lunedì 11 novembre 2019

sono fiera di me

Sono fiera di me.
Ieri i genitori delle due bimbe che ho ritratto sono venuti a prendere il quadro.
Quando inizio un lavoro li rassicuro sempre: “nessun acconto e se il risultato non dovesse piacervi, non preoccupatevi, lo terrei io”. D’altronde, hanno rifiutato tele a dei mostri sacri come Caravaggio, non lo considererei certo un oltraggio se prima o poi rifiutassero una masonite a me.
Comunque, il giorno che il committente viene è la prima volta che vede il quadro e io sono sempre molto emozionata, non tanto per il rischio di tenerlo con me (non sarebbe un dramma, mi affeziono a tutti quelli che faccio), ma perché ciò significherebbe che l’ho deluso e questo in effetti mi dispiacerebbe.
Stavolta i soggetti erano due e sapevo fin dal principio che sarebbe stato molto più complicato (ma anche parecchio stimolante). Era importante capire i due caratteri, sottolineare le due individualità, ma anche catturare i punti di contatto, creare un dialogo di atteggiamenti e di sguardi, tra loro e con lo spettatore. Che sfida! Solo quando sono arrivata alla fine, mi sono resa conto di avercela fatta e mi sono sentita soddisfatta.
Ma in ogni caso, ieri me ne stavo un pochino sulle spine.
Invece, l’espressione che hanno fatto davanti al quadro è stata meravigliosa, direi (dal mio punto di vista) abbastanza emozionante. Come se avessero riconosciuto immediatamente le proprie figlie, ma per la prima volta le stessero guardando in un modo diverso (e in effetti era vero perché lo stavano facendo attraverso il mio sguardo). Vederle così, come le ho viste io, gli è piaciuto molto.
C’è qualcosa di davvero bello in tutto questo e non è propriamente l’aspetto del quadro.
Un po’ mi dispiace non farlo vedere anche a voi nella sua interezza, ma potete anche accontentarvi di un particolare perché il bello non sta nell’oggetto, bensì nelle sensazioni che ho provato io realizzandolo e in quelle che loro hanno provato (e spero proveranno ancora) osservandolo.
Infondo non conoscete le due bambine, forse non conoscete neanche me, non potreste comunque afferrare granché dando un’occhiata veloce a un’immagine su uno schermo digitale. Può darsi invece che possiate farlo di più leggendo queste parole, se vi fidate di me.
Allora fatelo, fidatemi di me, e capirete perché oggi mi sento così fiera.

lalla

"Ritratto di due sorelline", olio su masonite, particolari.

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