerato uno strambo, un'artista squilibrato ed inaffidabile (non è un caso che Theo lavori per la Francia).
E siccome i governi (schifosi, corrotti o semplicemente flosci che siano) sono lo specchio della società che li elegge, fanno bene i vari ministri a tentare di cancellarci tutti, lavorativamente parlando, intendo.
E soprattutto me, che sono piena di tanti buoni propositi, ma inadeguata, ansiosa, poco moderna, un po' dislessica, non abbastanza europea (io che mastico poco l'Inglese e l'Informatica). Ieri ho fatto questa simulazione gratuita del test di preselezione al concorsone.
Il "NON AMMESSO" in rosso significa "BOCCIATO", per chi non fosse dell'era politicamente corretta.
A Dicembre mi toccherà vedere come andrà quello vero, ma ancora non m'arrendo, sarò anche antiquata, ma almeno vendo cara la pelle.
Intanto studio Inglese e ogni tanto mi faccio anche un giro sull'Isola dei Sugolini (il libretto che ho scritto è al vaglio di alcune persone fidate pronte a stroncarmi).
Questo è un primo esperimento di illutrazione, non è proprio come doveva essere, fatico a tirare fuori uno stile personale e accattivante, rimango sempre me stessa (anch'io un po' floscia come il governo).
Però non è neanche così male: somiglia un po' ad un capoverso miniato, i due bimbi si divertono e, per chi non l'avesse capito: io adoro l'azzurro!
lalla
Settembre.
Ed ecco che, puntuale come le bollette del gas, arriva un filo di depressione stagionale.
Come potrebbe non essere così?
Prima cosa: è già passato un mese dal nostro rientro a casa, io adoro viaggiare e quell'effimero senso di conforto per essere tornata al sicuro nella "cuccia" è come al solito durato non più di un'oretta (dopo di che, rendendomi conto dell'inevitabile fine delle vacanze, avrei voluto scappare via urlando).
Seconda cosa: le giornate si occorciano inesorabilmente e comincia ad essere umidiccio e anche un po' freddino (che nostalgia gli estivi 38° alle sei di sera e la siccità).
Terza cosa: mi scoloro, ho di nuovo la mia solita faccia verde oliva del cavolo invece di quel bel visino cioccolato che mi regala una settimana di mare.
Quarta cosa: il mio lavoro è sempre più incerto, non si sa nulla di come, di quando, o di se, insegnerò...
eppure, nonostante le moleplici storture da associare a questo mese oggettivamente pessimo, io quest'anno me la cavo proprio bene. La depressione sopracitata si riduce ad un lievissimo retrogusto di malinconia.
Probabilmente mi aiutano un po' di progetti da portare avanti, in attesa di un impiego e con Elia occupato a scuola, ho finalmente il tempo per seguirli.
Primo: sto studiando inglese (sono alla unit six del mio fantastico libro), ci sto provando davvero, un po' è frustrante, un po' è anche divertente.
Secondo: ho un ritratto da fare, una commissione difficilissima, ma non vedo l'ora, evviva!!!
Terzo: a fine settembre esce il bando del nuovo concorsone della scuola, sarà la prima volta per me, che emozione! A ben pensarci non è che sia poi questa occasione pazzesca, nella mia materia ci saranno, se ci saranno, 3 posti in tutta la regione Toscana e 1000 disperati a litigarseli. Oltretutto esiste anche l'eventualità di umiliarmi a Novembre bocciando i test attitudinali...
No, adesso non voglio pensare nè al concorsone, nè tantomeno a Novembre, un mese deprimente alla volta! Prima digeriamo Settembre, poi Ottobre, poi Novembre, infine Dicembre e poi saremo finalmente fuori dall'autunno, che è il mio vero tallone d'Achille!
E a ben vedere nel mezzo all'autunno ci sono un sacco di belle ricorrenze, Natale e compleanni vari. Ma sì, mi sento ottimista, saprò riempire con attività ed invenzioni anche quelle seratacce piovose di Novembre con il buio pesto che ti aggresce alle 16.30...
ottimista, ma non scema: continuo a preferire quelle splendide serate di Luglio, dopo che hai corso e sudato mezzo nudo per l'intera e lunghissima giornata, quando finalmente alle 21.00 il cielo si tinge di rosa, la temperatura molla giusto quei 2-3 gradi e ti senti in paradiso!
lalla
Volevo fare tutto per benino: ho comprato il libro per prendere la patente europea del computer, ho programmato di sfruttare questi 2 mesi per provare ad imparare qualche parola di inglese (per l'ennesima volta), ho procurato anche i libri per i compiti estivi ad Elia... tanti buoni propositi, ma la verità che nessuno dei due ha più voglia di fare niente.
Abbiamo solo voglia di vacanze (ce l'avrebbe anche quel pover'uomo di Theo, ma lui è un "libero professionista", orribile definizione che significa che per portare a casa la pagnotta deve lavorare parecchio e bene, anche quando altri possono permettersi di cazzeggiare).
Va detto che Elia le vacanze se le è meritate proprio tutte (io forse no, ma mi accodo volentieri), a scuola la sua originalità e la sua mente così stravagante sono state molto apprezzate. Ha ottenuto lodi e voti stratosferici e qualche rimbrotto perchè perde troppo tempo con la testa tra le nuvole... loro non sanno che il Re ogni tanto ha bisogno dei suoi momenti da dedicare al proprio regno sull'isola dei Sugolini.
E quindi: vacanza, vacanza, vacanza!
Siamo già stati a Strasburgo due week-end fa, invitati dall'organizzazione del festival di BD, il babbo a lavorare, noi due a fare gli ospiti bighellonanti. Ci siamo divertiti tutti moltissimo, il clima era primaverile e la città bellissima (case medioevali, cattedrale (che è piaciuta molto ai più grandi), canali con chiuse, battello, museo con kandinskij (che è piaciuto molto a me) ed un "uomo di cacca" (che è piaciuto molto ad Elia), tram, parlamento europeo, parco con mini-zoo e barchette a remi sul lagnetto (che sono piaciute ad entrambi i bighelloni).
Sabato e domenica abbiamo fatto la prima puntatina al mare.
Che poi le vacanze non sono mai rose e fiori come te le
immagini (prima) mentre le organizzi o come te le ricordi (dopo)
riguardando splendide foto. Durante, fai una fatica bestia.
Soprattutto al mare: ogni giorno preparare borsoni carichi di provviste e suppellettili è uno sfinimento, una volta raggiunta la spiaggia la macchina dovresti mettertela in testa, nel pomeriggio ritornare ai parcheggi lontanissimi sotto il sole carichi come muli è una vera ritirata di Russia, alla fine, crema o no, ci piglia sempre l'eritema (orribile sventura pizzicante che inaugura la stagione estiva regalandoti almeno 3 giorni di martirio in cui ti scorticheresti la pelle a morsi, soprattutto Theo è una vittima sacrificale).
Eppure ci garba lo stesso.
Guardate questa foto del piccolo Re alle spiagge bianche di Rosignano, sembra un cartellone pubblicitario, sapeste come rideva schizzandosi con Theo, saltando i cavalloni o tentando per la prima volta il bagher, soda inquinante ed eritema compresi, com'è possibile che non ne sia valsa la pena?
lalla
P.S. Ripartiremo tra due giorni (girelloni, eh?) per un week-end a Venezia in occasione dei primi 10 anni di matrimonio di mammalalla e babbotheo (vecchiotti, eh?) e a fine luglio ci aspetta la Sardegna... chi si ferma è perduto!
Qualche giorno fa mi è successa una cosa spiacevole.
Io sono molto brava ad affrontare le cose spiacevoli e a buttarmele dietro le spalle.
Molto brava davvero.
Devo però confessare che sul fondo persisteva un po' d'amarezza.
Poi mi sono ricordata che c'è una cosa che posso fare e che mi fa stare bene.
L'ho fatta e, come sempre, ha funzionato.
lalla
"Autoritratto con sciarpa di seta", olio su masonite, 50x41 cm.
Durante le ultime settimane piovose ho distillato una verità su me stessa, ed essendo notoriamente metereopatica, non è stata una bella scoperta.
La verità in questione è che il motore propulsore di tutta la mia esistenza è cercare di fare tutti contenti qualunque cosa faccia.
"Qualunque cosa" significa anche comprare il pane, e questo non è un pregio.
Primo, perchè mi condanna ad un'eterna ansia da prestazione ed ad una perpetua frustrazione da fallimento (è matematicamente impossibile fare contenti tutti).
Secondo, andando un po' più a fondo nella questione, perchè si tratta solo di un bisogno egoistico. Io sopravvivo grazie ai sorrisi della gente, agli sguardi di approvazione, ai complimenti. Mi sento contenta ed in pace con me stessa solo quando sento di aver soddisfatto gli altri, non ho abbastanza autostima per fregarmene nemmeno del giudizio della fornaia. Basterebbe un suo sguardo di disapprovazione per rovinarmi l'intera settimana. Le critiche mi distruggono. E' la sindrome della secchiona che mi perseguita da decenni: mi sento brava solo se raccatto un buon voto.
Ne ho parlato con Theo, il discorso gli tornava, ma mi ha detto di stare tranquilla: tutte le persone del mondo fanno ciò che fanno per un tornaconto personale, per un piccolo premio emotivo o monetario, e magari non è un atteggiamento troppo dannoso quando il premio che cercano è "sentirsi buone" o "sentirsi brave".
Ma c'è un terzo motivo per cui tutto ciò non solo non è un pregio, ma un vero difettaccio. Un motivo più grave: parecchie volte questa caratteristica mi impedisce di comportarmi nel modo giusto. Mi sono specializzata nel piacere, nel farmi amare da tutti e questo mi rende pericolosa e spesso inadeguata. Intendiamoci: ci sono volte in cui fare la cosa giusta coinciderebbe proprio con l'essere sgradevoli agli occhi degli altri, scontentarli e deluderli. Ecco, io ci patisco come una bestia, e alla fine, sbagliando, non ce la faccio quasi mai. Il proverbio "il medico pietoso fa la piaga puzzolente" sembra creato apposta per me.
Quest'anno insegnare è stata durissima. Ho sempre vissuto nell'illusione che per fare bene il mio lavoro dovessi essere coerente, puntuale nell'orario e nelle consegne degli elaborati corretti, giusta nelle valutazioni, ma soprattutto partecipe ed interessante nelle spiegazioni. Insomma, ho sempre creduto che chi da il buon esempio e ce la mette tutta fosse meritevole di rispetto. Non è vero, non sempre. Mi sono ritrovata a contatto con tre prime con evidenti e gravi problemi di disciplina (atti di bullismo, sospensioni scolastiche, valutazioni dello psicologo...). Ce l'ho messa tutta per essere all'altezza, ma i ragazzi ti guardano dentro e lo sentono subito che stai soffrendo più di loro mentre gli scrivi un rapporto, che non sei tu quella da temere, perchè in fondo in fondo vorresti solo piacergli. Ho sofferto molto quando mi sono resa conto che non riuscivo ad essere quella che professionalmente sarebbe stata la persona migliore per loro: un sergente dell'esercito.
Ne ho parlato con Theo, il discorso gli tornava, ma mi ha di nuovo detto di stare tranquilla: nessuna persona al mondo è professionalmente adatta a qualsiasi tipo o ambiente di lavoro, pur impegnandosi al massimo non potrebbe mai rendere allo stesso livello in ruoli diversi. Non è un caso che io abbia sposato Theo, sa dirmi sempre la cosa giusta.
E una volta che uno ha capito i suoi difetti, che fa? Si mette a combattere l'ansia da prestazione, la sindrome della secchiona e diventa sgradevole al punto giusto?
Credete che non tenti di farlo da quando sono nata?
Ovviamente continuerò a tentare, in modo che questo lato oscuro non prenda il sopravvento, ma sono abbastanza certa di non poterlo sconfiggere mai. Le persone non migliorano, diciamo che al massimo possono ritersi contente se non peggiorano ed imparano a convivere con i propri difetti.
Quindi un po' di allegria, per altro è tornato il sole e qualche pregio ce l'ho, qualche cosa di buono so farla davvero. Quando mi affidano una classe "scolarizzata", sono la persona giusta nel posto giusto. Con quattro classi quest'anno è andata così, le ho fatte lavorare tantissimo, col sorriso da entrambe le parti, divertendomi e divertendole, passando delle belle mattinate che mi mancheranno, e forse anche a loro.
E soprattutto mi rende serena una consapevolezza: esiste una persona al mondo per cui so essere migliore e superare me stessa. So essere dura, sopportarne lo sguardo arrabbiato e non aver paura di fare la cosa giusta, per sgradevole che sia. Sento forte un fine più alto, non ci penso proprio a ricevere un premio, penso solo a lui. Non c'è ruolo che io sappia interpretare meglio di questo: il ruolo della mamma del Re dei Sugolini.
E succede una cosa strana, che il piccolo Elia sappia intuire ciò che è giusto oltre l'apparenza e alla fine gratificarmi ancora di più.
lalla
P.S. Se nel mestiere più importante del mondo faccio qualcosa di buono è perchè ho avuto una buona maestra. Auguri mamma.
Sembra che ultimamente io abbia apportato, piuttosto casualmente, alcune sostanziali migliorie al mio aspetto fisico.
Prima di tutto, da settembre ho definitivamente detto addio ai grassi saturi e cioè a ogni tipo di cibo allettante, saporito e sfizioso. Adattarsi al mio nuovo regime alimentare non è stato
facile (ancora faccio sogni erotici di schiacciate bisunte e fumanti
ripiene di mortadella) però i miei sacrifici non solo mi hanno fatto ottenere il mio obiettivo primario, ma anche piacevoli effetti collaterali.
Obiettivo primario: da 7 mesi mi sento piena di energia, non ho più pesantezza, sonnolenza, stanchezza, difficoltà digestive, carenza di difese immunitarie, coliche e le mie analisi del sangue sono perfette.
Piacevoli effetti collaterali: in 7 mesi sono dimagrita 8 chili, un evento a dir poco inaspettato e quanto mai gradito.
Alcuni conoscenti che mi hanno rivisto dopo qualche mese hanno commentato con la frase: "Come stai bene: sembri ringiovanita di 10 anni!".
E io: "Grazie, grazie"... però è strano, non si dice sempre che un po' di ciccia in più aiuta a spianare le rughe? Diciamo che per adesso la pelle regge, ma sarà meglio farla finita di calare di peso altrimenti quest'estate sembrerò un abito cadente su una gruccia, altro che ringiovanita...
detto ciò, qualche giorno fa, prima di lavarmi i capelli, mi sono incattivita contro il mio eccesso di doppie punte. Colta da raptus omicida ho cominciato a scalare/accorciare i capelli sul davanti (quelli che si sfibrano di più)... a forza di scalare m'è venuta la frangetta. Lì per lì, mi guardo, non mi riconosco e mi facco quasi paura.
Non la portavo dai tempi del liceo, ricordo che dovetti toglierla perchè favoriva il proliferare di bolllicini sulla fronte, beata gioventù, per lo meno a questo punto un inconveniente del genere penso sia da escludere.
Tempo due/tre giorni ci sto facendo l'occhio, diciamo che ho scongiurato l'effetto Maria Maddalena, o Gioconda che dir si voglia, precipitando in quello Cleopatra. Evviva la modernità! Hai voglia a tagliare, col viso ovale, il naso dritto, i capelli lisci come spaghi e la pelle olivastra, non c'è verso che riesca a sfuggire a qualche stereotipo stra-datato...
Alcuni conoscenti che mi hanno rivisto dopo qualche giorno (perfino gli stessi dell'altra volta) hanno
commentato con la frase: "Come stai bene: sembri ringiovanita di 10
anni!".
E io: "Grazie, grazie"... però è sempre più strano, sorgono ipotesi grottesche:
1) I miei parenti sono dischi incantati e la suddetta frase è di pura circostanza.
2) Facendo un breve calcolo: oggi come oggi dimostro appena sedici anni.
3) Oppure: stai a vedere che fino a sette mesi fa ne dimostravo circa cinquanta e nessuno s'era preso la briga d'avvertirmi!
La prima è probabile, la seconda allettante, ma protendo per la terza: ecco perchè quelle merdaccie di commesse adolescenti sogghignavano passandomi delle brache informi taglia 46/48 e chiamandomi Signora...
Hi-hi-hi, l'altra settimana, nello stesso negozio, ho quasi avuto un'orgasmo acquistando un paio di jeans taglia 42.
Come siamo sceme noi donne: è proprio vero che un po' di shopping ben fatto può regalare a una trentenne attempata più autostima di 1 anno di analisi!
lalla
E' qualche tempo che sono un po' combattuta sull'eventualità o meno di scrivere un post tanto odioso.
Non biasimatemi, ho resistito a lungo nel tentativo di non inimicarmi i miei esigui lettori facendo sempre la parte della mamma che si loda e si imbroda del proprio figlio. Tutti avranno ormai maturato nei confronti del Re una sacrosanta antipatia solo a causa della mia smelensaggine. Così ad esempio, a Natale, non ho subito ammorbato il mondo col racconto della recitina-canora scolastica, dove sono quasi svenuta scoprendo in diretta che c'era una sola voce solista ed era Elia...
... e adesso cedo, clamorosamente.
Ma chi se ne frega! Ne avrò di occasioni di lamentarmi e rodermi il fegato quando da adolescente mi darà solo tormenti, tanto vale che mi goda le mie soddisfazioni adesso.
E poi mi piace riflettere sul fatto che questo piccolo figlio continui sempre a meravigliarmi.
Sono più di sei anni che conosco Elia, ormai dovrei essere preparata, dovrei averlo capito, ed invece accade ancora, che mi prenda alla sprovvista. E' assurdo quanto sia, in ogni occasione, sempre migliore di me.
La cosa non mi dispiace per niente, veramente, però mi sconcerta, questo sì.
Ci casco sempre come una pera, ma per lo meno non sono l'unica, mi considero in buona compagnia. Osservando con attenzione, mi sembra così palese che anche i figli delle altre coppie che conosco siano migliori dei genitori e che
abbiano sempre ragione nei loro confronti.
Lo so, lo so, noi "grandi" siamo tutti più
istruiti, più educati, sappiamo come gira il mondo... ma allora com'è
che poi ci fregano sempre?
Non c'è da prendersela, anzi, forse per merito loro non è ancora detto che si vada tutti a rotoli come sembra. Sotto ogni prospettiva potremmo considerarlo un buon segno, incoraggiante per il futuro dell'umanità. Salvo valutare che i bambini di oggi dovranno per forza trasformarsi nei grandi di domani, sbiadendo i loro colori, mortificando la loro creatività, incasellando le loro stranezze, crescendo... e peggiorando.
Comunque, veniamo al dunque: cosa avevo tanto da meravigliarmi per poi gonfiarmi d'insano orgoglio materno?
Elia ha ricevuto la sua prima pagella. Delle elementari, quindi non ci voleva un genio perchè andasse bene, ma conoscevate i miei timori a riguardo...
... e, alla faccia di una mamma studente delle elementari dislessica e semi-disadattata che solo 7 post fa l'aveva chiamato Pinocchio, è stato bravissimo.
E come fa, vi domanderete voi, con una mamma studente delle elementari dislessica e semi-disadattata, ad essere bravissimo?
Facile: il furbo ha vinto al super-enalotto con una improbabile quanto meravigliosa combinazione genetica. Non si sa come cavolo abbia fatto, ma è riuscito a scartare tutte le caratteristiche mediocri/noiose/ordinarie di mammalalla e babbotheo, selezionando solo le qualità migliori per distillare se stesso: il Re di tutti i
Sugolini.
Un po' di sale in zucca l'ha preso da entrambi i genitori, io credo. L'estro ed un bel po' di esibizionismo li riconosco: sono i miei. La creatività è di Theo. Ma dal babbo ha soprattutto preso il fascino, c'è poco da fare, io quello non ce l'ho mai avuto.
Va detto quindi che tutte le valutazioni sono palesemente falsate: la maestra d'Italiano era già cotta dopo una settimana, quella di matematica ha resistito più a lungo, stoicamente, ma alla fine ha ceduto. Cedono tutti al Re dei Sugolini.
Nel giudizio, esagerato, c'è scritto "maturo ed equilibrato, curioso ed interessato,
veloce ed intuitivo, notevoli capacità logiche, ottime proprietà di
linguaggio, apprende con facilità, autonomo, corretto e preciso" ....
va bene, va bene, in realtà non sono state solo rose e fiori, c'è anche scritto che "è talvolta lento nel portare a termine il lavoro".
Ho chiesto chiarimenti, la maestra di matematica mi ha spiegato che ogni tanto "si perde" perchè vaga con la mente e "si fa troppo i fatti suoi", quella d'italiano (ormai suddita devota) ha puntualizzato che è una sua caratteristica essere uno spirito libero. In poche parole: è un po' svogliato.
A Theo è spiaciuto molto questo appunto.
A me è piaciuto molto questo appunto.
Non lo voglio incasellato, secchione e studente modello come divenni poi io fin troppo presto. Non lo voglio cresciuto prima del tempo.Voglio che con la mente vaghi lontano e "si faccia troppo i fatti suoi" più a lungo possibile. Che rimanga ancora migliore di noi per parecchi anni.
lalla